DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - essere compagni, essere marinai, essere doriani

Rubrica settimanale di approfondimento sul centrocampo blucerchiato
15.05.2019 10:35 di Matteo Rosagni   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE - essere compagni, essere marinai, essere doriani

"Due buoni compagni di viaggio / non dovrebbero lasciarsi mai / potranno scegliere imbarchi diversi / saranno sempre due marinai", così cantava Francesco De Gregori in 'Compagni Di Viaggio', splendido pezzo scritto dal cantante romano nel 1996. Sono queste parole, contenute nell'album di inediti 'Prendere E Lasciare', che ci accompagneranno nell'analisi del centrocampo blucerchiato - e questa volta non solo - visto in scena nella terzultima gara di campionato.

Compagni di viaggio. In una stagione che ha visto nella linea mediana il fulcro del gioco di Giampaolo, i centrocampisti della Sampdoria hanno percorso un cammino da veri compagni di viaggio, alternando momenti di assoluta sintonia ad altri durante i quali sembravano non sapersi più ritrovare. Contro l'Empoli è prevalsa quest'ultima mentalità, in linea con l'andamento generale della gara: i tre centrocampisti schierati titolari, Dennis Praet (alla centesima presenza in maglia blucerchiata), Albin Ekdal e Jakub Jankto sono parsi spaesati, capaci di highlights, nel bene e nel male, esclusivamente in solitaria. Lo svedese, al 30' del primo tempo, rimedia un giallo in maniera assai ingenua commettendo un fallo del tutto inutile, mentre il ceco si supera nell'esecuzione magistrale di un tiro, parato meravigliosamente nell'angolo dal portiere dei toscani. I compagni di viaggio sono però anche i tifosi blucerchiati, alcuni dei quali rei di essersi dimenticati per novanta minuti della meta comune.

Lasciarsi mai. 'Noi non vi lasceremo mai, saremo sempre insieme a voi' canta la Sud nel noto coro: se ultras e gruppi organizzati vari, oltre che molti singoli tifosi non hanno mancato di portare fede al significato di queste parole, altri sembrano essersene dimenticati, felici di subire gol in funzione di vendette cittadine. I centrocampisti della Sampdoria, dal canto loro, hanno 'lasciato' che gli empolesi potessero, quando capaci, imporre i loro schemi, arrecando vilipendio alla capacità di gioco, ai fraseggi, al sapersi trovare ad occhi chiusi che il Mister di Bellinzona ha inculcato loro. Nulla è cambiato con l'ingresso di un trequartista puro, Gaston Ramirez o di un giovane dalle comunque belle speranze, Ronaldo Vieira.

Imbarchi diversi. E' ancora troppo presto per sapere chi tra i centrocampisti doriani resterà a bordo del vascello blucerchiato anche l'anno prossimo: alcuni nomi sono dati in partenza, volti i loro sguardi ad altri e più stabili lidi. Queste voci però non devono mai e per nessun motivo destabilizzare chi al momento cammina sul ponte che issa la bandiera coi colori più belli del mondo ed ogni partita merita di essere onorata e giocata al meglio. Le troppo facili insinuazioni di aver voluto appositamente favorire l'Empoli, lasciano ovviamente il tempo che trovano nelle chiacchiere da trattoria, ma resta innegabile che chi avrebbe dovuto issarsi a primo baluardo difensivo ed impostare offensività, non l'ha fatto. Tanto in campo, quanto taluni sugli spalti.

Marinai. Un marinaio è il simbolo della Sampdoria, marinai sono chiamati i giocatori in campo ed i tifosi sui gradoni, marinaresca è la città che tutti rappresentano ed il cui onore sono chiamati a difendere. Questo non va dimenticato, mai, da parte di alcun individuo che vesta la maglia blucerchiata.