Il goal della svolta verso la retta via. Le valutazioni su Pereira e un mercato cruciale

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Direttore Responsabile TMW Sampdoria. Collabora con Alfredopedulla.com, TMW Magazine, TuttoEntella.com.
26.12.2015 11:30 di Diego Anelli   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Il goal della svolta verso la retta via. Le valutazioni su Pereira e un mercato cruciale

Quanto peso specifico ha avuto quel goal di Zukanovic nel recupero dell'Olimpico? Quella punizione involontariamente deviata da Felipe Anderson nella propria porta? Chi era nel settore ospiti dell'Olimpico, chi la seguiva a casa, chi nei pub in compagnia lo sa benissimo. Alzi la mano chi non è saltato dalla poltrona, chi non si è abbracciato con l'amico di turno, chi non ha alzato le braccia al cielo, chi non ha urlato a squarcia gola. Non ci giocavamo lo Scudetto, la Champions, o il passaggio del turno in Europa League, ci giocavamo “soltanto” la stagione, la possibilità di invertire davvero la tendenza, ritrovare la squadra che conoscevamo, uscire finalmente da quel maledetto torpore, da quella pazzesca involuzione che ci stava facendo crollare sia in classifica, sia in termini di gioco e prestazioni.

In quel momento speciale l'euforia non era semplicemente dovuta al pareggio in se stesso, alla capacità di essere tornati a muovere la classifica dopo ben 4 sconfitte consecutive subite da una squadra apparentemente scarica mentalmente, fisicamente e vittima di alcune lacune piuttosto evidenti, ma alla consapevolezza che quel goal avrebbe potuto significare il ritorno ad una condizione calcistica più consona ai nostri valori, più realistica, oggetto di minori patemi e timori. La marcatura di Zukanovic può e deve rappresentare la svolta dell'annata, da quel momento bisogna resettare e ripartire. Così pare aver fatto la Sampdoria targata Montella.

Il primo tempo con il Milan in Tim Cup ha dimostrato, per la prima volta in assoluto, come la squadra stia riuscendo ad assimilare i dettami tattici, la concezione calcistica dell'Aeroplanino. 45' disputati a buon ritmo, con maturità e personalità, senza frenesia né timori della propria ombra, una prima frazione affrontata a testa alta, giocando palla a terra, andando alla ricerca del fraseggio nel breve, dell'imbucata decisiva, riuscendo a tener testa al Milan, seppure non quello dei tempi migliori. Peccato per lo svantaggio di Niang e sopratutto per l'ingenua espulsione di Zukanovic che ha tagliato le gambe ad una squadra che, seppure in inferiorità numerica e priva di alcuni titolari in primis Eder, ha provato fino alla fine a trovare quel goal che avrebbe mandato le formazioni ai supplementari.

La gara di Tim Cup ha evidenziato due fattori: la Sampdoria si sta ritrovando e risulta inaccettabile restare in inferiorità numerica in maniera così ingenua in sfide peraltro di un enorme peso specifico. L'eventuale passaggio del turno ci avrebbe quasi spalancato le porte verso la finale, con la possibilità di arrivare in Europa League, Carpi e Spezia / Alessandria permettendo. Abbiamo gettato al vento un'ottima chance, ma in campo abbiamo dato davvero tutto, nonostante assenze pesantissime. Con il Palermo abbiamo dovuto affrontare la terza gara fondamentale in una settimana senza Martins Eder, era una gara da vincere assolutamente, per riassaporare dopo due mesi il gusto del successo e la Sampdoria non ha tradito le attese.

A fine primo tempo quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0 nonostante le occasioni da goal create, non nascondo il timore di dover assistere a quelle maledette gare dominate, ma nelle quali siamo usciti sconfitti per un goal sporco, o l'unica occasione concessa agli avversari, quelle famose gare dove la palla non ne vuole proprio sapere di entrare e marchiano un'intera stagione. Fortunatamente nella ripresa Soriano è riuscito a sbloccarla e Ivan a chiuderla definitivamente. A prescindere da quel che sarebbe stato il risultato finale, la prestazione ha quasi la medesima valenza. Finalmente siamo tornati a giocare a calcio, con convinzione, consapevolezza nei nostri mezzi, identità tattica, dando un chiaro segnale di essere riusciti a seguire alla lettera i dettami tattici di Vincenzo Montella.

La gara ha messo in luce reparti vicini tra loro, ben coordinati, un ritmo ben più alto del solito, mantenuto per l'intero arco dei 90' dall'intero collettivo, un prolungato ma raramente sterile possesso palla, oltre ad alcune individualità sopra la media. Antonio Cassano ha offerto la prima prestazione positiva a livello personale nella sua esperienza bis blucerchiata, è riuscito ad incidere nel momento più delicato dell'annata, come i campioni ci hanno abituato. Si spera non rappresenti esclusivamente un fuoco di paglia, noi vogliamo continuare a vedere un Fantantonio così determinato e dinamico senza palla, sempre coinvolto e partecipe alla manovra e pronto al sacrificio. Qualità imprescindibili nel calcio moderno. Soltanto con la classe, seppure immensa, non si va più da nessuna parte, anche se non si ha più l'età di un ragazzino. Se le feste natalizie verranno gestite nel miglior modo possibile, Antonio indosserà davvero le vesti di autentico valore aggiunto per una stagione che merita ancora di essere vissuta e può farci togliere soddisfazioni importanti. Stesso discorso vale per Muriel.

