Sampdoria Club New York: "Quando vedo Attilio Lombardo vedo noi"
Il Sampdoria Club New York rende omaggio ad Attilio Lombardo in un post social:
"Ci sono ricordi che non sai perché nascono, ma sai perché restano.
Quando morì Paolo Mantovani, andai al suo funerale nella chiesa di Albaro. Ero un ragazzino. Non lo conoscevo. Fu il primo e da allora l’unico e l’ultimo funerale a cui sono mai andato senza avere una conoscenza diretta con la persona. Ricordo che mi ero vestito bene, con la cravatta che detestavo ma quel giorno la misi per rispetto. Non avevo inviti, non avevo titoli. In qualche modo passai le transenne ed entrai. Mi nascosi dietro una colonna, sulla sinistra della chiesa. Come se dovessi chiedere scusa anche solo per esserci.
A un certo punto lo ricordo come fosse ieri, parlò Attilio Lombardo. Non ricordo che parlarono altri calciatori di quell’incredibile gruppo. Parlo’ Attilio.
Non ricordo le parole. Ricordo l’emozione che provai. Una voce che non recitava, che non faceva scena. Era dolore vero. Era responsabilità. Era appartenenza.
Io ero lì, appoggiato a quella colonna, e quel momento mi è rimasto dentro per sempre.
Ad Attilio forse anche per quell’istante ho sempre voluto bene … eppoi aveva quella calvizie precoce che sapevo ci avrebbe reso fratelli di quel destino.
Per me Attilio, nel dualismo delle preferenze degli innamorati di Mancini–Vialli ha sempre rappresentato la loro sintesi.
Apparentemente estroverso, divertente, leggero. Ma sotto, solidissimo. Maturo. Sposato e gia’ uomo quando molti altri ancora cazzeggiavano. Almeno così ricordo io. Magari la memoria mi tradisce, ma molti sentimenti sul nostro Attilio per me sono indelebili.
Oggi vederlo sofferente e sapere che ha poco meno di dieci anni più di me e vederlo ancora lì, con quella voglia, quella passione, quella fatica addosso… mi emoziona davvero. A volte mi preoccupa anche come fosse davvero parte della mia famiglia. Alla fine comunque e’ vivo dentro, siamo vivi dentro. E questo conta piu’ di ogni altra cosa mi emoziona, mi gratifica e non ha un vero perche’.
E’ pazzesco e bello sapere che tanti di noi hanno ancora quell’inspiegabile fuoco che unito alla responsabilita’ mi da la certezza che sapremo tramandare nel modo giusto i valori e i sentimenti con cui siamo cresciuti.
Perché, in fondo, quando vedo Attilio vedo anche me, vedo noi. Vedo Il tempo che passa. Le diverse responsabilità e respiro l’amore, inspiegabile, che non cambia. Quell’amore che porta mia mamma ancora oggi in gradinata a 70 anni e legata allo stesso filo che la unisce a un marito prematuramente scomparso ed al figlio, oggi uomo, lontano un oceano da lei.
La vita e’ tutto un quiz, noi teniamo alta la bandiera che ci ha reso Unici, che ci rende quello che siamo e Attilio trasmette il non spiegabile, il non comprensibile un non imitabile sentimento. Nelle parole visto, vissuto e vinto e’ riassunta parte della nostra genetica ma la genuinita’, l’ardore, la consapevolezza di passare insieme momenti duri e’ viva nei momenti meno illustri della nostra storia ed e’ palese nei gesti di Attilio.
Attilio, mi raccomando, fammi e facci un piacere abbi cura di te. Non mi e ci fare preoccupare che comunque ne hai una certa
Il calcio è un gioco, un divertimento. E torneremo dove meritiamo. Anche grazie ai tanti, come te, che nell’intimo ci credono da sempre.
Ti vogliamo bene. Ti voglio bene.
Grazie per questi gesti incredibili, irripetibili, indelebili.
Sono dentro di noi. Dentro di me, che non sono nessuno, ma che sa cosa vuol dire essere Sampdoriano.
E grazie Mancio Jr. … sembreresti un talento nello scoprire gente che la palla la sa muovere … non e’ un dettaglio trascurabile. Hai ringraziato il Sassuolo calcio, la nostra Societa’ …. Sei educato, onesto, parli poco e quando lo fai, lo fai con naturalezza in un modo che mi ricorda un qualcuno. E lo fai con stile.
Blindatelo subito alla Unione Calcio Sampdoria. Date a Lui i segnali che si merita. Certamente il ragazzo si fara’ …. e poi noi ricordiamo con particolare affetto l’abbraccio al Mancio a un goal in un derby (vinto) visto alla tv. Qui in America.
A tanti (atleti e non) l’Attilio passera’ il testimone e l’amore con cui siam cresciuti.
E noi, semplici tifosi, abbiamo una vera e sola responsabilita’ … contribuire a fare innamorare di noi con leggerezza i futuri tifosi, i giocatori, gli amanti dell’impossibile.
Ritorneremo dove meritiamo, eccome se ritorneremo … e gente come Attilio rappresenta semplicemente la persona giusta, nel posto giusto, al momento giusto.
Oltre i limiti dell’impossibile, delle parole inutili, piu’ in alto delle nuvole.
Io me la vivo cosi’".
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