IL SAMPDORIANO - Questi fenomeni ci hanno riportato nella melma
La capacità di tornare nel letame è davvero un qualcosa di incredibile. 10 punti in 4 gare, tra Spezia, Modena, Palermo e Padova. Da una parte la gioia di aver conquistato una vittoria in trasferta dopo oltre un anno e un'ottima parte di gara contro una corazzata come il Palermo, dall'altra la consapevolezza di aver avuto con noi anche la buona sorte con lo Spezia e la non esaltante prestazione con il Padova. I punti però erano arrivati ed era quello che contava.
I match con Mantova e Bari potevano e dovevano rappresentare le occasioni migliori per lasciarsi definitivamente alle spalle tutta la melma nella quale ci troviamo da mesi. Sulle ali dell'entusiasmo, con individualità tecnicamente superiori rispetto all'organico a disposizione fino a fine 2025, contro avversari con l'acqua alla gola, avvolti da timori, in autentiche tempeste di risultati negativi e contestazioni. I più ottimisti parlavano di 6 punti, nella mia testa pensavo a 4 e sarei stato già ben felice. Nel caso peggiore, anche se in tanti avrebbero storto il naso, e non lo diciamo con il senno del poi, perfino due pareggi sarebbero stati un brodino sì ma sufficiente per non ridare ossigeno a dirette concorrenti per la salvezza.
A Mantova siamo usciti sconfitti, un k.o. pesante negli equilibri salvezza, anche nell'ottica classifica avulsa che ci vede messi sempre peggio, ma ho cercato di guardare il bicchiere ancora mezzo pieno. Ho pensato che per un tempo qualcosa si era costruito, saremmo potuti andare sul doppio vantaggio e comunque, non essendo mai stati fenomeni, un passo falso era inevitabile, del resto ormai abbiamo il callo delle partite che non riusciamo a chiudere. E poi... il recente cammino al Ferraris con 5 vittorie e 2 pareggi faceva pensare ad un probabile riscatto. Anche contro la Virtus Entella la nostra prova era stata scialba ma siamo riusciti almeno a non perderla. Stavolta abbiamo raggiunto livelli sinceramente impensabili, chi va in campo, chi siede in panchina e chi è in società...tutti quanti sono riusciti in un'impresa, ritornare nella melma fino alla gola.
Con tutto il doveroso rispetto avevamo davanti un avversario tecnicamente debole, contestato e a serio rischio di trovarsi con un piede in C in caso di sconfitta. E invece questo Bari, con il minimo sindacale e al massimo delle attuali (e basse) potenzialità vince a casa nostra, cosa che non accadeva dal 1948, sfruttando una serata imbarazzante da parte dell'intera Sampdoria. In campo abbiamo "ammirato" non una squadra ma 11 giocatori buttati lì, nessuna identità di gioco, una difesa vulnerabile, un centrocampo lento e prevedibile, un attacco immobile ed evanescente. Perfino il più talentuoso e determinato Begic non è riuscito a trovare il giusto supporto dai compagni in un contesto nel complesso così inguardabile. Fino alla fine speravo in qualche modo almeno in un punto, invece niente.
Nemmeno il rientro dagli spogliatoi è servito per ridare una scossa dopo lo svantaggio, contrariamente ad altre volte in casa è bastato un goal per farci sparire dal campo. Abbiamo anzi subito la maggior determinazione del Bari ad inizio ripresa, quando invece ci saremmo aspettati una nostra reazione. Non c'è un gioco ma non è una novità, l'organico, seppure con tante lacune tuttora presenti, è stato rinforzato ma in qualsiasi campionato non si ottiene nulla se si va in campo scarichi, con presunzione e supponenza, come fossero bastate tre vittorie ad esaltarsi, a tornare a fare il nulla cosmico e a vivere di chissà quale rendita. Abbiamo gente che in altri tempi la maglia della Sampdoria non l'avrebbe indossata nemmeno nei loro migliori sogni ma purtroppo ad oggi è il massimo a cui possiamo puntare. Quando vediamo gente che si muove e si gestisce ad ogni minimo scatto temendo ulteriori infortuni, quando in tre calciano i corner senza far arrivare la palla in area, quando si sbuccia la palla al volo più volte, quando si prova a tirare da fuori ma con la forza di un bambino, quando si perdono due marcature in occasione dello 0-1 con una facilità disarmante, quando non si fa un tiro in porta oltre ad un palo....cosa vogliamo aggiungere...
Sicuramente tra i più gravi errori compiuti da una proprietà che continuiamo ad augurarci il prima possibile definitivamente lontana anni luce (e non solo geograficamente e quotidianamente come avviene da sempre) dalla nostra squadra, è il discorso guida tecnica. Se l'anno scorso si sono susseguiti ben quattro allenatori e non si ha avuto nessuna riconoscenza verso chi se la meritava, quest'anno siamo riusciti a peggiorare la situazione. Prima la scelta a favore di chi non aveva alcuna esperienza in serie B e con un mercato algoritmico semplicemente improponibile, poi per un team tra assenza di patentino e un bagaglio tecnico non all'altezza della Sampdoria e delle nostre attuali esigenze. Gravi gli errori commessi dai dirigenti che li hanno scelti, partendo dalla follia societaria che diede budget da terza serie e palesi segnali di programmazione assente, dinanzi ai quali tutte le altenative di tecnici ci hanno messo un attimo a rifiutare. E giustamente.
Anche io sono Sampdoriano, come tutti voi, non con questo però alleno la Sampdoria. La stagione scorsa insegna, non basta cambiare allenatore ma siamo consapevoli che ovunque sarebbero stati già allontanati, a prescindere dai punti raccolti, considerando anche la gestione delle sostituzioni, mai finalizzate a cambiare qualcosa e spesso dannose. Poi, ovvio, chi prendere oggi? Chi prendere dopo tre gare dure sulla carta come Juve Stabia, Frosinone e Venezia? Sarebbe rischioso ripartire da zero a marzo con un nuovo allenatore che potrebbe rivoluzionare idee e modulo? Tutto vero ma andando avanti così dove rischiamo di finire... non è una domanda ma sappiamo già tutti la risposta. Servirebbero esperienza, carisma e conoscenza della categoria. Vedere una squadra (rivoluzionata più volte nei vari mercati) offrire una prova senza carattere, nè reazione in un match dove ci si gioca la vita calcisticamente parlando, è una mancanza di rispetto ormai inaccettabile. Qualcuno, chi può faccia qualcosa. E chi non se la sente o non si sente all'altezza faccia finalmente un passo indietro, prima che sia troppo tardi. C'è in ballo la Sampdoria, tutti e tutto il resto non contano nulla, meno di zero.
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