IL SAMPDORIANO - Sampdoria: se non si para, si dorme e non si segna... un imbarazzo a Mantova
A Mantova abbiamo toccato provvisoriamente il fondo di questo inizio campionato. Se a Cesena, anche grazie alla superiorità numerica e ai due legni dei romagnoli, si era visto qualcosa, con la Juve Stabia eravamo riusciti a perdere una gara completamente in pugno a 20' dal termine e a Palermo si era perso con onore, a Mantova si è sinceramente visto il nulla, in termini positivi ovviamente.
Perchè per il resto purtroppo si è visto fin troppo, una squadra protagonista di un primo tempo alla camomilla, capace di far dormire chi era reduce da mesi di insonnia, dove entrambe le squadre si sono dimostrate incapaci di trovare un varco, uno sprazzo, un lampo di qualcosa meritevole di segnalazione. Nella ripresa abbiamo assistito ad uno spettacolo semplicemente imbarazzante. Nulla ha funzionato come avrebbe dovuto, ogni reparto ha manifestato preoccupanti lacune, messe pesantemente in evidenza da gravi amnesie dei singoli. Per l'ennesima volta abbiamo purtroppo toccato con mano il pesante problema dell'estremo difensore, con Vindahl nuovamente autore di incertezze e interventi incerti. Il primo goal ha anche le sue responsabilità, prima con la mancata uscita quando era normale attendersela, poi con il goffo intervento di piede nel tentativo di respingere la conclusione ad incrociare di Ruocco.
A prescindere dalle buone qualità tecniche in possesso palla e da un buon intervento quando ormai la gara era già indirizzata, le braccia vengono usate poco e per un portiere non è un particolare da poco. Rispetto all'anno scorso quando Coucke non ne aveva azzeccata una ad inizio stagione, non abbiamo nemmeno la carta Ghidotti per cercare di arrivare a gennaio con il tentativo di limitare i danni. In panchina Krastev e Massolo, il primo ancora in panchina con la giustificazione di “non bruciarlo”. Un'altra gestione senza senso: se è valido gioca essendo peraltro di nostra proprietà, se invece si riteneva più adatto per il suo percorso di crescita una stagione da titolare si poteva optare per una stagione in prestito in serie B o C per riaccoglierlo con un bagaglio d'esperienza superiore, e scegliere un altro dodicesimo o potenziale titolare. Abbiamo un solo punto in classifica che sarebbe potuto nemmeno arrivare se il Cesena non ci avesse graziato al fotofinish su un'uscita inspiegabile di Vindahl. Fino a quando dovremo pagare delle scelte ceffate, anche in porta, da due anni a questa parte? Chi le ha compiute dovrebbe dare spiegazioni....
Magari il portiere fosse l'unico problema... la coppia centrale Gartenmann – Delli Carri ha fatto parecchia acqua nella ripresa; sempre distanti tra loro, molto statici, autentiche praterie a disposizione degli avversari. L'ex Ferencvaros si fa notare per qualche buon anticipo ma va in perenna difficoltà a campo aperto quando probabilmente anche il lungo periodo di stop si fa sentire e la benzina termina in anticipo. Con la presenza al suo fianco di Viti, gli spazi venivano gestiti con minore preoccupazione ma purtroppo il nostro migliore difensore sarà ai box per lungo tempo. Vedremo quando recupererà Ravanelli. Sugli esterni Di Pardo e soprattutto Cicconi vanno spesso in difficoltà in copertura, con l'ex Cagliari che almeno compensa spesso con una buona fase di spinta. Si dice spesso che sulla carta i titolari potrebbero essere altri sugli esterni, ma il tempo passa e certe lacune restano se bisogna attendere altri infortunati, o altri giocatori non al meglio della condizione...
A Mantova si è visto un Makoumbou lontano parente del centrocampista in evidenza nelle due precedenti gare. Molto lento, prevedibile, sempre con un gioco in orizzontale. Al suo fianco un Henderson che si è sbattuto ma finendo per fare tanto casino, in un mix di confusione ed imprecisione. La mancanza di un cervello, ipoteticamente il miglior Salvatore Esposito non ancora ammirato a Genova, pesa come un macigno. Altre noti dolenti in avanti. Anche quando gli arriva qualche pallone giocabile in più, Tutino non riesce a combinare gran che, a Palermo ha sbagliato quasi tutto, tranne una giocata sul goal di Insigne. Ok, non rientra nelle sue caratteristiche fare la prima punta a fare reparto, ma si capiscono ancora meglio le difficoltà di un attaccante reduce da un unico goal (contro di noi) nello scorso campionato. Un altro giocatore da ritrovare completamente. A Mantova abbiamo avuto poche tracce di Verschaeren, molto timido, poco propositivo e concreto rispetto alle precedenti prove, Insigne ci ha provato ma troppo spesso predica nel deserto.
Finora Begic è lontano parente del giocatore che ha avuto un buon impatto come rinforzo invernale; non gli riescono le giocate, pare nervoso ed è consapevole di non dare il contributo sperato, auguriamoci che possa recuperare prima possibile il top fisico e mentale dopo il recente infortunio. Male il ritorno di Lauritsen, il quale si è ritrovato, quasi a freddo, il rigore del possibile 1-1 e l'ha calciato come peggio non avrebbe potuto; pallone fuori ben lontano dallo specchio della porta, una conclusione goffa, con supponenza, quando invece ci sarebbe stato da buttare giù la porta. I punti iniziano a pesare, non si gioca con il cane in giardino. Da quel momento è sparito dal campo, la delusione ha preso il sopravvento non facendo nemmeno salire la squadra quando sono arrivati un paio di palloni alti. Anche l'ingresso di Sinani non ha portato benefici.
In tutto questo contesto ovviamente è l'allenatore il primo ad essere messo in discussione. Con il Catanzaro non sarà semplice, ma serviranno la prestazione e soprattutto i tre punti per dare respiro alla panchina di Corradi, accolto con molto scetticismo e critiche in particolare nei confronti della società. Ogni componente, allenatore compreso, ha ovviamente le proprie responsabilità, poi ovviamente nel nostro contesto societario e di mercato chi ha la guida tecnica rischia inevitabilmente di pagare anche per le incommentabili decisioni altrui a livello dirigenziale. Sabato servirà una squadra vogliosa, combattiva, attenta e concreta per fare sua l'intera posta in palio, senza andare a parlare di malasorte, per la quale possiamo parlarne in alcuni casi specifici, vedi Viti, per tutto il resto si è deciso di fare azzardi e scommesse, correre rischi, provare a gestire fisiologici ritardi e predisposizioni agli infortuni.
Auguriamoci che presto, più prima che poi, ci possa essere un'inversione di tendenza almeno per non correre eccessivi rischi in classifica e poter respirare sul mercato; gli arrivi di alcuni svincolati hanno portato importanti costi a livello di ingaggi che possono diventare zavorre senza un adeguato rendimento sul campo, per il presente e in prospettiva. Facciamo parlare il campo, del resto tutti gli altri se ne guardano bene di presentarsi, dare spiegazioni o rilasciare dichiarazioni nella nostra lingua. Nulla di nuovo.
