IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO - il pensiero di chi tifa Sampdoria nel mondo

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27.11.2022 11:36 di Redazione Sampdoria News   vedi letture
IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO - il pensiero di chi tifa Sampdoria nel mondo
© foto di Sampdorianews.net

GIACOMO SOLLAZZO (FINLANDIA): inutile girarci intorno: la Sampdoria è in estrema difficoltá. Dopo la gara contro la Cremonese c’erano ragioni per essere ottimisti. Ritenevo che questa squadra, seppur con le gravi lacune tecniche, avrebbe potuto racimolare quei punti importanti per restare in corsa. Purtroppo non è andata così e l’effetto Stankovic pare essersi già esaurito. Il susseguirsi di prestazioni molli, nonostante il cambio alla guida tecnica, é quindi riconducibile in primis ad un atteggiamento arrendevole ed a tratti in apparenza menefreghista da parte dei giocatori. Questo è inaccettabile. Ritengo tuttora che la crisi della Sampdoria sia legata perlopiù a fattori extra-campo e societari, tuttavia chi gioca deve comunque fare il suo dovere sino in fondo, nonostante tutto. Perdere per perdere, a quel punto preferisco farlo vedendo giovani acerbi, ma battaglieri, come Montevago e Yepes, piuttosto che vedendo senatori svogliati. Urge un profondo esame di coscienza generale, sperando anche in stabilità a livello societario in tempi brevi.

MICHELE SCENI (SCOZIA): in tanti hanno detto di tutto e di più riguardo a questa pausa mondiale insolita nella storia del calcio, ma quanto importante per noi! Mai vista una Sampdoria così in difficoltà. È inspiegabile quello che sta accadendo, una squadra priva di gioco e di personalità, fragilissima in difesa, inguardabile a centrocampo ed inesistente in attacco, alla fine giusto Audero, per quanto può, sta giocando ad un livello quasi accettabile. Era inevitabile cambiare la guida tecnica, era colpa di Giampaolo questa pochezza? Onestamente, sebbene il mister ci abbia messo del suo, i risultati attuali hanno dimostrato che il problema era un altro. Stankovic grande carattere, a livello mediatico è molto bravo, non sbaglia una intervista, le parole son sempre quelle giuste a motivare ambiente e giocatori, ma purtroppo l’ambiente ha recepito, la squadra no. Purtroppo non si vedono soluzioni, nemmeno la più ricca delle società potrebbe permettersi di cambiare 15/20 giocatori durante il mercato invernale, dunque il Mister dovrà, nel ritiro turco, cercare di lavorare sulla condizione fisica e mentale dei giocatori aspettando di vedere cosa il mercato regalerà. Speriamo si trovi una soluzione soprattutto per l’attacco perché quello attuale mi sta quasi facendo rimpiangere il duo Maccarone-Biabiany ed ho detto tutto… Insomma in conclusione speriamo di ripartire al meglio dopo questa sosta, magari con una nuova società. Una cosa è sicura: il pubblico Doriano ha già vinto a mani basse questo campionato!

SERGIO LA CAMERA (GERMANIA): Aprile 2022, Audero lo sapeva…il tormentone che forse ha distratto molti tifosi dai risultati dell’anno solare (19 partite giocate, 5 vittorie, 1 pareggio e 13 sconfitte). Salvezza ottenuta in primavera sul filo di lana e soprattutto per demeriti altrui. Con l’estate abbiamo salutato grinta ed amore per la maglia (Falcone, Thorsby), nonché un bel po’ di esperienza (Candreva, Ekdal, Yoshida) – come conseguenza, le ultime 15 partite del 2022 peggiorano nettamente il trend dell’anno con 1 vittoria, 3 pareggi, 11 sconfitte. 27 gol subiti, appena sei segnati (confermato Caputo, ceduti Caprari e Bonazzoli), penultimo posto in classifica. Il Ferraris come in trasferta: terreno di conquista per le dirette concorrenti. La rosa è un mix malriuscito di giocatori dagli evidenti limiti tecnici o caratteriali e di una serie di scommesse fallite. Il problema non è nemmeno l’allenatore perché anche Stankovic sembra essere stato risucchiato dal vortice di confusione. Con la sua grinta e l’appoggio incondizionato della Sud saremmo in ben altre posizioni di classifica. Purtroppo però sono altri a scendere in campo, forse solo per timbrare il cartellino di presenza (o pensare ai Mondiali): come si fa a prendere gol sempre nei primi minuti, a non riuscire a fare tre passaggi di fila, ad accettare così passivamente ogni decisione arbitrale (qualunque nostro avversario contesta qualunque cosa, by default e con la bava alla bocca)? Sarebbe bello potere ricostruire da quei pochi che dimostrano di onorare la maglia che vestono (a mio giudizio, per un motivo o un altro e  al momento i soli  Audero, Bereszynski, Rincon, Gabbiadini e Quagliarella) – ma a tutt’oggi…con i soldi di chi?

LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): a questo punto anche con tutta la buona volontà e tutte le speranze del mondo viene difficile dire qualcosa. Sul mercato sono state sperperate le poche risorse a disposizione per puntare su giocatori in grosse difficoltà fisiche e autentici doppioni. Sul fronte societario si è invece in balia delle voci di ogni tipo, con molti pronti a dare credito a qualsiasi parola. Salvo soltanto i tifosi, sempre presenti anche in trasferta nonostante lo scempio in campo; potessero scendere loro in campo, avremmo certamente qualche punto in più.

MARIUS VADUVA (ROMANIA): tempi brutti per l'amata Sampdoria e tutti noi, i peggiori dall'ultima retrocessione, con una situazione instabile e incerta anche a livello societaria. In estate abbiamo venduto alcuni elementi, la rosa a disposizione di Stankovic ha una qualità relativa, alla quale si aggiunge il mancato spirito combattivo, scarsa personalità e grinta in campo. Il cambio dell'allenatore non ha portato l'attesa inversione di tendenza. Tranne Quagliarella non ci sono Sampdoriani veri nella squadra, non si ottiene nulla in campo quando non si mette il cuore. Speriamo di trovare presto un acquirente affidabile e con la necessaria stabilità finanziaria per poter cambiare in maniera positiva. Resto fiducioso, continueremo a cantare insieme forza Sampdoria!

GIUSEPPE D'AMICO (OLANDA): è una stagione atipica… e quello si sapeva. Tra lo sgangherato momento societario e la pausa inedita di due mesi in mezzo al campionato, sono giorni di tribolazione quelli che aspettano il tifo blucerchiato. La manifestazione del 26 novembre, per come è andata finora, è cosa buona e giusta. Lo spettacolo regalato dalla gradinata durante le ultime gare disputate sia in casa che fuori non deve essere scambiato per passione senza coscienza. Il momento è delicato, ma il vortice di chiacchiere e proclami arrivate da individui palesemente discutibili non può non aver destabilizzato l’ambiente. Purtroppo bisogna aspettare solamente qualche settimana per sapere “di che morte moriremo”. Se saranno ceneri da cui risorgeremo a gennaio con una nuova proprietà, o se sarà un’agonia nelle sabbie mobili di un cavallo di ritorno gradito a nessuno. Nella speranza che mister Stankovic riesca a isolare sé e il gruppo e a lavorare per un ritorno con gli attributi contro il Sassuolo, e che si riesca a operare sul mercato con idee concrete e utili alla causa. I punti sono pochi, ma le partite da giocare sono ancora tante.

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