Guardalben, un uomo spogliatoio...da Champions

05.06.2010 08:05 di Serena Timossi  articolo letto 4332 volte
© foto di Federico De Luca
Guardalben, un uomo spogliatoio...da Champions

Il 05/06/1974 nasceva Matteo Guardalben, estremo difensore d'esperienza giunto alla Samp la scorsa estate a completamento di un reparto allora composto dal titolare Castellazzi e dalla giovane promessa Fiorillo.

Pur non avendo disputato nemmeno un minuto nell'arco del campionato, Guardalben riveste un ruolo importante nelle dinamiche di spogliatoio, mettendo a servizio dei più giovani i suoi oltre quindici anni di carriera e contribuendo a creare quello spirito e quell'unità di gruppo necessari all'armonia della squadra.

Non è raro vederlo scherzare con i tifosi mentre si concede con disponibilità a foto ed autografi prima di entrare al Mugnaini per la seduta di allenamento ed è altrettanto frequente vederlo scambiare battute con i compagni ed affrontare esercizi e partitelle con l'entusiasmo di un ragazzino voglioso di mettersi in luce. Guardalben ricorda spesso ai meno esperti che fare il calciatore è un privilegio, perché si ha la fortuna di vivere della propria passione e per questo è necessario impegnarsi con costanza mantenendosi umili e con i piedi per terra.

Il riccoluto portiere di Nogara, in provincia di Verona, sa cosa significa vedere il proprio sogno trasformarsi in incubo per aver vissuto mesi drammatici in seguito ad uno scontro in allenamento con il compagno Trevisan, ai tempi del Vicenza. Era il 4 ottobre 2006 e Guardalben rimase paralizzato agli arti per circa cinquanta minuti e subì successivamente un intervento chirurgico per un'ernia che pressava il midollo al National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra.

Dopo un infortunio simile la sua carriera poteva essere ormai pregiudicata, ma l'estremo difensore non si sentiva ancora giunto al capolinea e, perso il posto da titolare con i biancorossi, si accasava a Treviso pronto a ricominciare. La società veneta versava però in gravi difficoltà economiche; presto gli stipendi diventarono un miraggio, veniva a mancare persino il necessario per allenarsi ed il fallimento societario si profilava all'orizzonte.

Nel luglio 2009, quando Matteo era in procinto di firmare con il Ravenna militante in Lega Pro, giunse la chiamata della Samp, accettata con entusiasmo. Le prime parole in blucerchiato (“Sarei disposto a fare anche il quarto portiere”, “Sto vivendo un sogno”) palesano lo spirito con cui questo giocatore si è messo a servizio di Gigi Delneri, già incontrato in quel di Palermo.

L'ex secondo portiere del Parma trionfale di fine anni '90 e titolare nel Piacenza ha alle spalle anche una convocazione in Nazionale nel 2005, quando Marcello Lippi lo rese parte del gruppo azzurro per l'amichevole con l'Eire.

Tornando al presente, colpisce la misura in cui Guardalben si sia reso partecipe al gruppo, talvolta impersonando il ruolo di “alter ego” di Delneri, elargendo consigli ai compagni dalla panchina e arrivando a sbraitare più dello stesso mister. Viene da pensare che potrebbe essere portato per la carriera da allenatore in futuro, ma lui si schermisce e afferma di avere poca pazienza per intraprendere quella strada.

Uomo che dà importanza al valore degli affetti, Guardalben è molto legato ai figli Luca e Tea che vivono a Parma con la madre. La sua immagine agli occhi di chi lo osserva è quella di un professionista affidabile, all'occorrenza motivatore, ma soprattutto una persona genuina e carismatica il cui contributo alla splendida stagione della Samp culminata con l'accesso ai preliminari di Champions League si è svolto nell'ombra, ma si è rivelato fondamentale.