Ranieri: “Lombardo merita di allenare la Sampdoria più di ogni altro"

Ranieri: “Lombardo merita di allenare la Sampdoria più di ogni altro"
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Oggi alle 10:03News Doria
di Corrado Camera

Claudio Ranieri, ex allenatore della Sampdoria molto amato dai tifosi, è intervenuto durante Forever Samp, in onda su Telenord, per un commento sulla stagione dei blucerchiati e qualche ricordo.

“Quando sono venuto, con il fatto del COVID abbiamo passato parecchi mesi senza nessuno allo stadio e mi è dispiaciuto non riuscire a salutare nel modo giusto i tifosi, di cui ho un ottimo ricordo. In particolare, ricordo una partita, credo fosse Samp Lecce, la mia terza partita. Giocammo male, perdevamo 1-0, ma i tifosi continuavano a sostenerci. Facemmo il pareggio a poco dalla fine, credo con Ramirez, di testa. Finita la partita ci hanno fischiato. Mi aveva impressionato, ci avevano sostenuto fino all’ultimo, ma poi, finita la partita, non avendo apprezzato lo spettacolo, ci hanno fischiato.

“Attilio ha fatto benissimo. Ha fatto una cosa meravigliosa. Ha preso la Sampdoria per i capelli e l’ha portata ad un passo dai playoff. Complimenti ad Attilio. Credo che più di ogni altro, chi merita di allenare la Sampdoria è Attilio Lombardo, riporta sampdorianews.net. Fossi il presidente darei a lui la possibilità di prendere la squadra dall’inizio così da provare a portarla alle porte della A. È una persona preparatissima e merita questa occasione.

“Mi è dispiaciuto moltissimo per il Leicester retrocesso. A giugno devo andare a fare una festa per i dieci anni del titolo. Il Leicester è sempre stata considerata una squadra yo-yo in Inghilterra, ossia una squadra che fa su e giù tra A e B, ma stavolta è andata in serie C ed è molto triste. Stanno preparando i festeggiamenti per il decennale proprio perché i tifosi restino attaccati. Per me personalmente è stato un privilegio guidare quei ragazzi e quei tifosi. Leicester è una cittadina particolare perché metà della popolazione è costituita da indiani. E proprio tanti indiani mi ringraziavano per strada dicendomi che si erano integrati anche grazie al calcio, grazie a quel Leicester.

“Nella mia Sampdoria 2020-2021, la cosa importante è che tutti quanti eravamo entrati in un mood di pensieri e con la volontà che ci portavano a fare il massimo per la Sampdoria. Avevamo fatto 26 punti all’andata e poi ho picchiato sulla testa dei giocatori per farne altrettanti nel ritorno. Nel ritorno spesso la Sampdoria perdeva un po’ il ritmo, si adagiava, ma non volevo che succedesse e infatti ne abbiamo fatti altri 26 e abbiamo chiuso a 52 punti. Era un grande gruppo in cui ci si sacrificava l’uno per l’altro, è stato proprio un peccato che i tifosi non potessero essere presenti allo stadio ed esserne parte”.