Andersen gladiatore. Sala errore decisivo. Quaglia capocannoniere

10.03.2019 18:20 di Paolo Paolillo   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Andersen gladiatore. Sala errore decisivo. Quaglia capocannoniere

Audero 7: la parata su Hateboer nel secondo tempo e l'uscita su Ilicic valgono più che la sufficienza. Incolpevole sui due gol, se la cava bene quando è chiamato in causa e anche nelle palle alte sceglie benissimo il tempo dell'intervento.

Sala 5: Pesa sulla valutazione l'episodio del vantaggio bergamasco, perché viene spostato troppo facilmente da Zapata, con la palla troppo vicina alla porta di Audero. Peccato, perché pur soffrendo le discese di Gosens e le folate di Gomez dal suo lato, aveva tutto sommato tenuto botta. Suo il lancio di pregevole fattura che mette Praet, nel primo tempo, a tu per tu con Gollini (dal 14' s.t. Bereszynski 5,5: sottotono il polacco, che entra con il punteggio di parità e perde Gosens, che infila il gol decisivo dalla sua parte. In attacco spinge poco, periodo di involuzione del terzino).

Andersen 7: Gara di valore, di personalità, di grinta. Insomma, Zapata con lui ha fatto fatica e, raramente, ha conquistato un pallone alto. Il danese è stato incredibile anche nelle chiusure, ribattendo Gomez quando stava esplodendo il destro dai sedici metri con specchio della porta libero e, sopratutto, su Pasalic lanciato a rete, salvando un gol (quasi) fatto.

Colley 5,5: Passo indietro del gambiano, che combatte e si impegna, ma lascia a desiderare come concentrazione e anche tecnicamente sbaglia abbastanza. Nel primo tempo, un suo passaggio molle poteva costare caro a lui e soci.

Murru 6: L'inizio è da brividi. Hateboer e Ilicic lo fanno a fette. Piano piano, però, il sardo si riprende e cuce le misure giuste, contenendo e smorzando le ondate dei nerazzurri dalla sua parte. Nel secondo tempo cresce, spingendo molto di più. Nel finale, scatta per 60 metri e mette un cioccolatino per Ekdal, a cui solo Gollini nega la gioia del gol.

Ekdal 7: Stupendo. Poco altro da aggiungere, perché lo svedese gioca una gara praticamente perfetta. Non sembra, ma è dappertutto, copre anche per gli altri, imposta, rompe il gioco avversario, combatte e solo una super super super parata del numero uno atalantino gli nega la prima gioia blucerchiata e il 2-2.

Linetty 5,5: Il 15 ottobre 2017 decise la partita contro la Dea con il suo ingresso. Stavolta, corre e lotta come sempre, ma non sembra mai cambiare marcia, preso in mezzo al centrocampo orobico e sovrastato da Freuler e da un immenso De Roon. Ha sul sinistro il pallone che può cambiare la partita, ma lo porta sul destro e centra Gollini da otitma posizione. Nel finale Giampaolo sacrifica lui per tentare la rimonta (dal 39' s.t. Defrel 5: non incide e si perde in uno sputo nel momento decisivo, quando cincischia a tu per tu con Gollini, da ottimissima posizione).

Praet 6,5: Gran bella partita del belga, che, nel primo tempo, assume la leadership tecnica della squadra, prendendo botte e impostando. Si concede una zingarata offensiva che poteva sparigliare le carte, ma il suo pallonetto su lancio di Sala non trova la porta nerazzura. Cala nella ripresa, quando le energie cominciano a scarseggiare.

Saponara 5: La partita del fantasista ex Empoli e Milan, ha un velo di tristezza. Marcato benissimo e in maniera asfissiante da De Roon e Freuler, non riesce mai ad accendersi. Prova qualche giocata, ma viene sempre contratto e anche tecnicamente non offre una bella prova. Il finale è un infortunio al calare del primo tempo (dal 46' p.t. Ramirez 6,5: inizio sornione, poi il fallaccio non fischiato di Gomez lo accende come una torcia ed esce fuori la garra uruguagia. Comincia a spingere, a pressare e ha il merito di andare a prendersi il rigore del pareggio).

Gabbiadini 5: Deludente prova del bergamasco. Corre molto ma male, apre spazi quando non serve, prova il fraseggio e rare volte lascia andare il suo sinistro, che può essere mortifero, ma anche oggi è con le polveri bagnate.

Quagliarella 6,5: Gol numero 20 e capocannoniere in solitaria della Serie A. Al di là delle statistiche, si apprezza oggi sopratutto il suo sacrificio e la sua battaglia con Mancini, a cui – va detto – è concesso molto. Lui non si scompone e gioca sempre, pur non essendo al meglio. Nel finale, è stanchissimo.

All. Giampaolo 6: La partita non la prepara male, semplicemente davanti ha una super squadra. La Samp, però, dimostra di poter guardare negli occhi l'Atalanta. L'attenuante di giornata possono essere i cambi che non sono stati fatti, perché due su tre se li gioca per infortunio. Per il resto, come scelte c'è poco da imputargli, la formazione messa in campo era la migliore possibile, al netto di acciaccchi e infortuni. Lo spettacolo nello spettacolo è vederlo giocare con i suoi ragazzi, rincorrendo su quella fascia Hateboer prime e Gosens dopo, facendo più o meno i chilometri di Murru e Sala.