ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Ha vinto soprattutto Ranieri. I social portano stupidità"

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© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
venerdì 18 dicembre 2020, 09:24Primo Piano
di Enzo Tirotta

Ranieri si è preso un bel rischio lasciando Candreva e Quagliarella fuori. Il contesto creatosi poteva dare risposte diverse, ma evidentemente il mister sapeva che proprio su questo argomento doveva far pressione con il gruppo. La squadra ha risposto e ha seguito il mister. Hai ragione se vinci, ma hai torto se perdi.

Normalmente sono scossoni che fanno bene, ma se perdi… La situazione è simile a quella che si sta vivendo in casa Atalanta tra Gomez e Gasperini. Tuttavia se l’Atalanta non avesse vinto la partita di Champions, la questione non sarebbe finita così, a danno di Gasperini intendo. Se si perde e si tocca un idolo della squadra, anche se non può essere il caso di Candreva che è qui da poco, finisce per “rischiare” l’allenatore. Tra il giocatore idolo e qualunque altro, vince sempre il giocatore, specie se non c’è il conforto dei risultati. La storia dice questo.

A Verona è andata davvero bene, con un atteggiamento in campo di una squadra che deve salvarsi. Da quanto emerso dalle interviste post gara, soprattutto dalle parole del mister, si capisce proprio questo. L’imputazione è quella di un atteggiamento sinora non adatto a una squadra che deve salvarsi. Poca umiltà. Invece se vuoi salvarti, occorre correre e lottare, dimostrare di essere squadra.

L’anello debole ora, cioè il calciatore in questione, deve abbassare la testa. È Candreva che deve fare un passo indietro. Nel calcio c’è sempre modo per trovare occasione di “fare la pace”. È interesse di tutto che “il caso” rientri: stiamo parlando di un giocatore vero. Credo ci sia bisogno di un bagno di umiltà, non solo di Candreva ma di tutto il gruppo. La realtà è cambiata.

Adesso, siamo a dicembre, possiamo dire di aver visto che questa squadra può far bene, ma come tutte le squadre di medio valore ha bisogno di stare sulla corda. Anche a Verona nell’unico errore abbiamo subito rigore e siamo stati puniti. Non è matematico che ogni volta ad ogni errore corrisponda un goal subito, però spesso non basta fare tutto bene ma occorre avere una botta di fortuna. Abbiamo bisogno di tutte queste componenti, perché siamo meno bravi degli altri.

Ormai penso che il campionato italiano inizi a marzo. Sembra il campionato argentino, suddiviso tra quello di apertura e clausura. Il campionato di apertura si conclude a febbraio con il mercato, quello di clausura comincia a marzo. Nella seconda fase di questo “campionato” di cui parlo una delle squadre più forti è il Genoa ed è tutto un altro campionato.

In quel campionato lì escono fuori tutti i valori: chi ha sbagliato o azzeccato acquisti, chi ha “seminato” bene in inverno. Secondo me vedremo da febbraio il valore del campionato. Bisogna arrivarci comodi: se arriviamo a febbraio così possiamo permetterci anche di sbagliare, ma rimani comunque in una posizione tranquilla.

Le tre vittorie contro Fiorentina, Lazio e Atalanta ci hanno permesso di stare tranquilli: con due pareggi in più, ad esempio con Benevento e Bologna, parleremmo di tutto un altro campionato. Vero che hai preso tre jolly, anche se al netto del campionato di Fiorentina e Atalanta sono risultati tutto sommato che ci stanno.

Sui social in queste ultime settimane si è sentito tutto e il contrario di tutto. Ho persino letto che la squadra starebbe remando contro l’allenatore e tutto questo scritto da autodefiniti “autorevoli commentatori”. Si parlava di una squadra pro Candreva e contro l’allenatore. I fatti li hanno smentiti. I social non pagano il biglietto, non pagano l’abbonamento televisivo. Sono una voce stupida. Non che ci scrive sia per forza stupido, ma i social portano stupidità

È un bar e dentro un bar dopo un bicchiere di vino si dicono tante sciocchezze. Non può essere il mezzo social a determinare la serenità di un ambiente: non possono e anzi non devono. Tra cinquant’anni quando avremo magari l’abitudine, penseremo a quello che c’è e ci leggeremo sopra, valutandolo per ciò che è realmente. Al momento siamo ancora troppo condizionati dalle voci. Non è vero che chiunque scriva sui social diventi autorevole. Non è autorevole chi scrive sui social, ma chi col tempo ha acquisito l’autorevolezza dicendo cose sensate.

I social valgono quello che valgono e la dimostrazione l’abbiamo avuta a Verona. Specie chi ipotizzava una squadra contro Ranieri e pro Candreva, ma è stato nettamente smentito. La partita se la è soprattutto vinta l’allenatore: la prova con l’Hellas è di una squadra che segue al cento per cento il suo allenatore, dimostrando coesione e unità.

Concludo con un augurio di buone feste a tutta la Redazione  e a tutto l’ambiente Sampdoria!

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