In campo diamoci una svegliata. Compatti e uniti per uscire dalla crisi

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Direttore Responsabile TMW Sampdoria. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine, TuttoEntella.com.
28.11.2015 23:54 di Diego Anelli   Vedi letture
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
In campo diamoci una svegliata. Compatti e uniti per uscire dalla crisi

Il 25 ottobre è la data dell'ultimo successo della Sampdoria, da quel momento tre sconfitte e due pareggi, soltanto due vittorie nelle ultime dieci giornate. Numeri che parlano chiaro, capaci di evidenziare la netta involuzione di una squadra che non ha mai dato l'impressione di vincere convincendo, di scendere in campo seguendo una ben precisa identità di gioco.

Il cambio della guida tecnica è arrivato in tempo per limitare i danni, in ogni caso in ritardo, l'errore compiuto in estate è sotto gli occhi di tutti, sono passate parecchie settimane, alla fine mesi per rendersene conto, ma alla fine tutti quanti sono finalmente arrivati alla medesima conclusione. Il giusto entusiasmo generato dall'arrivo in panchina di Vincenzo Montella era ed è tuttora giustificato, la Sampdoria è riuscita ad ingaggiare il miglior allenatore tra i profili attualmente disponibili, ma nessuno ha la bacchetta magica.

Nemmeno sulle nostre pagine c'è mai stato qualcuno capace di pensare che bastasse l'ex tecnico viola per rimettere le cose in sesto, in campo sono i valori della rosa a dover parlare, a dover fare la differenza, ma la scelta della nuova guida tecnica rappresenta una grossa garanzia di qualità, affidabilità, oltre che ambizione della società. Montella ha ottenuto grandi risultati sia a Catania, che  a Firenze con organici ben distinti tra loro, ma andando sempre alla ricerca dei risultati tramite il bel gioco, il prolungato possesso palla in attesa dell'imbucata, della triangolazione nello stretto decisiva per far svoltare il match.

Siamo tutti consapevoli che serve tempo non soltanto per trasmettere la nuova identità di gioco, ma soprattutto per lavorare sull'autostima e sulla condizione psicofisica della squadra, la quale manda in campo preoccupanti segnali di scoraggiamento, incapacità di reagire alle avversità e talvolta una forma fisica ben lontana da una formazione che ha iniziato con largo anticipo a prepararsi ad un preliminare di Europa League terminato nel peggiore dei modi. Il mercato di gennaio è ancora lontano,  bisogna mettere più fieno possibile in cascina, limitare i danni proprio come fece mister Iachini nella prima parte della propria gestione quando dovette fare di necessità virtù con un organico ereditato che venne poi rifatto a gennaio.

In questo caso non occorrono stravolgimenti, ma sicuramente diversi e importanti innesti di qualità ed esperienza nell'11 di titolare e qualcosa di utile in termini di alternative. Non si può far nulla se in questo momento nessun difensore assicura affidabilità di rendimento rendendo il reparto arretrato un qualcosa in completa balia dell'avversario, il centrocampo non riesce né ad agire da diga davanti alla difesa né ad accompagnare l'azione offensiva, il rendimento in netta involuzione di Fernando e Barreto costituisce il segnale più preoccupante, davanti se non segna Eder sono cavoli amari. Muriel denota ancora fin troppa discontinuità, le alternative Cassano, Correa, Bonazzoli, Rodriguez al momento mancano, o non vengono ritenute pronte. E già alcune operazioni estive di mercato, soprattutto nella linea difensiva e come alternative offensive, si stanno almeno rivelando non impeccabili.

Al di là però di ogni considerazione sull'organico e le guide tecniche, sono in 11 a scendere in campo e da loro ci aspettiamo prestazioni ben differenti. Risulta inaccettabile non assistere alla pur minima reazione in occasione di ogni difficoltà, dopo ogni goal subito, anche dopo autentiche debacle come quella odierna a San Siro. Non si lotta, non si fa sentire il fiato sul collo dell'avversario, non si mordono le caviglie, non si corre, non ci si crede, non si gioca con l'orgoglio. Con queste basi i rinforzi non bastano, non serve a nulla il cambio di allenatore, le discussioni tecnico-tattiche lasciano il tempo che trovano. La maglia va onorata, bisogna trovarsela sudata al momento del triplice fischio finale, consapevoli di aver dato tutto. Probabilmente per varie ragioni in questo momento in campo la Sampdoria non può dare molto, ma lo pretendiamo che con il cuore, l'anima e le gambe non si lasci nulla di intentato.

Sabato arriva al Ferraris il Sassuolo, tra i peggiori avversari possibili da affrontare quando si attraversa una crisi di risultati e prestazioni, ma la Sampdoria non può tradire nuovamente le attese, in primis deve scendere in campo da Sampdoria, ovvero con grinta, determinazione, consapevolezza di dover lottare e gettare il cuore oltre l'ostacolo non soltanto per il proprio mestiere, ma per una maglia, una tifoseria, una storia che meritano rispetto. Come sempre nei momenti di difficoltà risulta necessario individuare le problematiche per andare alla ricerca delle soluzioni, ma soprattutto restare compatti, uniti, disposti a lottare contro tutto e tutti pur di uscire da questo periodo e riprendere un cammino interrotto ormai troppo tempo fa.

Sostenere che le cose vadano sempre bene, fare finta di nulla, rimandare al giorno dopo ciò che si può fare oggi, sottovalutare i problemi non significa fare il bene della nostra amata, come nemmeno sparare nel mucchio, o destabilizzare l'ambiente. Per noi il bene della Sampdoria resta il primo obiettivo e lo resterà sempre. Pertanto sappiamo già che sabato la Sud, l'intero Ferraris faranno l'impossibile come da tradizione per spingere i propri beniamini ai 3 punti, con una passione infinita, un calore mai domo, un attaccamento ai colori semplicemente introvabile. Ma in campo sarà fondamentale fare la propria parte, lottare al nostro fianco, crederci davvero fino alla fine.

Prestazioni come Udine e San Siro, soltanto per citare gli esempi più recenti, sono inaccettabili, dure da digerire, perchè non si è scesi in campo, si è rimasti nello spogliatoio con il cervello, le gambe e il cuore. Usciamo dalla crisi, insieme è possibile, siamo la Sampdoria, siamo Sampdoriani, abbiamo le qualità per dire la nostra e toglierci belle soddisfazioni, ma in campo bisogna darsi una svegliata. Non si va a caccia dei responsabili, ma ognuno si prenda semplicemente le proprie, volti pagina e giochi d'ora in poi ogni gara come se fosse l'ultima, come fosse quella decisiva per il raggiungimento del nostro obiettivo. Sarete voi in campo, e non soltanto l'allenatore, la società e il mercato, a rivelarci quale sia. Coraggio ragazzi! I Sampdoriani sono al vostro fianco.