Difesa da incubo, Quagliarella porta la croce, Rigoni da rivedere

14.09.2019 20:29 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
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Difesa da incubo, Quagliarella porta la croce, Rigoni da rivedere

Audero 6: incolpevole sui goal subiti, è padrone dell'area nelle uscite. A latitare è il supporto da parte della retroguardia. Nel finale impedisce un passivo più pesante.

Ferrari 5,5: sfiora il goal nel primo tempo, ma finisce nella parte sbagliata del tabellone dei marcatori nella ripresa, propiziando il 2-0 del Napoli con una deviazione. Commette alcune ingenuità, probabilmente dovete all'inesperienza. Da disciplinare.

Murillo 5: troppa sufficienza nelle giocate, continua a non accompagnare gli attaccanti avversari, prediligendo scelte rischiose e spesso azzardate. In ritardo in occasione dell'1-0 di Mertens. Per guidare la difesa dovrà applicarsi con grande umiltà.

Regini 5,5: all'esordio stagionale, cerca la giocata semplice, ma non sempre compie i movimenti corretti e risulta impreciso in fase di impostazione. Prestazione timida.

(dal 65' s.t. Léris 5,5.: prova a dare vivacità sulla corsia destra, riesce a costruire più per perseveranza e corsa piuttosto che grazie alla lucidità. Confusionario).

Bereszynski 5,5: alterna amnesie a chiusure puntuali. Murillo, però, fa di tutto per complicargli la vita. Segnali di ripresa rispetto alle prestazioni con Lazio e Sassuolo, ma siamo ancora lontani dal positivo rendimento delle scorse stagioni. Poco propositivo in fase di spinta, soffre l'ingresso di Insigne.

Ekdal 5,5: la mancanza di difensori in grado di giocare il pallone complica il lavoro del metronomo blucerchiato, che fatica a trovare la miglior collocazione negli schemi di Di Francesco. Buona la gestione delle ripartenze, soprattutto nella prima frazione.

Linetty 6: partenza in sordina, ma quando si accende si rivede la tenacia nei tackle che lo contraddistingue. Prova a fare da collante tra i reparti per quanto possibile e nel finale è uno degli ultimi ad arrendersi.

Murru 6: raramente riesce ad andare al cross, forse penalizzato dal nuovo modulo. Prestazione ordinata, ma abbottonata.

Caprari 5: non incide e spesso non riesce a leggere i movimenti dei compagni di reparto, optando per la soluzione personale quando Quagliarella taglia ed è ben posizionato. Vanifica le ripartenze.

(dal 67' s.t. Gabbiadini 5: prova a proporsi e ad aprire il gioco per i compagni, ma le conclusioni sono da dimenticare, così come i tentativi di puntare l'uomo. Dal suo bagaglio tecnico ci si aspetta ben altro).

Rigoni 6: una sufficienza d'incoraggiamento, sebbene al 18' non sfrutti un'occasione da goal facendosi ipnotizzare da Meret. Ha del potenziale e lo si vede dai movimenti nelle ripartenze e dalla buona visione di gioco. Si spegne nella ripresa, a causa della condizione fisica non al top e della scarsa frequenza con la quale lo cercano i compagni.

(dal 79' De Paoli s.v.: entra nel finale di gara con il Napoli che veleggia verso i tre punti con il vento in poppa).

Quagliarella 6,5: è l'ultimo a mollare ed è il primo a provare a scuotere i compagni. Prova a calciare da fermo e dalla distanza, talvolta anche per frustrazione. Al 18' tira fuori dal cilindro un eccellente cambio di gioco per Rigoni, che spreca la miglior palla-goal del match.

All. Di Francesco 5,5: rivoluziona il modulo, proponendo un 3-4-1-2 con il quale la Samp appare meno sfilacciata rispetto alle prestazioni con Lazio e Sassuolo, ma le lacune permangono. Pacchetto arretrato a tratti imbarazzante, diverse occasioni create, ma attacco ancora una volta sterile. La squadra non gira ed è innegabile, come testimoniano le 9 reti subite a fronte di soltanto una realizzata. Non scordiamo tuttavia che il mister è vittima di un mercato non pervenuto e, probabilmente, di promesse non mantenute.