IL SAMPDORIANO - Attilio GRAZIE di esistere. Ha parlato la proprietà? Ne sappiamo quanto prima

IL SAMPDORIANO - Attilio GRAZIE di esistere. Ha parlato la proprietà? Ne sappiamo quanto primaTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 12:06Primo Piano
di Diego Anelli
L'editoriale del Direttore Diego Anelli dopo Sampdoria - Sudtirol 1-0: la salvezza matematica, l'operato di Attilio Lombardo, le parole della proprietà.

Che Lombardo fosse l'uomo giusto a salvare la Sampdoria.... lo avevamo scritto e ripetuto fino alla nausea ben prima del suo approdo (super tardivo) sulla nostra panchina. Mentre si era perso tempo a tenere le precedenti gestioni sportive e si era tentato di scegliere altri tecnici dopo l'esonero del tandem Foti – Gregucci, la soluzione ce l'avevamo già in casa ma fino alla fine diverse persone, soprattutto all'interno della società, non la vedevano o non volevano vederla. Chi per incompetenza, chi per arroganza, chi per orgoglio per non ammettere gli errori compiuti chissà...

Per salvare la Sampdoria servivano determinati requisiti: essere un allenatore capace ma non solo. Occorreva un grande conoscitore dell'ambiente, delle dinamiche interne al club e nello spogliatoio, qualcuno che conoscesse a fondo le ragioni di una situazione che stava rischiando di precipitare dopo la sconfitta di Mantova e il rovinoso crollo interno con il Bari, una persona con elevate probabilità di entrare nella testa di un insieme di giocatori e farlo risentire davvero con i fatti un vero Gruppo. E serviva un vero Sampdoriano, una persona per la quale nutro un affetto infinito, paradossalmente “non tanto” per aver scritto da protagonista assoluto la storia della gloriosa Sampdoria capace di vincere ed incantare in giro per l'Italia e per l'Europa, ma per aver dimostrato di quali colori fosse il suo cuore nei momenti peggiori. Già, perchè quando le cose vanno bene sono tutti capaci a baciare la maglia, ad assumere lo status di Bandiera e tirare fuori tanti discorsi. Quando la nave sprofonda invece, sono in tanti quelli che si mimetizzano, si nascondono nel silenzio, scelgono un basso profilo e vedono l'evolversi degli eventi.

Attilio Lombardo aveva già dimostrato in campo nel 2002, al fianco di Marco Lanna, di volerci mettere la faccia a pochi centimetri dal baratro, assumendosi responsabilità immense altrui e di rischiare il tutto per tutto per salvare la baracca che stava affondando. Non sgroppava più sulla fascia come nei bei tempi, gli anni erano passati, provava ad adattarsi a centrocampo, ma il cuore, l'anima, lo spirito erano gli stessi. Anche con il loro contributo ci salvammo, la matematica arrivò vincendo 1-0 a Vicenza. Il resto è storia recente, recentissima. Una salvezza rocambolesca ottenuta al fianco di Chicco Evani, adesso un'impresa da primo allenatore. In palio c'era tutto, la sopravvivenza del mondo Sampdoria quando l'incubo di finire in terza serie sembrava davvero dietro l'angolo. 4 vittorie, 2 pareggi e solo 2 sconfitte, un ruolino di marcia da play-off, una squadra ricompattata, rianimata, ricaricata, riequilibrata.

Nel frattempo a gennaio Andrea Mancini ha condotto un mercato di prima fascia per la categoria, portando in blucerchiato elementi già protagonisti in cadetteria e giovani talenti che si sono ritagliati un ruolo di primo piano, Martinelli in primis. Non tutti hanno reso come ci si saremmo aspettati, ma nel complesso l'organico è stato comunque notevolmente rafforzato, e ci voleva poco. Attilio non ha esitato un attimo a mettersi completamente in gioco, scalpitava, non vedeva l'ora di dare il massimo per salvare la sua amata a prescindere da qualsiasi cosa potesse accadere sul campo. Nel calcio moderno sono tante, troppe le ragioni che rischiano di farti staccare da questo mondo, lontano anni luce da quello sport che ci ha fatto innamorare da bambini. Poi però guardi il volto, lo sguardo, la caparbietà, la determinazione, la passione, l'amore di Attilio e non puoi far altro che sorridere al mondo, al presente e al futuro. Attilio Lombardo, un Sampdoriano vero, grazie di esistere.

L'ultima parte dell'editoriale la dedico all'ambito societario. Pochi giorni fa ci sono state le dimissioni del Presidente, un bello scossone, dal quale vedremo le reali e le potenziali conseguenze. Non mi soffermo sulle dichiarazioni al passo d'addio perchè servirebbero secondi o millenni per analizzarle e commentarle, del resto a parlare sono i risultati e le decisioni prese per la Sampdoria e quelli parlano chiaramente. Questi anni di fallimenti sono il frutto di una gestione complessiva, parte italiana e straniera, nessuno è esente da responsabilità. Che la proprietà asiatica abbia investito, seppure malissimo, molti soldi, non è un mistero, non rappresenta una novità di questi giorni, lo sanno anche i muri, ben prima delle dimissioni dell'ormai ex Presidente. La gestione asiatica/italiana è stata giustamente oggetto di critiche e contestazioni, i collaboratori hanno finora fatto purtroppo la loro parte e la responsabilità del loro operato va sempre indirizzata al proprietario, del resto non credo che dirigenti stranieri siano stati presi da altri soggetti... Parliamo di tutto il resto? Incredibile la decisione di rilasciare determinate dichiarazioni a poche ore da una gara vitale per il presente e il futuro della Sampdoria, c'era ancora in gioco la salvezza, tutto.

Due occasioni ravvicinate in cui ha parlato (la sua voce dopo tre anni dobbiamo ancora sentirla...) per dire cosa? Nulla, nulla che possa aggiungere qualcosa. Personalmente ne sono quanto prima. Si è fatto tanto fumo, adesso contano i fatti. Resta Attilio Lombardo? Resta Andrea Mancini? Vengono cambiati i dirigenti? Che mercato ci si aspettare? Come verrà rianimato il settore giovanile? E tante mille altri quesiti. Come sempre, nel calcio e nella vita, parleranno i fatti, fin dalle prime scelte che dovranno essere prese senza ritardi, capiremo che approccio si vorrà dare alla prossima stagione. Nessuno, dopo la miracolosa salvezza, si è dimenticato del disastro compiuto la scorsa estate sul mercato e in panchina, portando a buttare via mezza stagione, è stato un miracolo restare attaccati al treno salvezza fino a gennaio, anche e soprattutto grazie ai goal dell'eterno Massimo Coda. Finora dagli errori commessi non si è mai imparato, del resto sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Con massima lucidità ed attenzione restiamo alla finestra in attesa degli sviluppi, come sempre senza critiche per partito preso e nemmeno ruffianerie. Dai Doria!