CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Ogni lasciato è perso

Rubrica di approfondimento sul reparto difensivo della Sampdoria.
05.12.2019 10:54 di Lidia Vivaldi   Vedi letture
CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Ogni lasciato è perso

"Permette? Lei ieri ci ha fatto prendere quattro pappine!" No, non vi sto riproponendo la rubrica del 6 settembre e, no, non sto minimamente paragonando le quattro reti prese contro il Sassuolo con quelle della Sardegna Arena. Però, a chi ieri sera facendo zapping si è imbattuto ne "L'Allenatore nel Pallone" in onda su Iris, potrebbe essere scappato un sorriso amaro durante la scena della contestazione a Oronzo Canà.

La Sampdoria di dicembre non sembra neanche lontanamente parente di quella di settembre, lo dimostra ciò che si è visto in termini di costruzione della manovra, e la lucidità con cui, stavolta, gli attaccanti sono andati in porta. Due reti su azione (tre, se consideriamo quella annullata dal VAR), una su rigore e una rovesciata magistrale di Quagliarella deviata dal colpo di reni miracoloso di Rafael. Tre gol in campionato non si vedevano da inizio maggio.

Avevo già parlato dei due "malati" che hanno tenuto in apprensione i tifosi doriani in questi mesi: una difesa malferma sulle gambe e un attacco letargico. La prima sembrava finalmente aver ritrovato smalto e solidità dopo l'avvento di Ranieri, nonché un assetto ben definito, mentre si attendeva ancora una reazione al martelletto rimbalzato sulla rotula del secondo. A Cagliari i riflessi degli attaccanti sono apparsi rigenerati, mentre la pessima ricaduta della difesa penso abbia strappato improperi anche al simpatizzante più tiepido.

In una stagione in cui la Fortuna pare abbia deciso di friendzonarci, ci siamo ritrovati di colpo senza terzini destri di ruolo, ed è a partire da questo punto debole che il Cagliari di Maran ha costruito la sua vittoria. Fin dalle prime battute il fronte di centro-destra composto da Ferrari e dall'adattato Thorsby è apparso vulnerabile, sollecitato com'era dalla pressione martellante di Pellegrini e dalla verve di João Pedro, e non coperto dal corrispondente centrocampista esterno, che agiva principalmente dietro le punte. Sul fronte opposto c'è da registrare invece un'altra prova relativamente convincente da parte di Murru, il quale ha probabilmente voluto ricordare ai propri conterranei ed ex tifosi che chi applaudiva la sua cessione, due anni e mezzo orsono, forse non ci aveva visto poi tanto lungo.

Snocciolate tutte queste premesse, bisogna rendere merito alla squadra blucerchiata di essere rimasta saldamente in sella per quasi tre quarti di gara, nonostante la prudente filosofia di gioco fosse chiusura e ripartenze. Il Cagliari ha dovuto ricorrere ad un assolo del suo diamante di Anversa per tornare in partita, ma lo ha fatto, andandosi a prendere una vittoria che forse eccede gli effettivi meriti dei sardi. Al minuto 69 Nainggolan bucava la diga di centrocampo con un destro potente che veniva appena sporcato da Vieira in modo fortuito, complicando la vita ad Audero. Poche le responsabilità della difesa in questo caso, qualcuna in più da parte del portiere doriano che partiva in leggero ritardo al momento del tiro dell'altro giocatore di sangue indonesiano in campo alla Sardegna Arena.

Nonostante l'immediata risposta del Capitano blucerchiato per il momentaneo 1-3, gli ultimi 20 minuti di gioco hanno purtroppo visto una Sampdoria sempre più sfilacciata nel reparto difensivo, ed un incomprensibile abbandono delle marcature strette. João Pedro, lasciato libero di ballare la capoeira sul limite dell'area piccola da Ferrari (quasi impeccabile nel primo tempo), piazzava un pregevole colpo di tacco in fondo alla rete; appena due minuti dopo lo stesso sfruttava invece l'inesperienza di Thorsby anticipandolo in scivolata per il 3-3, mentre i due centrali erano distratti da Simeone. A completare la trasformazione del sogno in incubo il gol di Cerri che, fresco come una rosa, beffava in pieno recupero uno stanco e disorientato Ferrari. Inefficaci i cambi di parte doriana, ma non sempre le ciambelle riescono come contro la Spal.

Per la sconfitta di lunedì sera concedo tutte le attenuanti del caso, in particolare l'evidente superiorità qualitativa del Cagliari. Noi non siamo più la Longobarda delle quattro pappine a Sassuolo a settembre, ma guai ad abbassare la guardia. Lo ha rimarcato anche il mister alla vigilia della partita, siamo ancora nel pieno della "zona rossa", dove ogni punto lasciato per strada potrebbe costarci più di quanto non fossimo abituati a calcolare gli anni passati.