ESCLUSIVA SN - "Dado Blucerchiato": "I cali ci sono quando si pensa al mercato. Chiederci cosa ci manca per alzare l'asticella. L'Europa..."

02.06.2017 09:04 di Corrado Tedeschi   Vedi letture
ESCLUSIVA SN - "Dado Blucerchiato": "I cali ci sono quando si pensa al mercato. Chiederci cosa ci manca per alzare l'asticella. L'Europa..."
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Siamo ormai giunti al momento in cui si tirano le somme. È terminato un campionato dal quale non ci aspettavamo un gran che. Affrontato con un po’ di timore soprattutto a causa delle scottature subite nel corso della stagione precedente.

Direi invece che tutto sommato il bilancio sia positivo e avrebbe potuto essere anche migliore se non avessimo dovuto pagare lo scotto dell’inesperienza e degli errori di gioventù di qualche nostro giocatore. È stata una stagione che ha permesso a molti giovani di maturare, ad altri di esplodere, ad altri ancora di assimilare il gioco per nulla semplice ma redditizio di Giampaolo.

Ma la Sampdoria è chiamata a tirare anche un altro tipo di somma. Quella dei nodi che vengono al pettine quando in rosa si fanno luce i talenti. Le frasi e le dichiarazioni su Schick e Muriel sono all’ordine del giorno. Ma noi, come tifosi Sampdoriani, abbiamo il diritto di sperare e cercare quello che è il meglio per la società e soprattutto per la squadra. E allora vi dico che tra Schick e Muriel io credo sia più funzionale alla Samp la permanenza del colombiano.

Sì, è vero: Schick è un grande talento che diverrà un grandissimo giocatore, ma Muriel è già probabilmente oggi quello che Schick potrebbe diventare tra poco. Luis, ogni volta che è entrato, ha “rotto” la partita. È stato lui il vero break nelle situazioni più sincrone ai passi in avanti della squadra. E se dimostrerà un ulteriore progresso in continuità, sarà lui il vero crack del prossimo torneo.

Dicevo sopra che abbiamo pagato lo scotto dell’inesperienza e della gioventù di qualche atleta. E qui vorrei essere chiaro. I cali ci sono quando si pensa al mercato. Soprattutto per i giovani, ma è ora di finirla di essere rassegnati a campioni che passano perché “meritano una “grande squadra”. Abbiamo invece bisogno di atleti che siano consci di vestire già una maglia gloriosa. E che ne siano orgogliosi come lo siamo noi tifosi. È bene che si sappia che la Sampdoria non è un punto di partenza, ma quello di arrivo. Solo così i cosiddetti “cali di concentrazione” non influiranno più sul risultato.

A questo punto è evidente che occorra alzare l’asticella. E per farlo dobbiamo essere anche crudeli, ma chiederci cosa ci manca per superare in classifica le squadre che si frappongono tra noi e l’Europa. È logico che per ora le corazzate siano inarrivabili. Tuttavia sono convinto che per superare almeno tre o quattro delle compagini che quest’anno ci hanno preceduto non manchi poi molto.

In primis dovremo risolvere l’annoso e ormai atavico problema del laterale sinistro. E poi è gioco forza rinforzare la panchina come alternative di valore alla coppia Silvestre – Skriniar, due autentici baluardi. Sul primo sono stato buon profeta nel collocarlo lo scorso settembre tra quelli che si sarebbero rivelati i migliori dell'annata. Il secondo è stato un esempio di cosa deve fare un giovane quando il mercato non gli mette il sale sulla coda. Ma ci siamo chiesti cosa accadrebbe se uno dei due fosse squalificato?

Col mercato dovremo affrontare giorni di timore. Avremo paura di perdere Torreira, Skriniar, forse anche Linetty. Ma la società a questo punto avrà modo di dimostrare se è vero che il progetto sia finalizzato alla crescita. I tifosi possono forse già aver metabolizzato la partenza di uno dei due giovani attaccanti, ma saranno severi giudici nel valutare come il ritorno economico verrà investito. E soprattutto non sono certo di come digerirebbero se le partenze dolorose fossero almeno due. Questi sono gli interrogativi. E finché saranno questi vuol dire che su Bogliasco splende ancora il sole. 

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