SAMPDORIA GONFIA LA RETE: attaccanti a caccia di goal, ma serve equilibrio

Rubrica di approfondimento sull'attacco blucerchiato
28.09.2021 09:18 di Serena Timossi Twitter:    vedi letture
SAMPDORIA GONFIA LA RETE: attaccanti a caccia di goal, ma serve equilibrio
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Sei partite sono ancora troppo poche per delineare un quadro preciso della possibile stagione della nuova Sampdoria di Roberto D'Aversa, soprattutto perché quattro delle sei avversarie affrontate appartengono alla parte alta della classifica (Milan, Inter, Napoli e Juventus) e sarebbero state quindi proibitive per chiunque si fosse trovato di fronte ad un calendario così impegnativo.
Tuttavia, questi primi impegni possono fornire diversi spunti d'analisi sull'impronta di gioco che il mister vorrebbe dare alla squadra e su quali siano le zone d'ombra su cui sarebbe bene lavorare il prima possibile. 

D'Aversa non ha mai nascosto che la sua idea di gioco si basa sul baricentro alto, affrontando gli avversari cercando di giocare il pallone e pressare. Uno schieramento offensivo, diametralmente opposto all'idea tattica professata da Claudio Ranieri per due stagioni: difficilmente vedremo la Samp impostare un match sulle ripartenze, ergendo un fortino difensivo dal quale provare a uscire di tanto in tanto affondando il colpo in velocità, sfruttando il contropiede. Il nuovo mister blucerchiato spinge a non avere timore reverenziale nei confronti degli avversari, affrontandoli a viso aperto, e ciò può portare a partite combattute e ricche di occasioni, indubbiamente piacevoli da guardare, ma allo stesso tempo più rischiose, perché pressare alto e tentare di imporre il proprio gioco inevitabilmente può condurre a prestare il fianco ad avversari qualitativamente più attrezzati. Di fronte alla Juventus, ma soprattutto nella partita con il Napoli, alla Samp è mancato quell'equilibrio che permette di restare in partita e un passivo di 7 reti in due match è un campanello d'allarme su cui lavorare.

Nella nostra rubrica, però, ci concentriamo sull'attacco e lo facciamo partendo dai dati oggettivi: 7 reti all'attivo, di cui soltanto due siglate da un attaccante (la doppietta di Caputo con l'Empoli). Da un lato, è il segnale che si sfruttano i calci piazzati (le due reti siglate da Yoshida ne sono la prova) e che gli esterni partecipano attivamente alla manovra, che passa soprattutto dal piede ispirato di Candreva. Il rovescio della medaglia è che gli attaccanti doriani hanno ricevuto ben pochi palloni giocabili negli ultimi due match e che la coesistenza tra Caputo e Quagliarella è ancora in fase di rodaggio. Hanno caratteristiche simili e sulla carta la coppia ideale per complementarietà è composta da Quagliarella-Gabbiadini o Caputo-Gabbiadini, ma D'Aversa sta cercando di non rinunciare a entrambi e nella partita con l'Empoli Quagliarella si è trasformato in assistman, mentre il numero dieci ha dimostrato che una volta innescato può essere letale. Allo stesso tempo, però, la copertura in parte viene meno (non si può pretendere, anche anagraficamente, un ripiegamento continuo da parte loro) e relegare Quagliarella più lontano dall'area di rigore o nello stesso raggio d'azione del compagno di reparto limita il potenziale offensivo, tanto che il numero 27 non è ancora riuscito a sbloccarsi. 

Questione di equilibri, di lavori in corso per trovare una quadra, un raccordo tra reparti. La fase offensiva grazie alla mobilità di Candreva e al supporto dei terzini sulle fasce è più avvolgente, ma a tratti si ha la percezione della mancanza di una torre in area di rigore. Torregrossa nelle ultime due sortite non è apparso brillante: troppo compassato, lento nel ragionare palla al piede e ancora lontano da quanto mostrato all'esordio contro l'Udinese la scorsa stagione. Il prossimo impegno con l'Udinese potrebbe fornire indicazioni interessanti sulle dinamiche offensive blucerchiate, in attesa del rientro di Gabbiadini, che porterebbe linfa ad un reparto a cui mancano i rifornimenti. Per sbloccarsi, Quagliarella ha bisogno di palloni giocabili e di fronte alla Juventus sia lui che Caputo hanno pagato il prezzo del turno infrasettimanale.

Si lavora a testa bassa e con umiltà, consci che i margini di miglioramento ci sono e la qualità tra i componenti del reparto avanzato non manca, ma deve accompagnarsi a intensità e concentrazione, perché proprio dai troppi errori in fase di costruzione sono nate la maggior parte delle reti subite negli ultimi due match. La partita con l'Udinese sarà uno dei primi veri esami della stagione, un impegno da affrontare con testa e cuore, spirito di sacrificio e cinismo.