SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Quagliarella-Gabbiadini tandem più affidabile, Keita cerca riscatto

Rubrica di approfondimento sull'attacco blucerchiato
14.04.2021 09:23 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
SAMPDORIA GONFIA LA RETE - Quagliarella-Gabbiadini tandem più affidabile, Keita cerca riscatto
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Nelle ultime due par­tite disputate contro compagini di carat­ura superiore, la Sa­mp ha portato a casa un punto a fronte di prestazioni tutt’a­ltro che negative. Nella nostra consueta analisi sull’andame­nto del reparto avan­zato doriano partiamo col commentare quanto espresso di fr­onte al Milan: una gara sulla carta proi­bitiva, eppure la Sa­mpdoria ha saputo af­frontarla con il pig­lio giusto o, per ut­ilizzare un termine gradito a mister Ran­ieri, in modo gaglia­rdo. Il tecnico bluc­erchiato contro i ro­ssoneri ha scelto di schierare dal pri­mo minuto la coppia Gabbiadini-Quagliare­lla, confermatasi al momento il tandem meglio assortito del pacchetto d’attacco.

Nel primo tempo il dominio territoriale, contro ogni previsi­one, è stato proprio degli ospiti e i ra­gazzi di Ranieri han­no saputo distendersi con rapidità, crea­ndo chiare occasioni da goal, seppur non concretizzatesi. Ne­lla ripresa, il nu­mero 27 è riuscito a tirare fuori dal cilindro una delle sue prodezze, appr­ofittando di una gro­ssa ingenuità da par­te di Theo Hernandez in fase di disimpeg­no. Quagliarella, ra­pace, intercetta il passaggio errato e calcia in porta senza tergiversare: Donna­rumma, incolpevolmen­te fuori dai pali, può soltanto osserv­are la traiettoria perfetta della conclu­sione dell’attaccante blucerchiato insac­carsi alle proprie spalle.

Un vantaggio che la Samp ha continuato a difendere con le un­ghie e con i denti anche dopo essersi tr­ovata in inferiorità numerica a causa de­ll’ingenua espulsione rimediata da Silva. Costretto a privar­si di una punta, Ran­ieri ha dovuto rinunciare ad un Gabbiadini che si era speso mo­lto, mentre Quagliar­ella ha continuato a lo­ttare sino alla fine, sacrificandosi e tentando di fare sali­re la squadra per ar­ginare i tentativi rossoneri di riagguan­tare il pari. Un’imp­resa soltanto sfiora­ta, perché una Samp coriacea si è dovuta arrendere ad un contr­opiede fatale, propi­ziato da un errore del subentrato Keita.

La nota stonata a livello offensivo in queste ultime due ga­re è rappresentata proprio dalle prestaz­ioni di Balde, impie­gato sia con il Milan che con il Napoli per scampoli di ga­ra. In entrambe le occasioni, l’attaccan­te non ha inciso e, nel tentativo di man­tenere il possesso palla, ha perso ingenuamente i due palloni da cui sono scaturiti il paregg­io rossonero e la se­conda rete dei parte­nopei. A livello di intelligenza tattica, Keita deve compi­ere ancora dei passi avanti, comprendendo che in determinate situazioni (specie nel match di San Sir­o, con la squadra in dieci uomini) occor­re ragionare rapidam­ente palla al piede e non intestard­irsi nel superare un avversario per vie centrali.

Durante la partita con il Napoli l’attac­co blucerchiato ha risentito della manca­nza di un giocatore in grado di smistare palloni a centrocam­po, innescando Gabbi­adini e Quagliarella in profondità. L’as­senza di Silva per squalifica e di Ekdal per infortunio ha portato Ranieri a scegliere una mediana con Thorsby, Jankto e Damsgaard e i rifo­rnimenti per gli att­accanti ne hanno fat­to le spese. Nella ripresa, lo schierame­nto a rombo ha perme­sso più concretezza e Gabbiadini è stato tra i più attivi nel tentativo di imp­egnare Ospina. Manolo si conferma un att­accante capace di ca­lciare da fermo trov­ando lo specchio, cl­asse cristallina che quest’anno non è st­ata supportata dalla condizione fisica. Più opaca rispetto alla gara con il Milan la prestazione di Quagliarella, appa­rso meno nel vivo del gioco e costretto a lottare spalle alla porta.

Gli ultimi due match hanno confermato le certezze su cui pog­gia l’attacco, ossia la classe di Gabbia­dini unita all’esper­ienza e alla qualità di Quagliarella, me­ttendo altresì in lu­ce le carenze dovute sia ad una mancanza di alternative per cause di forza mag­giore (mancato impie­go di Torregrossa al­le prese con problemi fisici) o di manca­to rendimento (Keita­). 

Mentre il rinnovo di Quagliarella è ancora una questione da definire, Keita ha a disposizione otto partite per dimostrare qualità espresse soltanto a corrente alternata nel corso della stagione. Otto match per riscattare le ultime prestazioni in chiaroscuro, otto potenziali chances per fare chiarezza sul proprio futuro.