Audero ancora decisivo, Verre bocciato, Gabbiadini glaciale dal dischetto

17.04.2021 16:58 di Paolo Paolillo   Vedi letture
Audero ancora decisivo, Verre bocciato, Gabbiadini glaciale dal dischetto
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Audero 6,5: sfiora soltanto la punizione di Lazovic, nella ripresa blinda il risultato con tre parate: buone quella su Faraoni e Lazovic, strepitosa quella su Dawidowicz a tu per tu. Nel recupero, nega ancora il gol al centrale polacco. Ancora decisivo.

Bereszynski 6,5: inizia con una diagonale magistrale su Zaccagni lanciato in contropiede e continua molto bene, non sbagliando nulla in fase difensiva. Molto bene sulle discese di Lazovic e Dimarco.

Yoshida 5: senza benzina, appare spento e in affanno. La squalifica gli permette di riprendere fiato. Non fa malissimo, qualche errore di controllo e la grande paura, quando sta per combinare la frittata a dieci dalla fine. 

Colley 6: prima mura Salcedo, poi è pigro sulla punizione di Lazovic, saltando appena, col pallone che passa giusto sopra la sua testa. Respinge tutto quello che deve respingere e difende il fortino con la solita abilità.

Augello 5: in grande difficoltà, non riesce a prendere le misure su Faraoni e Salcedo. Anche in fase offensiva è meno presente del solito e insolitamente sporco nella giocata tecnica. Anche lui è a corto di fiato.

Damsgaard 5: meriggiare pallido e assorto. La dimensione – per lui – dell'Oltre è irrangiungibile, oggi. Nel processo di crescita di un classe 2000 alla prima stagione di serie A, ci può stare questo alternarsi delle prestazioni. Vero è, anche, che queste partite servono da vetrina, specie queste partite (dal 1' s.t. Candreva 6,5: entra bene, mette il cross che porta poi al gol di Jankto e crea apprensione all'intera catena di sinistra del Verona. Poi la palla meravigliosa per Keita, che vale il rigore del sorpasso di Gabbiadini. Corre e recupera, è veramente un piacere).

Thorsby 6,5: primo tempo poco ordinato. Sovrastato anche nel gioco aereo, insegue sempre le mezzali gialloblù, Sturaro gli dà filo da torcere. Si mette a uomo su Barak e lo neutralizza. Meglio la ripresa, dove prova qualche sortita offensiva, trovando la zuccata decisiva, che assomiglia al gol del suo connazionale Iversen alla Spagna e, stavolta, può esultare. Ancora il migliore.

Silva 6: al piccolo trotto, senza mai alzare il ritmo. Qualche iniziativa un po' più coraggiosa, ma poco altro. Anche lui rimane fagocitato dal dinamismo del centrocampo e dalle mezze punte veronesi. Nella ripresa, sale come tutta la squadra, e trova l'assist per il gol della sicurezza di Thorsby.

Jankto 5,5: primo tempo da incubo. A parte la palla in profondità per Verre, il numero 14 poi non ne combina mezza. Lanci sballati, cross lunghi, doppi passi senza senso, calcioni al pallone che se avesse le mani gliene renderebbe un paio. Mai così male. Bravo a incastrare il gol del pareggio, unica gioia perchè qualche minuto si divora un gol fatto in maniera incredibile. Il gol non cambia una prestazione orribile (dal 40' s.t. Tonelli sv: entra per blindare la vittoria).

Verre 4,5: inizio orribile. Sempre pressato, poco preciso e lucido nei passaggi e un giallo dopo dodici minuti. Poi la prima occasione blucerchiata è la sua: ottimo dai e vai con Jankto e destro strozzato che viene messo in corner da Silvestri. Vaga fino all'inevitabile sostituzione (dal 1's.t. Keita 6,5: questo è quello che vogliamo vedere da lui: corsa, iniziativa e aiuto alla squadra. Bravo a trovare lo spazio per la girata deviata da Dawidowicz, che propizia il pareggio, fantastico nel bruciare Tameze, che non può fare altro che abbatterlo, per il rigore che gira definitivamente la partita).

La Gumina 5: mezz'ora senza sussulti, poi comincia a lavorare per la squadra e si prodiga anche in un'azione personale niente male. Forse, è più colpa della squadra e di come gioca il primo tempo, che colpa sua (dal 1' s.t. Gabbiadini 6,5: ancora una prova di sacrificio e di movimento, con il numero 23 sempre pronto ad aprire gli spazi per Keita. Freddo dal dischetto, spiazza Silvestri e firma il sorpasso).

Ranieri 6: la formazione iniziale, specie in attacco, sorprende. Con Quagliarella acciaccato, uno tra Keita e Gabbiadini avrebbe potuto iniziare. Uno per la qualità dei due, due per non esporre La Gumina alla guerra contro tutti, come è capitato. La raddrizzano i cambi e le sue parole negli spogliatoi, evidentemente. La Samp cambia e porta a casa una vittoria che sembrava impossibile al 45'.