Sampdoria, Lombardo: "Ancora una partita da giocare ma la missione è compiuta"
Nella conferenza stampa post partita il tecnico della Sampdoria Attilio Lombardo ha espresso tutta la propria soddisfazione per aver portato a termine la 'missione' salvezza con una giornata di anticipo, festeggiando insieme al pubblico di Marassi:
"Sono felice come un bambino, come potrebbe essere ogni singolo tifoso di questa squadra. Non devo nascondere le emozioni che ho. Abbiamo portato a termine questa missione con una giornata di anticipo. Sono felice per i ragazzi che hanno sempre tenuto la barra dritta anche nei momenti peggiori. Abbiamo sofferto tutti insieme ed è giusto che ora ci godiamo questa vittoria non semplice".
Abildgaard è stato decisivo? "Anche se è ancora stato un po' pasticcione, ha fatto una delle partite migliori in mezzo al campo. Siamo stati bravi tutti, abbiamo interpretato bene la gara. Credo che non ci sia un difensore che ha giocato oggi che non abbia un graffio oggi. E' stata una lotta pura e intensa".
L'abbraccio finale dello stadio. "Questa è una passione che arriva dal 1989. E mi fa specie che sono i giovani che mi dicono 'grazie' per aver salvato una categoria che questo pubblico non merita. Ringrazio tutto il pubblico infinitamente perché per me è stata una grande emozione, ed essere chiamato sotto la Sud è stato forte. Ma non dimentico chi mi ha accompagnato in questa esperienza che oggi mi godo. Me la sarei goduta anche se non avessi fatto nulla di quanto fatto oggi. Io sarò sempre in debito con loro. Ho perso una Champions ma l'amore profondo che hanno questi sostenitori penso che da altre parti non si trovi".
Parla al passato? "No, non fraintendetemi. C'è ancora una partita da giocare. Non ci casco. Mi godo questa vittoria. La mia missione era questa e la missione è stata compiuta".
Le energie per la missione che hanno chiesto alla fine (la Serie A, n.d.r.) ci sono o no? "Da parte mia li porterei in A domani. Il problema non sono io. Io credo che la società abbia in mente di fare qualcosa e l'ha sempre detto".
Il futuro? "Parlare di futuro mio a due giornate dalla fine è illogico perché la missione non era compiuta. Io voglio giocarmi la partita a Reggio a petto in fuori e testa alta. Mi sento pronto a portare questa squadra fino a venerdì".
I play-off sono difficili da raggiungere? "Com'era difficile salvarsi venerdì scorso. Sono ben felice di fare quello che ho fatto. Ogni volta che si è parlato di play-off questa squadra ha fatto marcia indietro. Godiamoci questa salvezza, il compito era questo ed è stato raggiunto. Tutto quello che accadrà da venerdì prossimo ad oggi non spetta a me".
Cosa dirà a sua figlia? "Che la caccio di casa (ride n.d.r). La sua richiesta era sempre di vincere ma bisogna tener conto anche degli avversari. Solo attraverso sudore, fatica, attenzione e concentrazione che ottieni il risultato. Oggi abbiamo fatto una partita bellissima concedendo alla fine una grande occasione ma la squadra credo che sia stata brava".
Non spetta a lei, ma secondo lei c'è una base per l'anno prossimo? "Secondo me sì. Chi giocherà e chi rimarrà deve capire dove realmente è. A volte lo si dimentica, io no. Chi viene qua ha anche delle grandi responsabilità. Giocare nella Sampdoria, con questo pubblico, o ti tremano le gambe o voli. Io ho sempre volato".
C'è stato un momento in cui ha pensato di non farcela a salvare la Samp? "Io ho sempre avuto paura. Lo ammetto e non mi vergogno di averla avuta questa settimana. Ma le mie paure sono state scacciate dalla serenità della squadra. Io sempre cercato di dare serenità all'ambiente. Sono stati bravi ad approcciare questo ultimo periodo. Siamo usciti dalla gara contro il Monza che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque. Invece siamo andati a prenderci un buon primo tempo e oggi è stata l'apoteosi di una squadra che ha meritato di salvarsi".
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