ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Come si fa a mettere ordine nel rapporto tra tifoserie più “disordinato” che la nostra storia ricordi?"

Per decenni uno dei volti più noti della tifoseria organizzata blucerchiata. Attualmente opinionista per Sampdorianews.net.
24.10.2013 00:48 di Enzo Tirotta  articolo letto 2803 volte
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Come si fa a mettere ordine nel rapporto tra tifoserie più “disordinato” che la nostra storia ricordi?"

Parliamo di Samp - Atalanta, ma stavolta ne parliamo con tre punti in saccoccia meritatamente guadagnati a Livorno, ed allora della prossima partita e di ciò che ci riporta a galla nel mare di ricordi se ne può parlare più serenamente.

Atalanta, Bergamo… come si fa a mettere ordine nel rapporto tra tifoserie più “disordinato” che la nostra storia ricordi?

Gemellaggio Ultras Tito e Brigate Nerazzurre risalente verso la fine degli anni ’70. A Genova tra Atalanta e Cagliari spareggio per salire in serie A, le Brigate sistemate nella Sud e mischiate agli Ultras Tito, gemellaggio a quel punto suggellato. Palmer, boss nerazzurro sul muretto dove normalmente siamo noi con tamburi e megafono.

Difficile dimenticare le giornate passate con il baffo e gli altri ragazzi. La finale di Coppa Italia giocata dall’Atalanta a Bergamo contro il Napoli, la vittoria scontata del Napoli e l’impossibilità da parte dei giocatori napoletani di rientrare negli spogliatoi a causa della pioggia di oggetti furono uno shock anche per chi, come noi, qualche avventura negli stadi l’aveva già vista e vissuta.

E che dire del primo raduno ultrà a Genova, dopo la morte del povero Vincenzo Spagnolo, in cui la stragrande maggioranza dei presenti fece suo lo slogan che proprio gli atalantini coniarono per l’occasione: “basta lame basta infami”?  Fece molto discutere dentro alla Sala Garibaldi tra noi e scatenò mille polemiche in seguito diventando lo striscione esposto in tutte le curve italiane la settimana seguente.

Fu una grande giornata quella del raduno, fu la prima volta in cui tante, tantissime tifoserie si ritrovarono insieme in una sala a discutere di problemi comuni, di colpe e responsabilità, di un ragazzo che mancava all’appello, ed in quella sede il carisma della tifoseria atalantina si fece sentire eccome, a dimostrazione dello “spessore” della curva bergamasca all’interno del “movimento”.

Peccato però che nella seconda metà degli anni ‘80 quella che sembrava un’amicizia destinata a durare tutta una vita si dissolve di fronte a beghe interne alla curva nord di Bergamo. Certo un’eredità fatta di amicizie personali importanti e continui contatti quel gemellaggio l’ha lasciato, ed anche sabato ne avremo come sempre testimonianza, ma è pur vero che fu un delitto dissaldare uno dei legami più vecchi della storia dei gruppi ultras.

Resta però l’amaro in bocca per un’amicizia interrotta bruscamente e che, come sempre succede, soprattutto nei primi anni successivi alla rottura, vide la volontà di alcuni di andare oltre cercando scontri tra gruppi giustificabili solo con antiche e forti rivalità. Boh! Vattelappesca perché, ma così andò e ormai non serve a nulla rimuginarci sopra.

A sabato quindi con quello che resta dell’antico gemellaggio, sabato ore 18 ha deciso la tv, ottimo orario: “troppo tardi per la merenda e troppo presto per l’aperitivo, ci sta giusto una partita di campionato”, così deve aver pensato il genio del palinsesto, come ti uccido il calcio…