ESCLUSIVA SN - Una notte da 10, Grandoni: "Onorato di essere stato compagno di squadra di Francesco. Aspetto benefico ci rende orgogliosi"

28.05.2019 14:34 di Diego Anelli   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA SN - Una notte da 10, Grandoni: "Onorato di essere stato compagno di squadra di Francesco. Aspetto benefico ci rende orgogliosi"

È ormai scattato il countdown verso uno degli eventi più attesi dall'intera tifoseria blucerchiata, Una notte da 10, in programma venerdì 31 maggio alla Sciorba. Saranno numerosi gli ex giocatori blucerchiati che parteciperanno alla partita d'addio al calcio di Francesco Flachi davanti alla sua gente. Sampdorianews.net, uno dei partner ufficiali dell'evento, ha il piacere di intervistare in esclusiva Alessandro Grandoni, con il quale abbiamo approfondito i valori, i sentimenti e le finalità di una serata che si preannuncia indimenticabile per ognuno di noi:

Alessandro, manca ormai poco e ti rivedremo in un serata speciale, colorata di blucerchiato, dedicata ad un tuo grande ex compagno. “Sono orgoglioso ed emozionato nel poter partecipare ad un evento di tale caratura. Si tratta di una partita a scopo benefico, sarà una bella rimpatriata tra tanti ex compagni e l'occasione per Francesco di dare il saluto che merita al pubblico blucerchiato. È stato un giocatore altamente importante per questi colori, per il sottoscritto è stato un onore essere suo compagno di squadra, aver condiviso anni belli e importanti con questa maglia. Sarà un grande piacere respirare nuovamente l'aria Sampdoria”.

L'importanza di aver conosciuto Francesco nel rapporto interpersonale e all'interno dello spogliatoio. “In campo era una sicurezza, sempre affidabile e noi eravamo consapevoli di poter sempre contare sul suo apporto. Fuori dal campo molto estroverso come del resto nel terreno di gioco, ragazzo di grande compagnia, sempre in grado di tirare su il morale della squadra, sempre disponibile con i compagni. Ci siamo visti di recente diverse volte anche a Firenze, ho ritrovato la medesima persona, sorridente, capace di vedere gli aspetti positivi in ogni cosa e trovare le soluzioni a qualsiasi problematica”.

I tifosi hanno sempre più nostalgia di un'epoca calcistica nella quale era ancora possibile affezionarsi ed identificarsi in determinati giocatori. “E' cambiato in generale e in maniera profonda il mondo del calcio, come del resto la vita quotidiana e il mondo del lavoro, basta vedere in questi giorni cosa è successo a Roma con De Rossi, una bandiera messa alla porta con una facilità disarmante in pochi giorni. Le società ragionano sempre più da aziende e si riscontra una ridottissima possibilità di ammirare giocatori – bandiera. Si dice spesso che i giocatori siano meno attaccati alla maglia, è però altrettanto vero che le società tendono altrettanto a porre l'aspetto aziendale davanti a qualsiasi altra cosa, compresi i giocatori più rappresentativi, si ragiona a 360° da aziende. Ho avuto la fortuna di conoscere sia la famiglia Mantovani che Garrone, ai loro tempi si toccava con mano un grande aspetto umano all'interno della società, si vedeva un grande attaccamento. Tornando al caso Roma lo stesso discorso si può fare con le gestioni Viola e Sensi”.

Venerdì sera un appuntamento più unico che raro, in primis per aiutare i bambini del Gaslini. “L'aspetto benefico rende orgoglioso ogni partecipante all'evento, ero convinto che Francesco pensasse ad un'iniziativa simile, lo conosco bene, davanti ai problemi ci mette sempre la faccia e vuole portare un aiuto concreto alle persone meno fortunate. È un segnale importante”.

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