IL SAMPDORIANO - Una luce più forte del 3-3. Alimentiamola
Sul momento tutti ci siamo incavolati. Normale, fisiologico, ovvio. Stai vincendo 3-1, al 93' sei ancora in vantaggio di una rete contro il Palermo e ti gusti la terza vittoria consecutiva, un ulteriore, grosso ed inatteso balzo in classifica. Da una punizione che non c'era, ecco arrivare il 3-3, a caldo e tuttora in tanti guardano il bicchiere mezzo vuoto. Al triplice fischio finale sotto il diluvio una parte di me era rammaricata, ma una parte soltanto, una parte inferiore.
Fa quasi strano detto da chi è ormai da anni, da decenni, da una vita in ansia per goal presi nel recupero e da rimonte subite. È la mia esistenza calcistica ad avermi portato a questo stato psicologico anche con diversi goal di vantaggio, troppe volte si è verificato il peggio, e quindi mentalmente il remoto, il possibile, l'eccezione si trasformano nel fattibile, nel concreto, nel probabile. Non quieto mai fino alla fine a prescindere e ad un certo punto psicologicamente il fatto di sorprendersi della mancata realizzazione del timore diventa uno stato di pace interiore.
Eppure, nonostante tale premessa, il nervosismo e il dispiacere se ne sono andati via presto. Troppo alta la soddisfazione nell'ammirare un'altra Sampdoria, caratterialmente e qualitativamente, di gran lunga migliore rispetto alla versione pre mercato. Nonostante dalla guida tecnica sia davvero complicato avere una chiara identità di gioco, riusciamo a divertirci, divertire. Il valore di diverse individualità ci consente di raggiungere picchi di pericolosità, creatività e concretezza assenti da tempo immemore.
Brunori, Pierini e Begic, in attesa di Esposito in mezzo al campo, già bastano per rendere l'idea delle nuove prime scelte presenti in organico, capaci di sbloccare o riprendere i match in qualsiasi momento. Da sottolineare inoltre un netto miglioramento anche sulle corsie esterne, dove non abbiamo più calciatori adattati o reduci da un lungo periodo di irriconoscibile involuzione. Gli arrivi di Cicconi e Di Pardo hanno già portato cross, assist, molte sgroppate e attenzione in copertura, rivelandosi buoni interpreti dei quinti a centrocampo.
Resto confortato e soddisfatto per vari motivi. Abbiamo ammirato per buona parte di gara un'ottima Sampdoria, gagliarda, determinata, compatta, entusiasta, libera nella testa e mai timorosa nel provare a creare pericoli. I tre goal realizzati nel giro di 18' hanno rappresentato l'apice di poderose ripartenze meritevoli dell'alta classifica. Una prestazione di spessore che arriva dopo due successi. Certo, è normale chiedersi perchè non si vinca con una prova del genere, ma poi c'è anche un avversario, quarto in classifica, annichilito dal nostro avvio di ripresa ma in grado di riprendere dal nulla il match. Sfruttata una nostra grave amnesia di posizione a livello di reparto, mentre stavamo dando la sensazione di aver in mano la situazione e di provare a far calare il sipario con il quarto goal.
A quel punto ci ricordiamo tutti quanti di giocare contro la quarta in classifica, protagonista di un assedio finale che ha pure sfiorato il goal dell'incredibile vittoria, proprio all'ultima azione dinanzi ad un pacchetto arretrato che non convince ancora. Teniamoci stretti questo punto pesante, la striscia di 7 punti in 3 gare fa ben sperare per dimostrare una definitiva continuità nel medio - lungo termine. Sabato bisogna vincere con il Padova e possiamo farcela, ma giocando come con il Palermo per rabbia e qualità, non dimenticando mai che non abbiamo ancora fatto nulla e dobbiamo tirare fuori la Sampdoria dalla melma una volta per tutte. I biancoscudati avranno probabilmente un'impostazione tattica ben diversa, dovremo essere bravi anche in costruzione del gioco, la tattica attendista potrebbe avere meno spazi a disposizione. Dai Doria credici e continua a percorrere questo cammino per farci rivivere la sensazione di costruire qualcosa di sensato, stavolta davvero e fino in fondo, un domani senza questa società, si spera.
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