IL SAMPDORIANO - Non se ne può più. Sampdoria disonorata da questa gente

IL SAMPDORIANO - Non se ne può più. Sampdoria disonorata da questa genteTUTTOmercatoWEB.com
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di Diego Anelli

Nauseato, schifato, incavolato  sbigottito dinanzi al fatto che non ci sia mai fine al peggio, di quanto si riesca a superare il limite della sopportazione. Le occasioni da goal divorate dal Venezia e gli interventi di Martinelli non andrebbero mai scordati quando si valuta una partita; da una parte ok l'enorme gap tecnico - tattico a favore dei lagunari, dall'altra una buona dose di fortuna. Contava l'atteggiamento, indispensabile per sperare di salvarsi. Con la giusta mentalità anche una sconfitta sarebbe stata digerita. Un punto pesante era comunque arrivato e avrebbe dovuto fare morale. E invece?

A Carrara che squadra vediamo contro un avversario modesto, alla nostra portata ma umile, compatto, con la bava alla bocca e la voglia di salvarsi a tutti i costi, dando corpo, anima e cuore per la causa? Con paura negli occhi di alcuni, a calcetto in punta di piedi con il cane in giardino in altri casi. Ci caghiamo addosso ancora prima di toccare palla, dando costantemente quella vergognosa sensazione di debolezza, presunzione, supponenza e tanta pochezza. Vi consideravate fenomeni per la categoria? Gli attributi sono rimasti a casa e sono così piccoli che nemmeno li trovate? Il pesce puzza dalla testa? Da tanti mesi anche qua viene ribadita la priorità assoluta: liberarsi di questa proprietà, compresi i vari bracci destri, e l'intera dirigenza, dove nessuno va salvato. Fino a quando tale scenario non si dovesse presentare, l'agonia sarebbe destinata a prolungarsi. La scelta degli allenatori e il ridicolo "mercato" estivo, dopo quanto accaduto l'anno passato, rappresentano autolesionismo puro.

Fatta questa doverosa premessa e tenendo in considerazione quanto accaduto a gennaio per il rafforzamento dell'organico, come è possibile assistere a tale scempio dinanzi all'obiettivo minimo ma vitale della sopravvivenza? Non ho mai pensato di avere chissà quale organico per qualcosa di più (anche se in un torneo del genere e con la classifica corta sarebbe anche potuto bastare poco), ma per evitare grossi patemi almeno sulla carta avremmo dovuto sentirci un po' più tranquilli. Alcuni successi casalinghi, un mini filotto di risultati positivi e qualche sprazzo dalle individualità tra Modena e Palermo, poi di colpo il buio totale, non prendendo nemmeno un punto negli scontri diretti con Mantova, Bari e Carrarese, aggravando una classifica avulsa già drammatica.

Ben consapevole dell'assenteismo e dell'inadeguatezza di tale società, sinceramente tra quest'anno e in questo momento mi rifiuto categoricamente di dare alibi a questi giocatori, finora profumatamente retribuiti e protagonisti di figuracce indecorose. In campo non ci meritiamo di "ammirare" gente che cammina e colleziona prestazioni scarse da molti punti di vista: carattere, spirito di gruppo, grinta, orgoglio, reazione, dovere ad onorare la maglia, oltre all'aspetto tecnico - tattico in parecchi casi. La Sampdoria e la maglia più bella del mondo sono disonorate dentro e fuori dal campo, perchè questo pesce puzza dalla testa ma anche dal fondo. I nostri "fenomeni" dovrebbero prendere da buon esempio i colleghi della Lucchese, i quali l'anno scorso, nonostante mesi e mesi di stipendi mai percepiti  le conseguenti pesanti penalizzazioni e le difficoltà del club a sostenere le spese quotidiane, hanno raggiunto la salvezza sul campo, a prescindere dal seguente fallimento del club. E quella Lucchese era allenata da Giorgio Gorgone, lo stesso che sta riportando il Pescara in piena bagarre salvezza quando fino ad un mese fa sembrava già condannato. Nulla è per mai caso. E pensiamo anche su un altro dato: quanti giocatori abbiamo visto transitare in due campionati? Talvolta qualcosa pare cambiare in meglio nel breve periodo per poi assistere all'ennesimo crollo generale, nel quale anche i nuovi si "adeguano" allo standard collettivo.

Mi aggrappo ad Attilio, messo alla guida della squadra dopo quasi un campionato intero, un ritardo ingiustificabile. Vediamo se almeno lui riesce a risvegliare questo insieme di giocatori. Dopo ogni partita la speranza è l'ultima a morire e rinviamo al weekend successivo la possibilità di far punti aggrappandoci alle giocate di qualcuno (pure Coda giovava per mezza stagione da solo là davanti, eppure segnava in ogni caso, trasformando in oro colato anche una rara palla sporca e vagante...) Nel frattempo il tempo passa e i punti disponibili si riducono. Bisogna tirare fuori le palle, ora o mai più, ma davvero. Dai Doria!