Novellino: “Sampdoria organico da play-off. Fardello girone d’andata sulle spalle”
Walter Novellino, ex tecnico della Sampdoria, si è espresso in esclusiva ai microfoni di Telenord sul club blucerchiato analizzando le sue lacune e i punti di forza. Ha anche detto la sua sulla prossima gara contro il Bari, Venerdì 27 alle 21.00.
Secondo lei quali sono i mali che attanagliano la Sampdoria?
"Non mi capacito di come la Sampdoria possa essere finita in questa situazione. Credo si debba ripartire dall'infondere il senso di appartenenza, perchè quando un tesserato capisce cosa voglia dire Sampdoria, anche il rendimento in campo cambia drasticamente. I giocatori devono rendersi conto della fortuna che gli è capitata a vestire questa maglia, si tratta dell'occasione della carriera per molti di loro. E' un sentimento che non cancella neppure il tempo che passa, e io ne sono una dimostrazione lampante. Ormai è da parecchio che non sono più a Genova, ma appena ho un attimo vado su Facebook a cercare foto e filmati del presente e del passato blucerchiato, e a mettere il "mi piace" ogni volta che viene pubblicato qualche contenuto relativo alla tifoseria".
Non si capacita di come la Samp sia piombata in questa situazione, ma ha una ricetta per uscirne?
"Sicuramente avrei un suggerimento: dare un ruolo in società a Francesco Flachi. Non parlo di staff tecnico, dove sono già troppi, ma un incarico da consulente che vada a toccare le corde giuste a livello di appartenenza, che aiuti a far conoscere più velocemente l'ambiente, a trasmettere i valori e a riscoprire la storia del club. In altre parole, responsabilizzare i giocatori ribadendo che questa maglia si onora, non si veste soltanto".
Non crede che anche i componenti dello staff tecnico attuale, e in particolare Lombardo, abbiano già dentro di loro questo carico di sampdorianità da mettere al servizio dello spogliatoio?
"Lombardo è un grande, lo stimo molto, e so che dispone di notevoli capacità per risolvere questioni abituali che possono crearsi all'interno di un gruppo. Il suo apporto è fondamentale, e sono convinto che tutto il gruppo ne benefici. Ma mi rifaccio a quanto detto in precedenza: serve una figura che non sia vista come un allenatore, serve un esterno, anche se Francesco, ha comunque un patentino. Sono così convinto di quanto dico per un motivo semplice. Io stesso nella stagione in corso sto ricoprendo questo ruolo da consulente nel Perugia e, non dico che sia merito mio, ma dopo qualche chiacchierata approfondita, ho notato che quello che volevo trasmettere su ambiente e maglia, è stato recepito, e l'approccio ad allenamenti e partite è diventato sempre più adeguato e responsabile. Non si tratta di un ruolo di primo piano, ovviamente, ma lavoro sul senso di appartenenza, sulla riscoperta e la valorizzazione della storia del club e sull'approccio mentale che è doveroso per dimostrarsi all'altezza della situazione".
Se fosse stato libero, si sarebbe candidato per ricoprire questo incarico alla Samp?
"Perchè no, mi avrebbe inorgoglito. Io non alleno più, quindi non avrei rappresentato neanche un'insidia per nessuno, quesrto sarebbe stato opportuno sottolinearlo, mi limito a fare il docente nei corsi di Coverciano, ma mi sento di dire che avrei saputo toccare le corde giuste per vedere subito un cambio di atteggiamento a livello di determinazione e carattere".
Da gennaio in poi, comunque, la Sampdoria si è risollevata parecchio, prima di ricadere nei soliti errori a Mantova. Quali sono le priorità per mettersi al riparo da brutte sorprese?
"Ritengo che la Sampdoria abbia un organico da play off. Il problema che si porta sulle spalle il fardello del girone d'andata, ovvero un rendimento da retrocessione. L'obiettivo deve essere quindi quello di centrare una tranquilla salvezza. Solo se si riuscisse a centrare un filotto di cinque vittorie consecutive si potrebbe alzare la testa e guardare la classifica, per valutare eventuali margini per cambiare l'obiettivo, non certo adesso, o dopo un paio di risultati positivi. A volte se si punta troppo in alto, si rischia di perdere di vista la realtà".
C'è un giocatore della Sampdoria che le piace particolarmente o che avrebbe desiderato allenare?
"Brunori. Quando allenavo la Juve Stabia lo avevo richiesto alla società, ma lui preferì andare a Palermo. E' un giocatore con un potenziale enorme e, dal centrocampo in avanti, sa fare un po' tutto. Io lo impiegherei in pressione sul play basso avversario, per poi dargli libertà di azione una volta che la Samp si trovi in possesso palla. Per la sua capacità di servire assist, comunque, lo vedo più come seconda che come prima punta".
E a livello tattico cosa farebbe se fosse il mister della Samp?
"Mi concentrerei su solidità e compattezza, soprattutto difensiva, e metterei in campo i giocatori più duttili che mi consentirebbe l'organico. In un calcio in cui non esistono più i moduli, ma solo le fasi, avere elementi capaci di essere a proprio agio sia quando devono impostare che quando sia utile pensare a coprire, può fare la differenza nell'arco dei novanta minuti".
contro il Bari: una partita da vincere alla luce di un calendario che si farà poi via via più impegnativo?
"Vado controcorrente e ritengo che le partite contro le formazioni di alta classifica possano riservare più soddisfazioni del previsto. Quando la Samp si trova di fronte squadre che si chiudono, fa fatica a palleggiare da dietro, a trovare spazi, e ad innescare quegli elementi bravi negli inserimenti. Contro avversari che fanno la partita, e l'esempio non è così lontano, ovvero Modena - Sampdoria, è più facile creare i presupposti per entrare in area di rigore ed eludere le marcature avversarie".
Partita IVA 01488100510
© 2026 sampdorianews.net - Tutti i diritti riservati