ESCLUSIVA SN - UTC: "Sulla tessera sempre stati convinti di essere dalla parte della ragione. Ad Udine bisogna andare in tanti"

 di Diego Anelli  articolo letto 2319 volte
ESCLUSIVA SN - UTC: "Sulla tessera sempre stati convinti di essere dalla parte della ragione. Ad Udine bisogna andare in tanti"

La lunga lotta alla tessera del tifoso, le emozioni al ritorno in trasferta, le battaglie tuttora in corso contro le dinamiche del calcio moderno, l'imminente trasferta di Udine. Sono diversi gli argomenti che Sampdorianews.net ha avuto il piacere di approfondire in occasione di un'intervista esclusiva rilasciata dagli Ultras Tito Cucchiaroni: 

7 anni dopo la sua introduzione obbligatoria è stato possibile accedere allo stadio pur non essendone in possesso. La tessera del tifoso esiste ancora, ma è stato compiuto un importante passo in avanti. Una lotta ricca di orgoglio, sacrifici e rinunce. Raccontateci questo periodo vissuto all'interno del gruppo. “Bisogna tornare ad inizio agosto, quando (attraverso una conferenza stampa) veniva presentato il nuovo protocollo d’intesa. Le notizie diffuse dai media erano subito alquanto confuse, poco specifiche. O forse eravamo noi che facevamo fatica a capire, a crederci, chi lo sa.  D’altronde, abbiamo sbattuto a lungo la testa contro il muro, e scalfirlo era impresa difficilissima. Tornando al protocollo, lo abbiamo letto molto attentamente appena disponibile online. Tutto vero, tutto nero su bianco, tutto firmato. In assenza di indicazioni da parte dell’osservatorio, si torna in trasferta anche senza tessera del tifoso. Vi lasciamo immaginare le reazioni dei ragazzi. La mente in un attimo era già sul pullman su qualche tratto autostradale non precisato, in traghetto in mezzo al mare, nel settore più lontano, ad aspettare che la Sampdoria scenda in campo. Roba da pelle d’oca. Rispetto per chi ci ha espresso vicinanza, ma solo chi ha sofferto insieme noi in questi anni può capire veramente, fino in fondo, cosa è successo, e provare quello che abbiamo provato (e che stiamo provando) ora: per certi versi è stato come tornare a respirare. Andando oltre, ci ha fatto anche un certo effetto leggere su giornali nazionali, che tutti conosciamo, parole che tanti gruppi ultras hanno ripetuto per anni senza venire quasi mai realmente ascoltati: “la tessera è stato un fallimento ed è giusto andare oltre, la tessera ha allontanato gli spettatori dagli stadi, è tempo di riportare la passione nel calcio, etc etc etc”. Se solo ci avessero ascoltato prima …”. 

A Torino con una tifoseria rivale, pochi giorni dopo a Verona rinnovando un gemellaggio storico. Rivalità, amicizie, soltanto alcune sfaccettature dell'ordinario ritornate finalmente insite nella normale quotidianità. Le vostre emozioni, sensazioni, brividi durante i viaggi, nell'arco dell'incontro in un settore ospiti finalmente gremito e il ritorno a casa. “Prima trasferta ufficiale del “nuovo corso”, Torino. Niente male se consideriamo la storia che si porta dietro questa sfida. Riprendere confidenza con certe dinamiche organizzative non è stato semplicissimo, ma tutti hanno fatto la loro parte alla grande. Sin dalla partenza si poteva respirare l’entusiasmo, la voglia, l’adrenalina. Sono cose che senti, che vedi negli occhi della gente, che noti dalle pacche sulle spalle, dagli abbracci, dai sorrisi che da soli sono tutto un programma... Finalmente di nuovo insieme, in trasferta, e questa volta non come eccezione, ma come regola. Alla fine eravamo oltre 1200, quasi esaurito il settore. Abbiamo avuto poco tempo, potevamo essere di più. Nonostante ciò a Torino abbiamo visto una tifoseria bella, compatta, numerosa, rumorosa, e soprattutto forte. A Verona di nuovo in tanti (nonostante fosse stato mercoledì), carichi come molle, con addosso una voglia matta di tifare Sampdoria, e di rendere omaggio naturalmente a un gemellaggio storico. Avanti così …. ora tutti a Udine!”.

