Murru in difficoltà, Viviano attento, Quagliarella esperienza al servizio della squadra

25.02.2018 18:18 di Paolo Paolillo  articolo letto 3413 volte
Murru in difficoltà, Viviano attento, Quagliarella esperienza al servizio della squadra

Viviano 6: cala una super parata nel primo tempo, su un sinistro a fil di palo di Jankto e poi non stacca mai la spina della concentrazione. Se non arriva lui arrivano i pali. La deviazione fortuita di Silvestre lo beffa al minuto 95.

Bereszynski 6.5: dalla sua parte non passa nessuno. Corre su quella fascia e sta in campo con una sicurezza straordinaria. Si fa male dopo un contrasto per recuperare un suo errore in alleggerimento, nell'unica sua sbavatura. Sempre più concreto e sicuro (dal 40' s.t. Andersen 6: entra molto bene, con grande testa. Fa il suo con grande ordine).

Silvestre 7,5: Sblocca la partita, con il tanto agognato primo gol in maglia blucerchiata. Poi il capolavoro difensivo, un altro. Toglie spazio ai tagli dei centrocampisti e prende ogni cross che passa dalle sue parti. Combatte e comanda come da due anni a questa parte. Una certezza. Una roccia. Un monolite. Scalfito appena dalla deviazione decisiva sul tiro di Adnan, nell'occasione della rete friulana.

Ferrari 6: nel corpo a corpo non soffre mai, anche perché non ha davanti una punta di ruolo ma un adattato come Jankto. Sulla posizione non sempre è attento agli inserimenti dei centrocampisti friulani. Bene l'impostazione.

Murru 5: primo tempo così così, ripresa da incubo. Tutte le occasioni più pericolose dell'Udinese arrivano dalla sua parte. Barak, Jankto e Widmer vengono giù dalla sua parte come un coltello caldo nel burro. Rimane spesso a metà strada e ritarda qualche scalata. Lo salvano Viviano e il palo, sulla sassata di Fofana, che lo salta con irrisoria facilità. La crescita passa anche da partite così.

Torreira 6,5: un ballerino in mezzo al campo, un direttore d'orchestra strepitoso, un battagliero di natura. Tutto questo è stato, oggi, il folletto uruguaiano. Nonostante la differenza di peso e statura, strappa più volte la palla a Fofana e Barak. Per il resto geometrie e solito controllo del ritmo.

Barreto 6,5: mette la tuta da operaio e si sporca le mani dal primo all'ultimo minuto. Corre, rompe e cerca di dare ritmo al centrocampo. Soffre un pochino la velocità e la gamba degli interni bianconeri, ma la gamba la mette sempre sulle palle sporche. Ordinato e prezioso.

Linetty 5,5: partita sotto ritmo da parte del polacco, che soffre per tutta la partita. Si fa vedere per qualche contrasto ma sbaglia molti palloni e non riesce a prendere le misure agli avversari. Migliora nella ripresa ma, nel complesso, è apparso il centrocampista meno in palla della Samp.

Ramirez 6: fino al momento dell'infortunio, uno dei migliori. Ricama nonostante la neve e il traffico in mezzo, cerca due palloni visionari per le punte che non arrivano per poco a destinazione e si batte in contrasto molto bene (dal 43' p.t. Alvarez 6,5: entra bene in partita e gioca anche bene. Col suo ritmo, il suo calcio, ma è molto prezioso nell'abbassare il ritmo dopo il 2-0. Contrasta bene gli avversari).

Quagliarella 6,5: prova di sacrificio puro del capitano. Svaria e si offre come via d'uscita quando i compagni sono in difficoltà. Bene con Caprari vicino, bene anche con Zapata quando entra. Esperienza e lavoro sporco a servizio della squadra.

Caprari 6: manca sempre un centesimo per fare il dollaro. Il talento romano è l'uomo del quasi. Non si contano i quasi gol di quest'anno e anche oggi è andato vicino in più di un'occasione alla marcatura, senza riuscire a graffiare. Impegno e giocate ci sono stati, ma serve un ultimo guizzo mentale per farlo diventare in un giocatore pazzesco, perché i mezzi tecnici ci sono tutti (dal 24' s.t. Zapata 7: entra e va subito via al diretto avversario. Poi la perla che chiude la partita. Come Weah con il Verona qualche anno fa, coast to coast e gol a sigillare la vittoria. Sembra ritrovato anche fisicamente. Per Bergamo si candida prepontentemente per la maglia da titolare).

All. Giampaolo 6,5: La fortuna – i due pali dell'Udinese – gli dà una mano, ma il mister legge bene il match e anche i cambi obbligati non lo colgono impreparato. Gioca la carta Alvarez per rilanciarlo dopo le critiche e lui lo ripaga. Mette Zapata dopo la questione di Milano e il colombiano chiude la partita. Mette Andersen vista l'assenza di Sala e il danese entra bene.