SAMPDORIA CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Difesa ridotta ai minimi termini
Siamo a gennaio, il mercato è iniziato e l’esordio di questo 2026 non fa presagire nulla di positivo. Due fischioni anche ad Avellino, dove viene detto che “vittoria doveva essere e vittoria è stata”. Loro lo dicono, capite?
Difesa ridotta ai minimi termini, tre soli componenti, dopo il crack del ginocchio di Lorenzo Venuti, a cui io e tutta la redazione auguriamo una pronta guarigione. Flavio Oreglio ci faceva ridere dicendo che “il momento è catartico”, questo momento è pessimo e non c’è nulla da ridere. Venuti stava interpretando bene il ruolo di terzo di difesa a destra, coprendo i buchi centrali e spingendo da terzino quale è.
Abildgaard è encomiabile per spirito di sacrificio e di adattamento, ma non è un centrale difensivo. Meulensteen era più spendibile in quel ruolo, lui certamente offre vigore e difesa aerea, ma se il pallone va alle spalle o lo attacca una punta veloce, va in sofferenza. A Palermo, per esempio, meno male che c'erano le barriere di vetro, altrimenti sul gol sarebbe finito in gradinata, a furia di arretrare e attendere l'attaccante rosanero.
Per questo, a metà gennaio, è inconcepibile che siano stati presi Brunori ed Esposito - per puntellare centrocampo e rimpolpare l’attacco, certamente - ma non sia ancora arrivato nessuno dietro, alla luce dei lungodegenti Giorgio Altare e il sopracitato Venuti, il fuori lista Romagnoli, ectoplasma Coubis, andato a cercare fortuna in Romania. Senza quattro centrali di ruolo, ci ritroviamo con solo il buon Alex Ferrari, Dennis Hadzikadunic, Stipe Vulikic e Alessandro Pio Riccio come interpreti puri. Il croato non vede il campo da un bel po’, Riccio sembra uscito dai radar, pertanto il cerchio si restringe.
Lo dico senza mezzi termini, salvarsi in queste condizioni, sarebbe impresa da ricordare nel tempo.
Se i nomi per rinforzare la retroguardia, poi, sono Mattia Viti, circa 300 minuti in un girone nella Fiorentina, terz’ultima in Serie A e Matteo Palma, classe 2008 tutto da formare e, quindi, con alto tasso di incertezza, io tranquillo non sono, nel senso che, numericamente, diventano sei centrali per tre posti, ed ok, visto il modulo difensivo attuale. Tecnicamente, col rientro di Altare, sette. Tre difensori, al momento, non sembrano essere utilizzabili, però.
Badate bene, non è una critica a priori per questi ragazzi, per carità, anche perchè dal punto di vista del gioco e dei meccanismi, essendo due giovani, sperando svegli, non dovrebbero tardare molto ad inserirsi nell’impianto difensivo, al netto di aver inteso quale sia.
La difesa a tre, direi che ora è abbastanza chiaro, non si discute per Foti, Gregucci, Pozzi e Lombardo. Opinabile si, ma questo è.
Il problema è che perdendo Venuti, non si ha a disposizione il terzo di impostazione, l’uscita palla non passa mai da Abildgaard perché è il primo ad essere schermato dagli avversari, e va sempre da chi non ha nei piedi la migliore arma. All’inizio, l’uomo libero per impostare era sempre Vulikic, adesso o Ferrari o Hadzikadunic. Il risultato direi che è palese. Lentezza, imprecisione, errori, contropiedi, gol da contropiede avversario. Valuterei delle soluzioni diverse, avendo a disposizione Depaoli a destra e Ioannou e Giordano a sinistra.
Non solo. Gli inserimenti dei centrocampisti avversari sono sempre pericolosi, mentre sui calci piazzati c’è da farsi un bel segno della croce.
Come si dice di solito: per il resto, tutto bene. Più o meno.
Mi sono tenuto il capitolo portiere per ultimo: Ghidotti non sarà l’erede di Buffon, ma io continuo a pensare che, sostenendolo per quello che è, lui possa fare bene. Ricordiamoci che qualche griffe sui 17 punti attuali, l’ha messa anche lui. Rivedibile, per carità, nell’ultima di Avellino.
Io, però, non mi fermo al dito ma guardo oltre. Tommaso Martinelli è un prospetto forte. Strutturato, giovane, felino, imposta bene coi piedi. Non credo che sia venuto per fare il secondo di Ghidotti, quindi vorrà/dovrà essere titolare. Allora la domanda che mi faccio è: perchè va in panchina ad Avellino? Per non bruciare proprio Ghidotti? E con l’Entella chi gioca, vista la prestazione del numero 1 blucerchiato? In un colpo solo si rischia di aver bruciato due portieri: uno perché è sulla graticola da due anni ed è stato alternato con chiunque (non torno sui cinque portieri dell’anno scorso) affermandosi come un solido secondo di Cragno, ma venendo sempre messo in discussione. L’altro, perché se vieni in B e non giochi, allora potevi rimanere a Firenze ad allenarti con De Gea.
Insomma, il reparto difensivo è un problema serio, costante e delicato. Adesso è emergenza vera, tempo ce n’è proprio poco, si deve intervenire per mettere a posto la situazione, con urgenza massima. Dopodiché, per l’ennesima volta, i colpevoli dovranno prendersi le proprie responsabilità.
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