Gianluca Vialli, il bomber che ha scritto la storia

09.07.2010 08:00 di Serena Timossi   Vedi letture
© foto di Andrea Pasquinucci
Gianluca Vialli, il bomber che ha scritto la storia

Nello scrivere di Gianluca Vialli provo una sorta di timore reverenziale, un misto di emozioni contrastanti, al pari di un archeologo che, dopo lunghe ricerche, si trova sulla soglia della stanza di un tesoro inestimabile.

Da dove cominciare? Dai 141 goal segnati con la casacca blucerchiata, dagli otto anni in cui le reti di quel ragazzo dai riccioli scuri portarono la Samp in cima alla classifica, o dalla straordinaria coppia d’attacco formata con Roberto Mancini? Come in un lungo flashback, partiamo dal principio.

Luca Vialli arriva a Genova in sordina nel 1984. Ad accogliere quel ventenne proveniente dalle giovanili del Pizzighettone e cresciuto calcisticamente nella Cremonese ci sono poco più di venti tifosi. L’esordio in A il 16 settembre, proprio contro la squadra di provenienza, segna l’inizio di un ciclo vincente.

La Samp cresce e Vialli cresce con lei; il ragazzo giocherellone che, negli spogliatoi nascondeva la schiuma da barba a Souness, in campo fa sul serio: l’intesa con Bobby Gol è sublime, i due si trovano alla perfezione, sono complementari ed intercambiabili. Vialli calcia con potenza e precisione con entrambi i piedi, segna di testa, in acrobazia e si mette al servizio della squadra. E’ il prototipo dell’attaccante moderno, micidiale in area di rigore e nel contempo mobile e completo.

Detentore del record di reti in Coppa Italia in una singola edizione (13 nella stagione 1988-1989), Vialli è l’eroe di Goteborg: colui che con una doppietta ai tempi supplementari infrange i sogni dell’Anderlecht e porta in trionfo i colori blucerchiati in Coppa delle Coppe. Prima piomba come un falco sulla palla sfuggita al portiere belga su precedente conclusione di Salsano, poi chiude la pratica raccogliendo di testa un cross pennellato dal “gemello del goal”.

Capocannoniere nel ’90-’91, dona consistenza al sogno blucerchiato con il goal contro la diretta concorrente Inter a S. Siro, festeggiato con una capriola. Al termine della cavalcata Scudetto, si regala un ulteriore “colpo di testa” ossigenandosi i capelli.

Nelle otto stagioni alla Samp le voci che lo vorrebbero partente si rincorrono, lui rifiuta la corte del Milan e della Juve per continuare il percorso intrapreso con un mentore brillante e saggio come Boskov e l’indimenticabile presidente - padre Paolo Mantovani. Dopo la delusione di Wembley, però, i rumors diventano realtà, il cerchio si chiude e Luca viene ceduto alla Vecchia Signora.

Per lui ci saranno altre vittorie prestigiose, poi la chiamata del Chelsea e la carriera da allenatore in Inghilterra con i Blues ed il Watford. In casa Samp si apriranno nuovi scenari, muteranno i volti, i campioni, gli obiettivi, ma il calore verso un simbolo blucerchiato come Vialli resterà intatto.

Ormai i riccioli non ci sono più e i colpi da maestro in campo sono stati sostituiti da una dialettica sapiente come opinionista in tv ma, oggi come ieri, il rapporto tra Vialli e i tifosi blucerchiati è speciale e non risente del trascorrere del tempo. Mi ritorna in mente quella frase, letta tanti anni fa: “Lontano da noi capirai cosa vuol dire essere amato”. I veri amori non conoscono distanza ed il legame tra Vialli e il mondo blucerchiato è destinato a restare scolpito nella storia per sempre.