Del Vecchio, quando la danza diventa esultanza...

25.03.2010 07:30 di Serena Timossi  articolo letto 2391 volte
© foto di Federico de Luca
Del Vecchio, quando la danza diventa esultanza...

Stando al dizionario la danza è un’arte antichissima, espressione della libertà del corpo, momento di aggregazione, specchio della società. Per Gennaro Delvecchio la danza è l’arte dell’istintività, l’espressione dell’esultanza dopo aver segnato un goal, il momento in cui si abbracciano virtualmente i tifosi, lo specchio di un’anima entusiasta.

Pugliese di nascita e nello spirito, solare e tenace, Delvecchio muove i primi passi nel mondo del calcio nelle giovanili del Barletta, per poi passare nel 1994 al Melfi, in cui si alterna tra prima squadra e Juniores. Le ottime prestazioni nelle due stagioni successive gli consentono di fare esperienza in C1 con la maglia del Giulianova ed in C2 con quella del Castrovillari, per poi approdare in cadetteria nella stagione 2003/2004 tra le fila del Catania.

Nel corso del campionato la sua originalità nel festeggiare le reti segnate inizia a trasparire: dopo un goal contro il Genoa mostra infatti una maglietta con la scritta “Granita o gelato?”. Nel 2004 Delvecchio indossa la maglia del Perugia e l’anno seguente, nel momento in cui la società fallisce, le prestazioni in crescendo, unite al costo nullo del cartellino, suscitano l’interesse di alcune squadre di serie A, tra le quali avrà la meglio la Sampdoria. Dopo una stagione in prestito al Lecce, Gennaro fa ritorno alla base ed il suo rendimento nel precampionato convince la società a puntare su di lui. E’ il 2006 e sulla panchina della Samp siede Walter Alfredo Novellino.

Nel corso delle tre stagioni con la casacca blucerchiata, Delvecchio emerge per la capacità di essere uomo-spogliatoio e per l’impegno profuso: si tratta di un giocatore che esce sempre dal terreno di gioco con quella che si suol definire
maglietta sudata”, sapendo di aver dato il massimo per onorare i colori che indossa.

Grazie alle buone prestazioni nella Samp il centrocampista ottiene la convocazione in Nazionale ed esordisce il 16/08/2006 in occasione di Italia-Croazia. Nello stesso incontro altri tre blucerchiati debuttarono con la maglia azzurra: si tratta di Terlizzi, Falcone e Palombo.

Delvecchio si dimostra anche molto abile negli inserimenti ed il suo bottino di tutto rispetto sono 13 reti, festeggiate con stravaganti ed inimitabili “danze”. Dal balletto dinoccolato di Sampdoria-Messina nel 2007, passando per i passi con la maglietta sollevata in quello che forse è il suo più bel goal, a S. Siro contro il Milan, senza dimenticare il gesto che sottolinea il sangue che gli scorre nelle vene, o il simbolico “Attenti!” del soldato Delvecchio di fronte alla gradinata dopo aver siglato il pareggio contro l’Inter nella prima giornata di campionato 2008/2009.

Attualmente in forza al Catania, Delvecchio, classe 1978, pur non essendo un giocatore prettamente tecnico, ha lasciato ricordi bellissimi ai tifosi blucerchiati, sia per aver spesso tirato fuori dai guai la Samp nei momenti difficili, sia per le sue qualità umane, come la correttezza, la disponibilità, la dedizione e la solarità.

Parafrasando il suo gruppo preferito, i conterranei Negramaro, auguriamo a Gennaro Delvecchio un compleanno “Meraviglioso” da festeggiare, perché no, con una nuova inconfondibile danza.