SAMPDORIA GONFIA LA RETE - La gravità è solo un'illusione qui

14.02.2020 12:19 di Paolo Paolillo   Vedi letture
SAMPDORIA GONFIA LA RETE - La gravità è solo un'illusione qui
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"La gravità è solo un'illusione qui". Cosi in uno degli ultimi pezzi cantavano i Love of Lesbian, band catalana davvero molto conosciuta in Spagna. La canzone continua riferendosi ad una persona "nettuniana a volte, così strana sempre, che sembra fantascienza". La descrizione sarebbe il vestito giusto per l'attacco della Sampdoria di sabato contro il Torino.

Allo stadio Olimpico, infatti, nove minuti di furore agonistico, giocate, combinazioni e gol che mai si erano visti in stagione. La Samp, a tratti, è bella e si veste di quell'eleganza tutta sua, grazie al talento e conoscenza calcistica di Gastòn Ramirez. Quando lui è a supporto, si alza il livello. E lo si nota anche contro i granata. La coppia d'attacco, salvo prestazioni pessime, è quella composta da Fabio Quagliarella e Manolo Gabbiadini.

Quagliarella si sveglia, assieme alla squadra, dopo il ventesimo, facendo salire i compagni e partecipando alle principali azioni offensive. Da lui passano il tiro di Ramirez nel primo tempo e la grande occasione - sempre del numero 11 blucerchiato –, quando il Capitano lascia partire un fendente celestiale, sul quale solo un capolavoro difensivo di Nkolou salva la formazione granata. Sul corto, ancora, riesce a dare prova di rara qualità, amministrando anche il vantaggio, frutto peraltro di una sponda di petto rara, e chiudendo la contesa, stavolta con un mix di furbizia e potenza. Lanciato da un arcobaleno di Linetty, Quagliarella si frappone fra Izzo e la porta, resistendo al rientro del difensore granata. Al momento di calciare, l'attaccante blucerchiato viene steso dal difensore ex Avellino, che consegna rigore e gol a lui, superiorità numerica e partita agli uomini di mister Ranieri. Nulla da dire, se Quagliarella è questo, non dobbiamo neanche preoccuparci.

Altro discorso è quello su Manolo Gabbiadini. Il match winner dell'andata, prima vittoria stagionale per i doriani, non è incisivo come allora, e fatica a trovare la bussola in campo. Si impegna e regala qualche spunto, ma senza cambiare le sorti della contesa. Ricordiamoci, però, quello che ha fatto fin qui, guadagnandosi dei crediti extra per il proseguio della stagione. Non entra nè nelle occasioni nè nei gol, svaria molto, si batte commettendo qualche fallo di troppo e, nella sostanza, non incide.

Dalla panchina, poi, c'è spazio anche per l'esordio di Nino La Gumina. Nulla di più di una sgambata per fargli prendere confidenza con la maglia più bella del mondo. Bisognerà aspettare per vedere le prime giocate del talento scuola Palermo.

Attenzione, senza due tiri indiretti non si sa se la partita si sarebbe indirizzata verso la squadra di Ranieri. Il gol su azione arriva non proprio da un'azione manovrata, ma ad una serie di rimesse laterali di Murru, che si fa tutto il campo a suon di touche fino lanciare la palla verso Quagliarella – sempre da rimessa -. Sponda di petto e remate di destro dell'uruguagio. Non abbiamo ancora risolto i problemi davanti e ci sarà da faticare fino all'ultimo minuto del campionato. Questo non dobbiamo dimenticarlo, perché siamo una squadra da fantascienza quando vogliamo e da incubo se ci sediamo sugli allori. Siamo una squadra di una città che non ha di gravità, dove si passa dall'euforia gigantesca alla depressione più spasmodica, dimenticando il segreto – a volte – per arrivare ad un obbiettivo. Equilibrio. E gravità, sperando in altri colpi che la possano sfidare.