Ricordi di maggio. Auguri ad Andrea Rabito

 di Serena Timossi  articolo letto 1196 volte
© foto di Federico De Luca
Ricordi di maggio. Auguri ad Andrea Rabito

Pensare alla stagione 2002/2003 porta all'inevitabile affiorare del ricordo di un'indimenticabile notte di maggio, quella in cui la Sampdoria riabbracciò matematicamente la serie A. Tra i volti di quel campionato figura anche Andrea Rabito, attaccante veneto nato l'11 maggio 1980.

Dopo la partenza di Iacopino, Rabito si ritrovò quarta punta alle spalle della coppia goal composta da Flachi e Bazzani e di Corrado Colombo; il giocatore dalla bionda chioma collezionò così ventun presenze in campionato, per lo più partendo dalla panchina e utilizzato prevalentemente da Novellino come esterno, impreziosite da una rete. Al suo score blucerchiato si aggiungono sei gettoni in Coppa Italia.

Roger, come era simpaticamente soprannominato, esordì nelle giovanili del Cavazzale, destando l'interesse del Milan, che lo acquistò quando aveva quattordici anni. Al fine di fargli maturare esperienza, i rossoneri decisero di girarlo in prestito alla Reggiana, in C1. L'esperienza si rivelò positiva e gli valse il successivo ingaggio del Modena, in cadetteria. Con i canarini Rabito inaugura un triennio caratterizzato da tre promozioni in serie A indossando tre differenti casacche: dopo aver centrato l'obiettivo con la maglia della Samp, infatti, conquisterà nuovamente la massima serie con quella del Livorno nella stagione 2003/2004.

Tra il 2004 e il 2007 l'attaccante di Monticello Conte Otto cambierà spesso maglia; le tappe con Ternana, Rimini e Albinoleffe precedono l'esperienza più duratura al Padova, durata poco più di tre stagioni, per poi accasarsi a Cremona.

Ma torniamo ai ricordi di maggio, stagione 2002/2003: nella cornice del Luigi Ferraris va in scena Sampdoria-Cagliari. Il trio Garrone-Marotta-Novellino riporta i colori blucerchiati matematicamente nella massima serie con un perentorio 3-1 firmato Flachi (doppietta) e Bazzani. Rabito è in campo, subentrato al numero 10 toscano, e pennella il cross per la testa del centravanti che chiude le danze e fissa il risultato. Missione compiuta, la Samp è fuori dall'incubo, di nuovo lassù dove sognavamo di rivederla. Tornata in serie A in una notte di maggio entrata nella sua storia e nella memoria dei tifosi.