Audero sul pezzo, Keita out troppo presto. Yoshida, giornata no

20.02.2021 17:32 di Moreno Cavanna   Vedi letture
Audero sul pezzo, Keita out troppo presto. Yoshida, giornata no
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Audero 6: come al suo solito sforna due o tre interventi importanti, che tengono la Samp aggrappata al match e i suoi compagni sul pezzo. Molto coinvolto nel primo tempo, rifiata un pochino nella seconda frazione, nonostante i sempre pericolosi contropiede  biancocelesti. Nulla può sul rigore in movimento di Luis Alberto.

Ferrari 5: paga il gap di condizione atletica nei confronti degli avversari, mettendo in mostra alcune difficoltà col passare dei minuti. Nel primo tempo si fa mettere in mezzo dal trio di Milinkovic- Alberto- Correa, alternando errori di posizione. Non mancano alcuni interventi positivi, ma non ha la rapidità per giocare così alto lasciandosi tanto campo da difendere alle spalle.

Yoshida 4,5: già in avvio soffre la mobilità degli avanti biancocelesti, commettendo il primo fallo del match in vistoso ritardo su Correa. Triplice errore in occasione del vantaggio laziale, prima con una respinta di testa imprecisa, poi con un contrasto poco convinto che regala il pallone a Milinkovic e, in ultimo, in chiusura su Luis Alberto. Appena 3’ più tardi, rischia di spianare la strada al raddoppio di Immobile con un liscio di testa. Conclude la sua giornata no dopo appena 45’ (dal 45’ Bereszynski 6: si piazza basso a destra e restituisce una discreta solidità al reparto arretrato blucerchiato. Non disdegna qualche sgroppata offensiva ed è più propositivo del solito quando offre la sovrapposizione a Candreva).  

Colley 6,5: col giusto focus per tutti i 90’, cresce alla distanza. Per caratteristiche, è l’unico della retroguardia blucerchiata a poter giocare a 3, grazie alle lunghe leve e alla capacità di recuperare in allungo. Nel secondo tempo prova addirittura a supportare i compagni avanzando il proprio raggio d’azione e salendo su tutti i calci da fermo, non trascurando, tuttavia la fase difensiva. Bravissimo a non mollare neppure nei minuti finali, quando tiene a galla la Samp salvando a due passi dalla porta su Muriqi. 

Candreva 6: meno ricami del solito in fase di possesso palla, anche a causa dei raddoppi avversari. Prova ad aiutare i compagni anche in fase di non possesso, accantonando le sortite personali.  Mette in mezzo un buon numero di palloni velenosi, ma l’area avversaria viene sia ben presidiata dalla retroguardia laziale che attaccata malamente dalle torri blucerchiate (dall’81 Torregrossa: sv). 

Silva 6: meno autoritario del solito in fase di impostazione, viene fortemente limitato dall’ammonizione rimediata a metà primo tempo. In una partita molto complicata, il portoghese tende a prediligere l’agonismo alla qualità in impostazione, privando i compagni di una fondamentale fonte di gioco.

Ekdal 5,5: nel primo tempo fatica a mettere i giusti giri nel motore, arrivando spesso in ritardo sugli avversari. Quando la Lazio sostituisce i suoi giocatori più tecnici, lo svedese cresce in intensità, riuscendo a combattere su tutti palloni che passano per la zona mediana del campo.

Augello 6: predilige la fase di spinta a quella di copertura, anche a causa del forte impatto fisico di Marusic. Si propone con buona continuità, ma al momento dell’ultimo passaggio manca sempre un pizzico di precisione, come quando serve un cross eccessivamente potente all’accorrente Quagliarella. 

Ramirez  5,5: nel primo quarto d’ora sembra partire col piglio giusto, ma col passare dei minuti fatica a legare il gioco offensivo e a conferire la giusta dose di qualità alle azioni blucerchiate. Un bel tunnel, un paio di aperture azzeccate, ma manca concretezza e cattiveria. (dal 45’Jankto 4,5: non sembra scendere in campo col giusto atteggiamento, alternando errori grossolani in fase di assistenza a disattenzioni in fase di marcatura. Al 63' ha l'occasione del pareggio sui suoi piedi, ma sull'uscita a vuoto di Reina colpisce troppo debolmente, uncinando col destro e spedendo la palla sul fondo). 

Keita 6: senza dubbio il più pericoloso nel corso della prima frazione, sia con strappi personali, che con movimenti a proporsi come riferimento avanzato. Un po’ a sorpresa, Ranieri lo richiama a metà seconda frazione, privando il Doria dell’unico attaccante in grado di aggredire la profondità (dal 67’ Damsgaard 6: la motivazione e la voglia sono quelle giuste, ma non riesce ad integrasi al meglio, come seconda punta, nell'attacco blucerchiato di oggi. Prova a spezzare il ritmo con qualche giocata delle sue, ma non ha i movimenti verticali di Keita che avrebbero messo maggiormente in difficoltà la difesa laziale).

Quagliarella 6: non molla mai, nè dal punto di vista caratteriale, nè dal punto di vista fisico. Prova a rendersi pericoloso attaccando il primo palo con buona continuità, ma i cross degli esterni blucerchiati non sono mai del tutto precisi. Nel primo tempo regala un'autentica meraviglia con un'apertura di mancino al volo per uno scatto in profondità di Augello, ma non riesce a bissare il goal decisivo della scorsa settimana.  

All: Ranieri 5,5: gioca al rischiatutto schierando una difesa a 3 altissima contro l’attacco laziale, esperto nel gioco in profondità. La scelta fatta non lo ripaga nel modo giusto, dal momento che nella prima frazione i 3 centrali soffrono maledettamente la velocità degli attaccanti avversari. In apertura di secondo tempo cerca di limitare i danni tornando alla difesa a 4, ma l’uscita di Keita, unico attaccante in grado di attaccare lo spazio in velocità, resta un mistero. Nemmeno l'ingresso di Torregrossa, nel finale, riesce a dare il giusto peso al reparto avanzato.