Ex collaboratore di Ranieri al Fulham: “Retrocessione lascia cicatrici”

31.07.2020 11:17 di Matteo Romano   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ex collaboratore di Ranieri al Fulham: “Retrocessione lascia cicatrici”

La scorsa stagione il Fulham fu protagonista in Premier League di una stagione complicata, conclusa con una incredibile retrocessione in Championship. Il club londinese finì l’annata al diciannovesimo posto in classifica, malgrado nelle sessioni di calciomercato avesse speso cifre esorbitanti per rafforzare la squadra, che poteva contare su giocatori quotati a livello internazionale come Ryan Babel e André Schürrle su tutti.

Eppure, come spesso accade in campionati disastrosi, a nulla servirono gli acquisti, come gli avvicendamenti in panchina: da Slaviša Jokanović al “nostro” Claudio Ranieri, manager al Craven Cottage tra novembre e febbraio della scorsa stagione, sino a Scott Parker, prima bandiera come calciatore e poi traghettatore del Fullham sino all’ultima giornata.

Parker era collaboratore tecnico dell’attuale mister blucerchiato, e ancora oggi siede sulla panchina dei londinesi, attualmente impegnati nei play-off per la promozione in Premier League.

L’attuale mister del Fulham ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa, riportate dall’EveningStandard, ripercorrendo le problematiche della passata stagione e le scorie presenti ancora nella corrente annata:
“I giocatori hanno cicatrici della Premier League, enormi cicatrici […]. Quando perdi molte partite, ci sarà sempre una spirale negativa conseguente ad essa Ci sono stati due cambi di allenatore [la scorsa stagione, ndr], Slav [isa Jokanovic] era qui da molto tempo e poi è arrivato Claudio [Ranieri], due manager con due filosofie diverse, con cui erano stati spesi quasi 100 milioni di sterline – le parole di Parker – [Ha portato] una dinamica totalmente diversa a tutto in così poco tempo. L’aspetto più grande è la retrocessione e la delusione connessa, l'aspettativa che era nella squadra quando è iniziata la Premier League dopo quanti soldi sono stati spesi e la delusione di essere rapidamente retrocessi”.