DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE – Cercasi personalità disperatamente

Approfondimento dedicato al centrocampo doriano
12.12.2019 09:48 di Serena Timossi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
DORIA ALE' CAMMINEREMO CON TE – Cercasi personalità disperatamente

Laddove la qualità latita, bisogna sopperire con personalità e agonismo. Il diktat di domenica scorsa era battere il Parma, ma da una prestazione sotto ritmo e priva di idee è scaturita una sconfitta che pesa come un macigno sulla classifica e psicologicamente.

La Sampdoria arriva dunque al derby con un trend negativo, involuta nelle prestazioni e sfiduciata, trovandosi di fatto in condizioni molto simili a quelle della gestione Di Francesco, eccezion fatta – fortunatamente – per l'abbandono del posto da fanalino di coda della Serie A.

Abbiamo più volte sottolineato quanto il centrocampo sia il reparto cardine, il fulcro del gioco di una squadra. Ebbene, il problema è che il centrocampo blucerchiato in questo momento è probabilmente il reparto in maggiore difficoltà, quello che presenta più lacune in termini di equilibrio e caratteristiche dei singoli. Al di là di Ekdal che, seppur insufficiente nella partita con i ducali, resta un perno nella struttura della squadra, i compagni di reparto si sono alternati con risultati insoddisfacenti.

Jankto sovente compassato, poco propositivo e privo di idee per dare ritmo alla manovra, Vieira capace di intensità, ma che non ha nelle sue caratteristiche il tiro o la giocata di qualità, Linetty ancora lontano dai fasti del recente passato e alternative dalla panchina con un bagaglio tecnico esiguo per potere fare la differenza.

Per fare gioco, ci si affida al solo Ramirez (o a sporadiche giocate degli altri due elementi tecnici della rosa, Quagliarella e Gabbiadini). Di fronte al Parma l'uruguaiano è stato limitato nel raggio d'azione dagli avversari, ma è sceso in campo con l'atteggiamento del “vecchio” trequartista, croce e delizia dell'era Giampaolo per via delle sue prestazioni altalenanti.

Una giornata negativa può capitare, ma diventa letale quando, se si spegne la luce di Ramirez, nessun altro è in grado di accenderla. L'uscita dal campo di Gastòn, si traduce con l'ingresso di Léris, tanto confusionario in fase di costruzione quanto poco efficace a supporto difensivo di un Thorsby adattato al ruolo e già in ambasce.

Mentre la Samp incassa la rete di Kucka, le dirette concorrenti guadagnano terreno: il Brescia (con una partita in meno) recupera tre punti, il Genoa uno, mentre il Lecce allunga di una lunghezza. In attesa del mercato di gennaio, per sperare ancora occorrono disperatamente punti. Lo scenario da film horror reca con sé le premesse di un derby che potrebbe essere dominato dalla paura di perdere, piuttosto che dalla voglia di vincere.

Ma solo chi è in grado di vincere la paura può portare a casa il risultato e qui torniamo al punto di partenza: per vincere serve personalità, serve coraggio. Occorre che i centrocampisti avanzino a testa alta non perdendo di vista i movimenti degli attaccanti, anziché optare per la soluzione orizzontale che spesso rallenta il gioco e dà modo alla difesa avversaria di chiudere gli spazi.

Serve che ci si prenda la responsabilità di calciare e di mettere in mezzo un pallone, anziché scaricare sul solo Ramirez. Serve ragionare come una squadra che lotta per un obiettivo: una salvezza da ottenere con le unghie e con i denti.