La gara contro i rosanero è diventata l'occasione di riscatto per diversi elementi; Moisander ha probabilmente offerto la miglior prestazione in blucerchiato, giocando spesso e volentieri d'anticipo, Fernando ha ridato segnali importanti in termini di dinamismo e visione di gioco, Soriano ha sprecato troppo sotto porta ma ha avuto il merito di farsi trovare pronto sul delizioso assist di Cassano e sbloccare una gara che stava rischiando di diventare complicata. E come non citare Ivan, autore di un grande goal, una marcatura che sarebbe stata fatta vedere e rivedere da qualsiasi tv se fosse stato realizzato da qualche collega di altre formazioni. Quel formidabile goal si è rivelato il giusto premio per un giovane smanioso di non fermarsi mai, non mollare nemmeno un centimetro, combattere su ogni pallone.

Uno dei giovani più interessanti che la Sampdoria sta mettendo in mostra, senza dimenticare quel Pedro Pereira, diventato l'autentico uomo mercato in casa blucerchiata. La trattativa con il Leicester pare ad uno stato avanzato, il profilo Inler (non dimentichiamoci che ha interpretato il ruolo di protagonista nel Napoli fino a due stagioni fa) potrebbe servire eccome, mentre Benalouane, Atalanta a parte, non si era fatto ricordare per stagioni memorabili in Italia. I tifosi hanno espresso opinioni opposte sulla bontà dell'eventuale operazione, 9,5 milioni di euro costituiscono una cifra sicuramente alta per un giovane classe '98, ma nessuno al Leicester è improvvisamente impazzito, quindi la ritengono una cifra vantaggiosa. A mio parere Pereira, ancora senza patente per ragioni anagrafiche per guidare un'auto ma da tempo con la patente da predestinato per fare la differenza in campo, li vale eccome e in prospettiva vale una cifra ben superiore.

Parliamoci chiaro. La Sampdoria, accettando a gennaio un'offerta simile, realizzerebbe una plusvalenza enorme, avrebbe la possibilità di fare cassa e, perchè no, svolgere buona parte del mercato in entrata seguendo le direttive della guida tecnica e, si spera, non dover sacrificare altri pezzi pregiati, Soriano in primis, dato che Eder lo ritengo blindato. La questione è però più ampia. È normale evidenziare come sarebbe preferibile mantenere in organico almeno per un anno i giovani talenti scovati in Italia e in giro per il mondo dallo scopritore di campioni Riccardo Pecini, non soltanto per dare continuità al lavoro svolto in campo, ma per poter incassare una cifra ben superiore se non raddoppiata, come del resto da anni può permettersi l'Udinese portando avanti un certo tipo di mercato, oppure il Palermo quando si priva dei suoi migliori pezzi pregiati. Il paragone tra la cessione di Dybala e quella di Icardi rappresenta uno degli esempi più clamorosi.

Se il Leicester chiudesse l'operazione ad una cifra simile, lo farebbe soltanto con la consapevolezza di ritrovarsi tra le mani un elemento con una valutazione, come il Valencia con Mustafi anche se con qualche anno in più, destinata a raddoppiare, o triplicare nel giro di pochi mesi. Sono valutazioni, del resto il calcio può sempre riservare intoppi, ostacoli che rallentano, o condizionano la carriera di un talento. Ad esempio i gravi infortuni che hanno finora limitato il rendimento di Marilungo, ceduto per 5 milioni nel maledetto gennaio 2011 all'Atalanta. Col senno di poi sono stati i blucerchiati a fare l'affare, non si può mai prevedere il futuro, dinanzi a certi talenti si potrebbero fare delle eccezioni, ma bisogna fare i conti con mille variabili, non soltanto con strategie più ampie, ma anche con le esigenze di bilancio.

Il derby si avvicina ed è una di quelle gare che si “preparano” da sole, ogni giocatore deve trovare nel proprio interiore gli stimoli, la carica agonistica e la voglia di combattere. Derby, ma non solo. Il mercato di gennaio è alle porte e come sempre Sampdorianews.net lo seguirà live, con news no stop, esclusive e indiscrezioni, per farvi vivere da protagonisti ogni istante della finestra invernale. I 4 punti ottenuti tra Lazio e Fiorentina rappresentano un buon punto di partenza, ma non devono far dimenticare le lacune palesate dall'attuale organico. Servono come il pane due rinforzi, un centrale e un terzino sinistro, per il reparto arretrato, un paio di elementi nel cuore del centrocampo tra titolari e alternative e almeno un giocatore di qualità e peso in avanti, in grado di costituire un'alternativa all'altezza in termini realizzativi a Martins Eder. 

Trovando numericamente tali rinforzi di qualità e seguendo le indicazioni di Vincenzo Montella, sono convinto che riusciremo ad allontanarci definitivamente da questa posizione di classifica e tornare dove più ci compete, quella fantomatica parte sinistra della graduatoria, nelle quale potremo e dovremo cercare di ritagliarci il nostro spazio, diventando sorprendenti protagonisti.