E' stato ottenuto un successo insperato fino a poco tempo fa, ma la lotta contro il calcio moderno è ancora lunga e tortuosa. Su quali aspetti siete attualmente impegnati affinchè ci si possa avvicinare il più possibile al calcio che tutti noi abbiamo conosciuto e del quale ci siamo innamorati? “Un successo che è arrivato all’improvviso, ma non era insperato, anzi. Siamo sempre stati convinti di essere dalla parte della ragione. A noi ci muove la passione, non il business. La passione è dura da battere, da fermare, per non dire impossibile.  Noi ci abbiamo sempre creduto, così come crediamo che il calcio deve poter contare sui tifosi, sul loro entusiasmo. Frase detta e ridetta, ma quanto mai vera: senza tifosi il calcio è morto. Coreografie, stadi strapieni, entusiasmo, quello genuino: ecco di cosa ha bisogno il nostro campionato. Per anni non hanno fatto altro che promuovere divieti, iter burocratici, check point, circolari repressive, partite ad orari demenziali, biglietti a prezzi vergognosi, e ci fermiamo qui perché la lista sarebbe molto lunga. Okay, liberare le trasferte è stato un passo nella direzione giusta, finalmente. Ma non basta. Dobbiamo facilitare chi vuole andare allo stadio per tifare la propria squadra, non rendergli il tutto un'impresa titanica. Niente di più semplice, permettere ai tifosi di andare a vedere e sostenere liberamente e agevolmente la propria squadra. Basta veramente poco. Basta volerlo. A parole sembra che è questo ciò che vogliono, speriamo seguano i fatti. Noi, dal canto nostro, state pur certi che non ci fermiamo. Vogliamo essere liberi di tifare!”.

Non vi siete mai piegati dinanzi alla tessera del tifoso, una posizione chiara e coerente. A livello locale e nazionale vi aspettavate maggiore vicinanza e comprensione da parte degli organi d'informazione nelle motivazioni dietro la vostra scelta, o vi ritenete soddisfatti della presenza al vostro fianco di chi ha dato voce al vostro pensiero in questi anni? “Abbiamo preso atto della carenza di informazione che viviamo in Italia. Lo vedi in ogni ambito della vita, il calcio e il mondo ultras non fanno eccezione . Abbiamo voluto portare avanti le nostre idee mettendoci in prima persona, e lasciando in prima persona non le "belle facce" , i presentabili, gli incensurati, ma anche e soprattutto ragazzi che hanno sempre dato tutto per la causa , anche sbagliando, anche incappando nei guai con la giustizia. Una scelta che ci ha precluso magari il consenso "di massa" , ma che per noi era l'unica praticabile . Ci siamo strutturati per avere una forza informativa autonoma  , la più efficace possibile. Abbiamo un sito che è molto seguito, con il quale ci rivolgiamo a tifosi e persone genericamente interessate  alle nostre tematiche , e una fanzine, che abbiamo recentemente "rivoluzionato" rendendola molto simile a un magazine , con la quale parliamo ai ragazzi che frequentano il nostro settore, che é l'unico posto dove la distribuiamo.  In ultima battuta ci teniamo a sottolineare come Sampdorianews.net abbia sempre dedicato particolare attenzione alla battaglia che abbiamo e stiamo portando avanti”. 

In campo i ragazzi ci stanno regalando grosse soddisfazioni, la squadra è ancora imbattuta e ha dimostrato di che pasta sia fatta anche contro le presunte big. La continuità è la parola d'ordine. Mancano pochi giorni alla trasferta di Udine, un importante esodo rappresenterebbe un fattore di ulteriore spinta verso un ulteriore risultato positivo che consoliderebbe il cammino della Sampdoria. “Poco da dire. A Udine bisogna andare, e bisogna andarci in tanti. Per la Sampdoria , come sempre in primis, per trasmetterle la forza dei ragazzi che la amano,  ma anche per continuare la magia che abbiamo appena ritrovato, il partire su un pullman gremito di amici, portare i nostri colori sugli spalti avversari! Questo è Ultras Tito!”.

L'essere Ultras si vive quotidianamente e non si riassume soltanto nell'arco dei 90'. La presenza del gruppo in occasione delle feste organizzate dalle tifoserie gemellate ha fornito occasioni di confronto sulle tematiche del calcio moderno e ribadito valori e legami. Macinare chilometri condividendo una mentalità è un qualcosa ancora indissolubile tra vecchie e nuove generazioni. Viaggi indimenticabili, giornate speciali. Quali sono i ricordi che vi portate dentro? “Ognuno ha nel suo cuore questo o quell'episodio legati a un gemellaggio. Il filo rosso che unisce questi è il rispetto. Rispetto di qualcosa che é nato prima di te e che va preservato, rispetto per la città che in quel momento ti ospita, rispetto per il tuo gruppo che stai rappresentando. Con le tifoserie nostre gemellate (Bari , Marsiglia , Parma e Verona , in ordine alfabetico e non di importanza!) il rispetto é totale, poi ognuno vive le sue dinamiche di curva come ritiene più opportuno, non entreremo mai nelle questioni interne di una nostra tifoseria amica”.

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