ESCLUSIVA SN - Dionigi: "Goal nel derby ricordo indelebile che ti porti dentro per tutta la vita. Festeggiai sotto la Sud arrampicandomi alle recinzioni..."

04.04.2018 18:26 di Diego Anelli  articolo letto 1540 volte
ESCLUSIVA SN - Dionigi: "Goal nel derby ricordo indelebile che ti porti dentro per tutta la vita. Festeggiai sotto la Sud arrampicandomi alle recinzioni..."

Un goal nel derby, quelle sensazioni impossibili da descrivere, quei brividi che condividi con compagni e i tifosi che festeggiano al tuo fianco. Sono pagine di storia, in una delle quali ha scritto il proprio nome Davide Dionigi, autore di uno dei goal che fecero trionfare 2-0 la Sampdoria nella stracittadina andata in scena in serie B il 7 novembre 2000. Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare l'ex bomber blucerchiato, il quale è rimasto molto legato ai nostri colori:

“Sono passati tanti anni, ma parliamo di ricordi indelebili che ti porti dentro per tutta la vita. È stato un anno breve ma intenso, alla Samp mi sono trovato davvero bene, ho trovato un ambiente sano, quei colori mi resteranno per sempre nel cuore. Ricordo tutto di quella partita, di quel goal nel derby; quella palla lavorata sull'esterno da Carmine Esposito, cross in centro, in spaccata sono riuscito ad anticipare l'intera difesa genoana. Segnare sotto la Sud è stato incredibile, andai a festeggiare arrampicandomi alle recinzioni, i miei compagni mi vennero ad abbracciare cercando anche loro di arrampicarsi. Il Ferraris strapieno è un ricordo bellissimo, anche a livello di coreografie fu uno scenario speciale”.

Abbiamo sempre avuto la sensazione che saresti rimasto volentieri a vestire i nostri colori. “Fosse dipeso solo da me non sarei andato via, sarei rimasto più a lungo. Anche se realizzavo un buon numero di goal purtroppo non rientravo negli schemi tattici di mister Cagni che aveva altre idee in avanti. Andai via da Genova e dal punto di vista professionale tornai in serie A, accettando la proposta della Reggina. Sarei però rimasto ben volentieri alla Samp, dove stavo davvero bene, quello che ho vissuto indossando un anno quella maglia ha un valore profondo”.

Da anni hai intrapreso la carriera di tecnico. In casa doriana Marco Giampaolo sta rappresentando un notevole valore aggiunto. “Giampaolo è un grande allenatore, era finito un po' nel dimenticatoio, ha avuto la forza di ripartire, oltre alla bravura e fortuna di ricevere la proposta dell'Empoli. Per tutti noi allenatori è un maestro, lo guardiamo e lo seguiamo con grande ammirazione”.

Le pesanti debacle con Crotone e Inter, il passo falso con il Chievo. Un momento assai complicato, nel quale la squadra ha fornito una grande reazione in una delle gare sulla carta più proibitive. “Onestamente non mi aspettavo la vittoria a Bergamo dopo le recenti sconfitte subite. L'Atalanta è una squadra tosta, contro la quale è sempre difficile giocare, soprattutto a casa sua. Le defezioni per i blucerchiati erano numerose, ma è arrivata una vittoria fondamentale. Il gruppo c'è ed è unito, la squadra è viva, si tratta di un grande segnale per allenatore e società”.

La Sampdoria è ancora in gioco per un posto in Europa, da tempo il Genoa si è tolto dalla lotta salvezza. “In teoria le formazioni arrivano alla stracittadina con la serenità di classifica, nella pratica è un derby con Sampdoria e Genoa che come sempre si giocheranno la propria credibilità dinanzi ai rispettivi tifosi. In occasioni simili non ha alcun senso fare pronostici, saranno le motivazioni a livello agonistico a fare la differenza, a prescindere da questioni tattiche”.

Da ex attaccante e attuale allenatore come valuti i cambiamenti registrati nel ruolo della punta moderna. “Negli attaccanti attuali sinceramente mi rivedo poco, alcuni di loro vantano anche un tasso tecnico superiore, in molti casi si tocca però con mano una minore prerogativa al sacrificio rispetto al passato. Nel calcio moderno gli attaccanti hanno caratteristiche ben diverse, devono essere in grado di svolgere differenti mansioni, non va più di moda il classico attaccante d'area di rigore, il bomber “vecchio stampo”. Il calcio si è evoluto e si sta evolvendo, basta soffermarsi sul fatto che i difensori centrali sono sempre più spesso i primi registi della manovra”.

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE CONSENTITA PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE WWW.SAMPDORIANEWS.NET