Strinic e Ferrari re della fiera dell'errore individuale, Caprari e Ramirez non pervenuti

22.04.2018 17:27 di Serena Timossi Twitter:   articolo letto 3286 volte
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Strinic e Ferrari re della fiera dell'errore individuale, Caprari e Ramirez non pervenuti

Viviano 6: tradito dalla sua difesa, vede altri quattro palloni depositarsi sul fondo della rete, senza avere particolari colpe. Nel primo tempo tempo prova a tenere a galla la squadra prima con una doppia parata su Felipe Anderson e Immobile, poi allungandosi sulla conclusione dalla distanza di Marusic.

Bereszinsky 6: la Lazio attacca a pieno organico, il terzino si oppone con più lucidità rispetto ai compagni di reparto, anche se non sempre efficacemente. Pressoché inesistente la fase di spinta.

Andersen 6: partita di personalità ed attenzione fino a pochi minuti dal fischio finale, quando perde di vista Immobile, che deposita in rete. Fino a quel momento una prestazione da elogiare per il giovane difensore, deciso ma pulito negli interventi. Sufficienza d'incoraggiamento.

Ferrari 4,5: se fino al trentesimo guida la retroguardia, mantenendo alto il baricentro della squadra e ben posizionandosi nelle diagonali, nella ripresa tende a distrarsi in fase di disimpegno. Da una sua ingenuità scaturisce la rete del 4-0 biancoceleste.

Strinic 4,5: lascia indisturbati e liberi di andare alla conclusione prima Milinkovic Savic e poi De Vrij. In entrambe le occasioni non accenna nemmeno a contrastare. Finisce la benzina dopo meno di mezz'ora di gioco. Distratto e colpevole.

Praet 5,5: schierato prima a centrocampo, poi sulla trequarti dopo l'uscita di Ramirez, fa vedere gli spunti migliori proprio in quest'ultima posizione, anche se non riesce ad innescare a dovere i compagni.

Torreira 5,5: impreciso, anche se la marcatura costante su di lui gli lascia poco raggio d'azione. Prova ad aiutare la difesa come può, ma la Lazio dà l'impressione di poter pungere ad ogni sortita offensiva.

Barreto 6: al 25' si fa notare per aver scaldato i guantoni di Strakosha con una potente conclusione da fuori area, disinnescata dal portiere biancoceleste. Prova a dare supporto ad una sterile manovra offensiva, seppur con risultati insoddisfacenti.

Ramirez 5: evanescente, quasi inesistente per lunghi tratti di gara. E' lui che dovrebbe accendere la luce, ma il reparto offensivo blucerchiato continua a brancolare nell'oscurità.

(dal 20' s.t. Linetty 5,5: Giampaolo prova a mischiare le carte quantomeno per evitare un passivo più pesante, ma l'ingresso del polacco non riesce a dare spessore ad un centrocampo disunito e non al meglio atleticamente).

Caprari 5: gioca un numero esiguo di palloni, ma quando è chiamato in causa non lascia il segno. Poco concreto nelle giocate, con il pallone tra i piedi spesso non opta per la soluzione migliore.

(dal 7' s.t. Kownacki 5,5: al quarto d'ora della ripresa se ne va in mezzo a tre avversari, ma conclude debolmente. Cerca di essere mobile, ma non incide su una gara ormai irrimediabilmente indirizzata verso la vittoria laziale).

Zapata 6: l'unico degli attaccanti a provare quantomeno ad impensierire la difesa biancoceleste. Molto isolato, spesso in posizione decentrata, è costretto ad optare per la soluzione personale o per cross che non trovano compagni in area. Un paio di buoni spunti: la sgroppata con sterzata al 45' conclusione murata) e il diagonale all'8' s.t. (terminato sul fondo).

(dal 14' s.t. Quagliarella 5,5: non al meglio fisicamente, parte dalla panchina per rifiatare dopo il turno infrasettimanale. Il suo ingresso in campo si rende necessario quando Zapata accusa un problema fisico. Il numero 27 lotta come di consueto con caparbietà, ma non riesce ad aggredire gli spazi per andare al tiro).

All. Giampaolo 5: sappiamo che la Samp dovrebbe avere rammarico soprattutto per altre partite sprecate o mal approcciate contro avversari meno attrezzati e qualitativamente alla propria portata, rispetto ad una sconfitta all'Olimpico contro una Lazio proiettata alla Champions. Tuttavia, non si può fare a meno di sottolineare il trend negativo della difesa, tra errori individuali e passivi davvero troppo pesanti. Nel contempo, è evidente il calo atletico e mentale della squadra e la pochezza di idee in attacco, soprattutto al momento dell'ultimo passaggio. Problemi per i quali il tecnico non è ancora riuscito a trovare adeguate contromisure.