Dopo pioggia viene sole. Auguri da quaggiù, grande Vujadin

 di Serena Timossi Twitter:   articolo letto 2665 volte
Dopo pioggia viene sole. Auguri da quaggiù, grande Vujadin

Partì da una piccola cittadina serba poco distante da Novi Sad per cominciare la sua carriera da calciatore nel Vojvodina, senza sapere che negli anni sarebbe stato ricordato non solo per le sue qualità sul campo, ma soprattutto per lo straordinario lavoro compiuto in panchina, alla guida di diversi club di primo piano, tra cui Den Haag, Real Madrid e Sampdoria, solo per citare alcune delle società con cui arricchì il proprio palmarès.

Vujadin Boskov ci ha lasciati il 27 aprile di tre anni fa, ma oggi cerchiamo di allontanare i pensieri tristi, festeggiandone simbolicamente il compleanno. Il nostro è un piccolo, ma doveroso e sentito tributo a un eccellente professionista e un grande uomo, condottiero della Sampd'oro di Paolo Mantovani, fine stratega, tecnico capace di trasformarsi in abile psicologo per cementare un gruppo di campioni non sempre dal carattere facile da gestire. Boskov l'uomo che strappava una risata con le sue verità calcistiche, oggi veri e propri aforismi entrati a far parte del linguaggio comune, ma che in realtà era un inflessibile mister che curava ogni dettaglio – compresi gli orari in cui rincasavano i propri giocatori - e le cui frasi non erano mai frutto di una mera casualità.

Capace di sdrammatizzare una sconfitta per caricare la squadra e di trovare difetti in una netta vittoria per evitare cali di tensione, Boskov fu al timone della Sampdoria più vincente di sempre ed è in assoluto il tecnico più amato dai tifosi blucerchiati per il suo mix di simpatia, bravura e intelligenza. Un vincente che non dimenticò mai il significato della parola umiltà e che sapeva rispettare gli avversari senza dare adito a sterili polemiche. Il primo a credere nel progetto della società blucerchiata, il sogno di Paolo Mantovani che si realizzò anche grazie al suo lavoro quotidiano.

E' facile rifugiarsi nella retorica, ma l'elogio a Vuja non potrebbe essere più veritiero: divenne quasi uno di famiglia, uno zio (o un nonno per i più giovani), al quale non smetteremo mai di essere affezionati. Il ricordo che conserviamo non si è affievolito negli anni, ma si è rafforzato e trasformato in un sentimento profondo, di stima e affetto per un uomo che rappresenta il calcio che fu. Come ogni bravo “zio”, ci ha lasciato insegnamenti che ricordiamo nei momenti di difficoltà. Uno di quelli che dovremmo portare sempre con noi è “Dopo pioggia viene sole”. Un inno all'ottimismo, alla capacità di reagire di fronte alle difficoltà senza perdersi d'animo. Anche se non è più tra noi, continua a essere quel sole che da lassù ci ricorda che a tutto c'è rimedio e che le vittorie più belle e vissute sono quelle conquistate dopo un periodo travagliato. Auguri, Vujadin...e grazie per continuare ad indicarci la via da lassù.