Una difesa che non traballa, Praet sempre sopra le righe, Viviano decisivo

18.04.2018 23:14 di Paolo Bardetta  articolo letto 3280 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Una difesa che non traballa, Praet sempre sopra le righe, Viviano decisivo

Viviano 6.5: Il portiere blucerchiato quasi inoperoso per gran parte della gara, risulta decisivo in due occasioni importanti del Bologna salvando il risultato con degli ottimi interventi. Ha rischiato l’ennesima papera facendosi passare la palla sotto le gambe su un disimpegno semplice ma poi riesce a farsi perdonare.

Bereszynski 6: Il polacco torna titolare dopo l’infortunio e dimostra sempre di essere sul pezzo sin dall’inizio della gara. Forse soffre solo nel finale uno stato di forma non del tutto ottimale ma l’esterno doriano non è mai banale: sempre corretto, preciso e con tanta ma tanta corsa.

Ferrari 6.5: Si fa perdonare subito dagli errori commessi contro la Juventus. Ormai collaudata la sua intesa con Silvestre, il difensore blucerchiato mostra di essere cresciuto notevolmente rispetto all’inizio del campionato. Anche contro il Bologna è stato preciso e pulito negli interventi mostrandosi sicuro e impeccabile.

Silvestre 7: Forse una delle più belle stagioni dell’argentino da quando veste la maglia blucerchiata. Un rendimento senza dubbio di altissimo livello. Sempre presente in campo dall’inizio della stagione è senza dubbio il punto fermo della difesa blucerchiata. Anche contro il Bologna mantiene salda la sua difesa.

Strinic 6: Della serie “chi non muore si rivede” e lo fa con eccellenza. Giampaolo gli da fiducia e il croato, nonostante le voci di mercato, si mostra affidabile sotto tutti i punti di vista. Peccato probabilmente averlo tenuto fuori per tanto tempo. Chissà se.

Linetty 5.5: Forse una delle prove più opache del polacco che mostra forse stanchezza che da un lato è comprensibile visti gli infiniti chilometri che ha percorso dall’inizio del campionato. Poco preciso e poco incisivo viene sostituito sul finale.

(dal 84’ Verre S.v)

Torreira 5.5: Le prove dell’uruguaiano da tempo non sono incisive come il solito. Poco preciso per alcuni tratti della partita e decisivo per altri. Quando decide di accendere la luce si mostra impeccabile ma ha perso forse la costanza iniziale.

Praet 6: Da tempo si spendono tante parole d’elogio per il belga e tutte con merito. Il suo stato di forma è senza dubbio l’enigma fondamentale della sua crescita. Un iter avvenuto senza fretta e con tanta caparbietà. È senza dubbio un pupillo fondamentale della mediana blucerchiata. Ha acquistato maggiore sicurezza delle sue capacità tali da permettergli di compiere qualsiasi giocata senza nessuna paura.

Caprari 5: Giampaolo lo schiera ancora come trequartista e l’attaccante romano mostra un poco di sofferenza. Ha iniziato la partita con un buon ritmo e con alcune giocate importanti ma poi si è perso nei meandri del campo non facendo più da collante tra centrocampo e attacco. La crescita deve continuare.

(dal 69’ Ramirez 6: Gastòn entra per dare un po’ di luce alla squadra spenta sul finale e in effetti qualcosa in più si vede. Chiamato in causa risponde subito presente e da più fluidità alla manovra blucerchiata.)

Quagliarella 6: Inamovibile Fabio, guerriero e caparbio. Non trova la via del gol per sfortuna e per imprecisione allo stesso tempo ma è il primo a non mollare mai e a crederci fino alla fine.

Kownacki 6: Una prova sufficiente quella del polacco che schierato titolare mostra di non aver paura. Affronta la gara con molta personalità sfiorando il gol in due occasioni. La giocata prima di uscire per dare il cambio a Zapata dimostra che la classe c’è tutta e può solo che migliorare.

(dal 59’ Zapata 7: Ancora una volta risulta decisivo nelle partite che contano veramente. Forse in pochi ci credevano ma a 4 secondi dal fischio finale il buon Duvan si trova una palla in area e ha la freddezza di dribblare l’avversario e con il suo piedone trovare quell'angolo di luce che ha sbloccato una partita indirizzata sul pari. Il sogno Europa continua ed il merito è anche suo per averci creduto fino all’ultimo secondo.)