Gastaldello: "La Sampdoria deve strutturarsi a livello societario. Mihajlovic la persona che mi ha dato di più"

Gastaldello: "La Sampdoria deve strutturarsi a livello societario. Mihajlovic la persona che mi ha dato di più"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 16:22News Doria
di Lidia Vivaldi

L'ex capitano Daniele Gastaldello ha parlato della sua carriera alla Sampdoria, degli allenatori incontrati in blucerchiato, e della situazione attuale della società. Queste le sue parole nell'intervista rilasciata al canale YouTube MyTurnover:

"Mazzarri alla Sampdoria era molto meticoloso, lui curava i dettagli di ogni partita, tu arrivavi in campo e sapevi per filo e per segno cosa dovevi fare. Quando è arrivato Delneri ha portato un’innovazione tattica, siamo passati dalla marcatura a uomo pura alla marcatura a zona pura. Lui si arrabbiava se vedeva che tu guardavi l’uomo. In quell’anno siamo arrivati quarti, abbiamo raggiunto la Champions League, abbiamo fatto un risultato straordinario, infatti l’anno dopo Delneri andò alla Juve. Penso che sia stato uno degli anni più belli per me, ho toccato l’apice in Serie A con la squadra, abbiamo fatto delle partite straordinarie, abbiamo vinto su campi difficilissimi, siamo stati l’unica squadra in Europa a non aver perso, né preso gol dall’Inter del Triplete…

La Sampdoria per me è stata una famiglia, ci sono stato otto anni, nel momento più importante della mia carriera. Come dico sempre, lì ho vissuto tutto, momenti belli e momenti brutti. L’anno in cui siamo retrocessi mi sentivo anch’io colpevole di quell’annata balorda. Ripartimmo dal ritiro e feci tutta la preparazione con la squadra, poi l’ultimo giorno mi chiamò la Juve di Conte. Però non voleva comprarmi, voleva prendermi in prestito, ma io rifiutai: avevo sempre quell’etichetta della retrocessione addosso, non volevo scappare, volevo recuperare qualcosa. Non è stato facile, perché non è facile rifiutare la Juventus, ma in quel momento non me la sono sentita, non mi andava di lasciare dopo un’annata come quella, in cui anch’io avevo fatto i miei errori: sarebbe stato come abbandonare la nave. 

Anche quello fu un anno molto duro, perché partimmo male, poi recuperammo durante l’anno fino ad arrivare alla finale dei play-off contro il Varese. All’andata di quella finale io feci una doppietta, e secondo me quella doppietta è stata un segno del destino. Fu la prima cosa che pensai, che la scelta fosse stata quella giusta. Dopo tre anni, nel 2015, andai via, fu una decisione mia perché avevo voglia di rimettermi in discussione, ma nel 2011 non me la sentivo di andare via, e andare via in prestito perché per me era come dire ‘io vi lascio qui e me ne vado in Serie A’.

Mihajlovic è la persona che mi ha dato di più a livello umano, credo che si possa definire un Uomo con la U maiuscola, per lui veniva prima l’aspetto umano e poi il giocatore e le sue qualità. Da quel punto di vista mi ha trasmesso tantissimo, è stato l’allenatore con cui ho legato più di tutti e ho assorbito più di tutti. Se lui intravvedeva i valori, anche in un giovane, lo faceva giocare, non aveva paura di niente e di nessuno. L’ho visto prendere per i vestiti persone perché mancavano di rispetto, e aiutare altri che magari a livello di qualità erano molto meno, e ho giudicato l’uomo da quelle cose.

Ho la speranza che entrino nel mondo del calcio persone che riescano a trasmettere i valori umani prima che quelli tecnici. Per me si deve partire da quello, si deve partire per crescere dei ragazzi sotto l’aspetto umano, poi, di conseguenza, se uno è bravo a livello tecnico è meglio. Ma a livello di settori giovanili c’è bisogno di invogliare i ragazzi a giocare, anche in maniera libera.

La Samp di adesso? Bisognerebbe essere dentro per capire, ha fatto due anni molto difficili, due anni pericolosi perché ha rischiato di retrocedere, e la Sampdoria in Serie C non c’entra niente. Anche con la B c’entra poco… Io spero che riescano a strutturarsi a livello societario, a organizzarsi nel modo giusto, e a fare un programma serio, un programma che vada avanti e faccia crescere la società e la squadra a livello tecnico e di categoria".