ESCLUSIVA SN - Rampulla: "Visto Audero ad undici anni. Può migliorare ancora nelle uscite. Ha bisogno di portiere d'esperienza alle spalle"

06.08.2020 19:04 di Enrico Cannoletta   Vedi letture
© foto di Castellani/FDL71
ESCLUSIVA SN - Rampulla: "Visto Audero ad undici anni. Può migliorare ancora nelle uscite. Ha bisogno di portiere d'esperienza alle spalle"

Una carriera da portiere a grandi livelli in piazze blasonate, in primis Cremonese (realizzando anche il primo goal su azione di un estremo difensore in Italia) e Juventus, successive esperienze nello staff tecnico juventino e preparatore dei portieri alla nazionale cinese. Nel periodo trascorso in bianconero ha avuto occasione di valutare diversi giovani profili, tra i quali un giovanissimo Emil Audero. Appena terminata la stagione, in vista della nuova sessione di mercato e del prossimo campionato, Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Michelangelo Rampulla:

Da grande portiere cosa ha pensato vedendo in campo per la prima volta Emil Audero e quali sono le caratteristiche che l’hanno colpita positivamente. “Mi hanno fatto vedere Audero quando aveva undici - dodici anni. Fu una sera durante un allenamento. Il capo-scouting del Piemonte, Giancarlo Bertolini, segretario della Juventus, mi chiese di osservare questo ragazzo. Sono quindi andato a seguirlo e devo dire che mi è piaciuto subito. Già a quell’età aveva le caratteristiche di un portiere già adulto. Aveva già una grande predisposizione al gesto tecnico corretto, sicuramente anche merito di chi lo allenava allora, ma che delineava già delle capacità. C’erano attorno quattro o cinque altri ragazzini della sua età e la differenza si vedeva. Ha avuto sicuramente delle ottime basi da cui partire”.

Come valuta il percorso compiuto da Audero nel settore giovanile juventino? “Ha seguito agevolmente tutte le trafile delle giovanili fino alla Primavera e all’affacciarsi nel giro della prima squadra. Personalmente ho lasciato la Juventus nel 2010, ma ho continuato a seguirlo perché mi interessava sapere il percorso che avrebbe fatto. E devo dire che è stato il giusto percorso. Ora, secondo me, deve fare un ulteriore salto di qualità. È un ragazzo che può ancora dare molto”.

A Venezia si aspettava che la prima esperienza tra i professionisti lo inserisse tra gli estremi difensori più promettenti, tanto da guadagnarsi l’approdo nella massima serie con il ruolo di titolare? “Sì, certamente. Ha fatto un grande campionato e va dato merito all’allenatore che gli ha dato fiducia senza cambiare alle prime difficoltà. Era finito nella società giusta, con i compagni giusti. Il portiere, quando gioca tranquillo, si esprime al meglio. Avere dei compagni e una squadra che ti supportano aiuta sicuramente”.

Il biennio alla Sampdoria: un’annata in linea con il debutto in Serie A, con buoni interventi a qualche passo falso fisiologico. Il rendimento è sceso nell’ultima stagione, deludente anche a livello di reparto difensivo e collettivo. Che idea si è fatto? “L’ultima stagione dimostra ciò che dicevo prima: se i compagni ti aiutano il portiere risulta avvantaggiato. Se arrivano tanti tiri, qualche pallone passa per forza. Il portiere si esalta ed esprime le proprie doti tecniche al meglio quando la squadra gira bene. Se mettessi Donnarumma in una squadra che si deve salvare farebbe fatica anche lui. Se metti Audero alla Juventus sicuramente farebbe bene anche lui: non penso che la Juve possa perdere uno scudetto se ci fosse Audero in porta, anzi!”.

I punti di forza su cui puntare per ritornare protagonista e gli aspetti da migliorare: le incertezze si sono concentrate in particolare in uscita. “Ogni portiere, anche i grandissimi, migliorano con l’allenamento. Bisogna insistere sui particolari nei quali si difetta. Oggi i portieri sono ormai tutti molto dotati fisicamente e atleticamente, e Audero lo è in modo particolare. Occorre insistere anche sulla fiducia e dare sicurezza. Riguardo alle uscite Audero può migliorare ancora. Un portiere di Serie A non deve “solo” parare: il gioco moderno implica la partecipazione del portiere anche con il gioco di piede. Sono fondamentali importanti e lo sono ancora di più nel calcio moderno. Sono certo che gli allenatori dei portieri della Samp queste cose le sanno e le diranno a Audero. Insistere nell’allenamento è indispensabile: non si può pensare che Roberto Baggio segnasse su punizione senza allenarsi, provare e riprovare. Per raggiungere certi obiettivi ci si allena allo sfinimento tutta la settimana”.

La Sampdoria l'ha acquistato per l’importante cifra attorno ai 20 milioni, Audero ha la carta d’identità a proprio favore. Al posto del club doriano ripunterebbe su di lui affiancandogli un portiere dichiaratamente di riserva, oppure meglio optare per un altro estremo difensore in grado di giocarsi il posto da titolare? “Credo che Audero abbia bisogno di un portiere di esperienza alle spalle, sapendo quali sono i ruoli. Non sono d’accordo che un portiere debba avere grande concorrenza. Il portiere deve avere la sicurezza di avere un compagno che ti possa dare una mano. Il portiere è un ruolo molto particolare in cui il rendimento è garantito in massima parte dalla sicurezza e dalla tranquillità con cui si gioca. A mio giudizio ad Audero andrebbe affiancato un buon portiere, di esperienza, il quale sia in grado di dargli qualcosa non solo a parole ma anche durante gli allenamenti. Per esempio Szczesny è avvantaggiato ad avere un portiere come Buffon alle spalle, un'istituzione che, anche solo a guardarlo in allenamento, ha grande significato”.

Donnarumma a parte, possiamo ancora inserire Audero tra gli estremi difensori italiani più promettenti? "Sicuramente. Io metterei sullo stesso gradino Audero, Meret, Cragno. Sono tutti giovani portieri che stanno portando avanti la scuola italiana. Lo stesso Perin, anche se è più grande di età. Le prospettive sono grandi. Ci vorranno ancora un paio d’anni perché non dobbiamo dimenticare ciò che si diceva una volta: si diventa portiere a 25, 26, 27 anni, a testimonianza dell’importanza dell’esperienza in questo ruolo”.

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