Insieme, con la Sampdoria - Giorgio nato a Palermo: "Quando nel quartiere scoprono tua fede"

31.05.2020 14:51 di Redazione Sampdoria News   Vedi letture
Insieme, con la Sampdoria - Giorgio nato a Palermo: "Quando nel quartiere scoprono tua fede"

Insieme, con la Sampdoria è una delle iniziative lanciate da Sampdorianews.net per consentirti di raccontare la tua Sampdorianità, il tempo al Ferraris o in trasferta, alla tv al fianco della persona che ami, amici, familiari, conoscenti, colleghi, fratelli di sangue o di tifo. È tempo di condividere la nostra Sampdorianità, ridurre le distanze in qualsiasi parte del mondo ci troviamo per sentirci ancora più uniti.  Inviaci una tua foto, un vostro scatto blucerchiato a redazione@sampdorianews.net o alla pagina Facebook di Sampdorianews.net con un tuo contatto mail o telefonico, verrai ricontattato per un'intervista dedicata al vostro tifo, ai vostri valori, con ricordi, sensazioni, racconti ed emozioni da condividere con il mondo blucerchiato. La Sampdoria e i suoi tifosi restano una cosa sola.

Dopo le interessanti interviste a Lorenzo da Lumezzane (Brescia), Ugo da Savona e mamma Chiara, abbiamo avuto il piacere di intervistare Giorgio Siragusa, tifoso Sampdoriano nato a Palermo:

La prima volta allo stadio per la Sampdoria: in quale partita. Raccontaci ricordi, emozioni, episodi e con quali persone li hai condivisi. “Premetto che sono da sempre un tifoso Doriano, nato e cresciuto a Palermo. Quindi per cause di forza maggiore ho seguito sempre la Samp da lontano e molto spesso in trasferta.  Rispondendo alla domanda, la prima volta allo stadio è stata a novembre 2004 a Palermo. Abbiamo perso 2 a 0, nonostante questo mi sono emozionato soprattutto nel vedere Flachi, idolo di sempre per me, cresciuto con le sue rovesciate.. Ero in gradinata con mio fratello, tifoso rosanero, e quindi ho subito un po' gli sfottó palermitani. Non potevo andare coi tifosi ospiti perché ero troppo piccolo, quindi mi sono comunque goduto quel giorno! La prima "vera" volta in trasferta è stata sempre col Palermo nel 2009, 2 a 2 con molte soddisfazioni soprattutto perché ero per la prima volta tra i miei tifosi!” 

Cosa rappresenta la Sampdoria nella tua vita? “Questa è una domanda difficile, dico solo che se c'è la Samp il resto passa in secondo piano, non riesco a pensare ad altro, ormai chi mi sta accanto si è adeguato. Ma è più forte di me, spesso quando penso agli anni e agli avvenimenti passati li registro in base alla partita che c'era quel giorno...”.ᅠ

Allo stadio dove segui i 90'? Raccontaci portafortuna, scaramanzie e dettagli che rendono particolare la tua partecipazione prima, durante e dopo la gara. “Da quando vivo al nord, seguo tantissimo la Samp in trasferta. Sono stato anche a Genova ovviamente, grazie al regalo di laurea dei miei fratelli! In genere seguo la partita con passione, cantando e sempre vestito di tutto punto. Porto sempre due sciarpe, cappello e maglia blucerchiati che portano fortuna, o almeno spero”.

Casa - stadio, andata e ritorno. Cosa ti passa per la testa? Carattere ed emotività: tendi a tenerti tutto dentro, o fatichi a gestire ansia ed entusiasmo? “In genere, dato che come detto faccio molte trasferte, il tragitto casa stadio è lungo e io sono un'altalena di emozioni. È come quando vai a trovare la ragazza che non vedi da un po', e anche vederla da lontano è una gioia. Non tengo dentro nulla, il giorno prima della partita già si vede la mia felicità, che oltretutto è contagiosa. In pratica ritorno bambino!”.

La tua tipica compagnia allo stadio e ovunque ti possa trovare: il vostro affiatamento, la bellezza del tifo, fianco a fianco. Perchè gioire e soffrire insieme per i colori più belli del mondo non ha prezzo... “Essendo cresciuto in una città in cui di Doriano non conoscevo e conosco nessuno, in genere la mia compagnia allo stadio è la mia ragazza. Lei è sostanzialmente neutrale, ma se la Samp fa bene io sono contento e quindi anche lei. Però lo stadio e i nostri colori le piacciono e quindi andiamo molto spesso insieme.  È capitato comunque tante volte di abbracciarci con sconosciuti, perché nel momento della gioia non si può fare altro che condividerla con chiunque!”.

Se dovessi descriverti come tifoso, quali parole useresti? “Credo che la parola giusta sia passionale. Sono sempre fiducioso e anche se stiamo perdendo 4 a 0 non smetto di cantare, come d'altronde fanno i nostri splendidi tifosi. Anche a casa la seguo allo stesso modo, non sono mai polemico ma cerco di sostenere anche a distanza i calciatori fino all'ultimo. Se la situazione non è bella magari sono dispiaciuto, anzi si può dire che il risultato spesso indica il mio umore del lunedi”.

Con il passare degli anni il tuo rapporto con la Sampdoria in un calcio sempre sempre più business tra spezzatini e paytv. “Per forza di cose ho sempre seguito la Samp in tv o in radio, quindi la situazione è cambiata relativamente. Lo spezzatino mi dà molto fastidio, le società sono schiave delle televisioni e adesso questo viene messo ancora di più in risalto con la serie A che dovrà riprendere per forza dopo la quarabtena per non perdere troppi soldi, con l'assenza dei tifosi che renderà la situazione spettrale. Sinceramente, io preferisco il tifo allo stadio, e preferirei le partite tutte alle 15 la domenica, ultimamente ho perso molte partite giocate  ad orari assurdi in cui magari lavoravo. Così il tifoso viene per forza penalizzato”. 

La fede calcistica durante l'isolamento casalingo. Restando a casa come hai gestito la mancanza di Sampdoria sul terreno di gioco? “Mi è mancata, parecchio! Ho riguardato un sacco di video di partite di quando ero piccolo, provando le stesse emozioni della prima volta! 

La più grande pazzia che hai compiuto per non perderti la Sampdoria. ”Sicuramente andando da palermitano a vedere la sfida per la Champions del 2010, quando pareggiammo 1 a 1 con il risultato che ha favorito noi. Nella tua città, incontrando tante persone che conosci, che abitano nel tuo quartiere e che scoprono solo in quel momento la tua fede. È stata un'emozione fortissima, urlando in faccia a molte persone che non ti capiscono, la tua passione. Forza Samp!”.