ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Dobbiamo essere tutti pazienti e continuare a battagliare. Le parole di Ferrero non mi scivolano addosso"
A Firenze sono due punti persi, perché al 94' si deve parlare di punti persi, indubbiamente. È vero che può succedere, ma se succede una volta in un campionato è un caso, se succede con più frequenza ho paura che sia la spia di un problema.
Volendo fare i "calcio-psicanalisti" secondo me una spiegazione potrebbe essere quella che noi giochiamo un gioco molto dispendioso mentalmente, quindi arriva un momento, nei minuti finali della partita, in cui subentra una certa inerzia, e l'attenzione involontariamente si abbassa. Tra il rigore sbagliato a Cagliari e il gol subìto a Firenze, sono 4 punti che ci avrebbero portato a pari punti con il Milan al quarto posto, e si parlerebbe della Samp come la rivelazione del campionato. Al netto di queste considerazioni, però, c'è da dire che tanto fortunati non siamo, perché è vero che ci sono stati errori o cali di attenzione da parte nostra, ma se un colpo di testa all'indietro va a finire sul secondo palo e Pezzella, che passava da lì per caso, la butta dentro, è sfortuna. Spesso ci capita la botta di sfiga quando non sarebbe obbligatorio averla...
Bisogna riconoscere che questa squadra da tre anni ha iniziato un percorso che non è velocissimo, ma è un percorso di crescita costante. Ogni anno mettiamo qualcosa in più -al di là dei singoli giocatori- come mentalità di squadra, ogni anno cresciamo un po' di più. Certo, resta il fatto che quello che vale è il risultato, e in un campionato in cui il livello non è eccelso, è giusto provarci. È l'occasione giusta per provare a conquistare qualcosa di importante, che potrebbe essere un sesto o settimo posto. Non dovremmo snobbare un piazzamento nelle zone alte della classifica, ancorché non significhino una qualificazione alle coppe: arrivare settimi sarebbe un risultato importante, perché ci sono almeno sei/sette squadre che sulla carta sono più forti di noi, e altre cinque che più o meno ci equivalgono. Dobbiamo vedere nella giusta dimensione il termine "risultato importante", che non è per forza arrivare terzi o quarti.
Proprio in questa ottica, la partita con l'Udinese non è assolutamente da sottovalutare, queste sono le gare più insidiose. Al di là del fatto che abbiamo giocato bene o male a Firenze, è una partita "pericolosa" perché loro arrivano da una sconfitta, non attraversano un momento positivo e hanno bisogno di punti. Da parte nostra, tutto l'ambiente ha iniziato a capire che il nostro modo di giocare deve essere paziente: dobbiamo essere tutti pazienti, sia in campo che fuori, e continuare a battagliare fino a quando non si riesce a trovare la via giusta. In questo la consapevolezza ci aiuta, specialmente in questo campionato.
Il mercato non dovrebbe riservarci altre novità. L'arrivo di Gabbiadini non va a riguardare il ruolo di punta titolare, che richiederebbe probabilmente un altro tipo di budget, ma è il profilo giusto per aiutare la squadra in determinati momenti, con entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco. Con il serio infortunio capitato a Caprari, inoltre, Gabbiadini ha più chance di ritagliarsi un posto da titolare perché Defrel, che era partito molto bene, ha un po' rallentato. In molti ora rimpiangono Zapata, ma Zapata se lo sono camallato per due mesi mentre ora è in un momento di grazia, al contrario Defrel, che ora vede poco la porta, ad inizio stagione ci ha messo più di una pezza. È un campionato molto particolare, non ci sono valori assoluti, e molto altalenante.
Sull'uscita di Ferrero nel post partita di Coppa Italia penso non sia più il caso di commentare, sappiamo che è così, è un caso irrecuperabile. Certo, non sono parole che mi scivolano addosso, ogni volta è una pugnalata al cuore, ma sarà sempre così. Basta che si accenda la luce della telecamera e parte il personaggio. Con tutta la buona volontà non riesce a evitare certi scivoloni ogni volta che ha il microfono davanti, ed è un peccato perché poi ci sono anche delle qualità nel suo operato. Per il resto, lui è quello, non riusciremo a cambiarlo.
