Una moneta da capovolgere. Auguri a Dodô

06.02.2016 00:00 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Una moneta da capovolgere. Auguri a Dodô

Da poche settimane i suoi inconfondibili riccioli neri hanno fatto capolino a Bogliasco e lui, José Rodolfo Pires Ribeiro, noto a tutti semplicemente come Dodô, ha cominciato a lavorare a testa bassa per inserirsi nel sistema di gioco di Vincenzo Montella.

Brasiliano dal carattere piuttosto schivo, Dodô è stato una delle prime scelte della dirigenza blucerchiata sin dai primi giorni di mercato. Inizialmente, l'operazione sembrava non essere destinata a concludersi positivamente, ma i buoni rapporti con l'Inter e la volontà del giocatore di trovare una piazza in cui essere impiegato con continuità - una volta appurato che il tecnico nerazzurro Roberto Mancini non gli avrebbe concesso abbastanza spazio -, hanno consentito alla trattativa di andare in porto il 21 gennaio scorso.

Dodô può ricoprire il ruolo di terzino sinistro, lasciato vacante dalla partenza di Regini in direzione Napoli, o di esterno alto se la scelta del mister sarà di ricorrere alla difesa a tre con maggiore frequenza. Una curiosità: da giovanissimo aveva iniziato da trequartista, per poi trasformarsi in terzino dai 15 anni. Dotato di buona tecnica e rapidità, il difensore è chiamato a recuperare in fretta la miglior condizione fisica dopo un lungo stop (il 25 marzo  scorso è stato sottoposto ad un intervento di meniscectomia mediale e revisione del legamento crociato del ginocchio sinistro ed è tornato a calcare il rettangolo verde soltanto a inizio campionato con la Primavera nerazzurra per immagazzinare minutaggio) per dare il proprio contributo alla causa doriana, aiutando la Samp ad uscire dalle sabbie mobili di una classifica preoccupante.

La sua carriera ha avuto inizio nelle giovanili del Cruzeiro e del Corinthians, club con cui ha debuttato a livello professionistico. Gli osservatori della Roma lo hanno portato in Italia nella stagione 2012/2013, blindandolo con un quinquennale. 35 presenze in giallorosso più tardi, il brasiliano di Campinas si trasferisce all'Inter, esordendo con un goal contro lo Stjarnan nell'andata dei play-off di Europa League e buone prestazioni.

Classe 1992 con uno sguardo che riflette una maturità diversa dall'età anagrafica, aveva rivelato qualcosa in più di se stesso e del proprio carattere qualche anno fa sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: “Conta molto quel che hai passato, piccole esperienze che ti fanno grande, come rompersi il crociato a 19 anni e doversi tirare su. Quell'evento mi ha rafforzato nella volontà e nella personalità. Se credi in quello che fai, devi darci dentro: quel crociato rotto mi ha fatto crescere dentro più del normale". Oggi, alla Sampdoria, dovrà affrontare una classifica minacciosa con la stessa grinta e la stessa determinazione. Una prova psicologica, dopo quelle fisiche a cui la vita lo ha sottoposto, che se saprà superare potrà valere molto per la sua crescita personale, dando vita ad un nuovo inizio.

Buon compleanno, Dodô, e il nostro augurio va in generale a tutto il gruppo blucerchiato: ogni crisi è come una moneta, da una parte porta con sé il pericolo, dall'altra l'opportunità. Capovolgete la moneta. Non perdetevi l'opportunità di emergere da questa crisi più forti di prima.