SAMPDORIA GONFIA LA RETE – "Se non hai mai incontrato difficoltà non puoi sapere quanto sei forte”

12.03.2019 11:23 di Paolo Bardetta  articolo letto 1543 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
SAMPDORIA GONFIA LA RETE – "Se non hai mai incontrato difficoltà non puoi sapere quanto sei forte”

“Se non hai mai incontrato difficoltà non puoi sapere quanto sei forte.”

Inizio con questa frase d’effetto la mia analisi settimanale del reparto attaccanti Doriano dopo la sconfitta contro l’Atalanta che, solo per alcuni, ha spento come si suole dire i sogni europei.

Già solo per alcuni fortunatamente, per quelli che non ci credono e probabilmente non ci hanno mai creduto, per quelli che hanno subito mugugnato, per quelli che hanno compianto Zapata dopo il gol effettuato (che tra parentesi l’avrebbe fatto anche mio nipote a due anni), e per tutti quelli che mentre ero allo stadio, a ben 11 minuti dalla fine (5 più 6 minuti di recupero) stavano già lasciando i nostri beneamati che lottavano sino alla fine perché avevano paura di essere rintanati nel traffico, già quel traffico da “pseudo tifosi intenditori di calcio”.

Eppure per l’ennesima volta ho visto una bellissima Sampdoria, combattiva, tenace e l’immagine a fine gara di Quagliarella e compagni stremati per terra è il fulgido esempio di quanto non abbiano mollato sino alla fine.

Chi ama la Sampdoria è abituato sempre a fronteggiarsi con le difficoltà, è sempre pronto a risalire la china e continuare a lottare per gli obiettivi prefissati.

Quindi non mi sorprende il fatto che questa squadra, questo gruppo, questo mister, hanno bisogno il nostro sostegno, ora più che mai.

La dimostrazione più grande del resto è stata data dal nostro capitano che a 36 anni e con mille acciacchi post Spal ha voluto essere per forza della partita siglando il suo 20° gol in campionato ed eguagliando ancora una volta l’ennesimo record.

Ecco perché io tifo Sampdoria e la sosterrò sino alla morte perché il limpido esempio è il mio capitano che sino alla fine è lì a lottare con i suoi compagni. È lui il motivo per cui io ci credo ancora, è la squadra il motivo per cui non smetterò di inseguire quel sogno chiamato Europa. Sono tutti questi gli ingredienti essenziali che mi spingono a essere quello che sono, un Sampdoriano vero. Tutto il resto è solo chiacchiera, solo riflessione da bar, solo capire pur essendo consapevole di non capirci niente, essere tifoso in base al risultato.

Gabbiadini, non sempre al centro del gioco, sa che può dare veramente ancora di più. Ha tutte le carte in regola per farci fare quel salto di qualità che noi aspettiamo. Ma io infatti sono qui e aspetto incitando, invogliando, sostenendo, incoraggiando. È solo questo il mio compito. Nulla di più, nulla di meno.

Defrel, subentrato quasi nel finale, ha bisogno del nostro sostegno. Del resto se Giampaolo lo ha voluto un motivo c’è. Va difeso, tutelato e incitato. E mi fermo qui.

Adesso ci aspettano altre lotte, altre partite da fronteggiare al massimo delle nostre forze ma è necessario che tutti siamo uniti e diretti verso un unico obiettivo.

Il mio appello alla fine è solo questo. Finché non sentiremo il gong, finché ci sarà ancora quella speranza da portare avanti, crediamoci tutti insieme. Sosteniamo i nostri ragazzi che danno anima e cuore in tutte le partite. È questo il nostro più bel regalo che gli possiamo fare: essere presenti sempre e comunque. Se abbiamo scelto di essere Sampdoriani allora dimostriamolo una buona volta e non con i mugugni e con le offese, non con i rimpianti e i “finti” buonismi. Dimostriamolo concretamente seguendoli in ogni difficoltà che si presenterà sostenendoli sino alla fine. Io ci credo e lo farò sempre. E voi? Siete con me?

Anche perché vedete io penso che “Solo quando sarai tre metri sotto terra, avrai una scusa per dire di non farcela: fino a che sei vivo – e per di più sano e libero – l’unica scelta possibile è quella di continuare a provare fino a riuscirci!”