ESCLUSIVA SN - 1946, Viscardi: "Lombardo era un'ala pura, moderna, capace di ripiegare e fare gol"

Intervista realizzata il 29 aprile 2016.
19.05.2016 13:24 di Sandro Selis  articolo letto 6898 volte
ESCLUSIVA SN - 1946, Viscardi: "Lombardo era un'ala pura, moderna, capace di ripiegare e fare gol"

Continuano i racconti sui protagonisti dello storico scudetto blucerchiato che quest'anno compie 25 anni. Oggi, per la rubrica "1946", la redazione di Sampdorianews.net ha intervistato il noto giornalista Giuseppe Viscardi che ci ha parlato di Attilio Lombardo.

"Lombardo giocava nella Cremonese di fine anni ottanta. Era un giocatore di quelle parti, molto veloce e anche molto tecnico. Si mise in luce nel campionato di serie B '88-'89, quando con le sue giocate portò la Cremonese in serie A insieme all'ex grande blucerchiato Alviero Chiorri. Si fece notare per la sua velocità e la sua tecnica, era uno dei pochi giocatori rimasti ad essere un'ala pura, moderna, capace anche di ripiegare e fare dei gol. Arrivò alla Sampdoria nell'estate del 1989, era appetito da diverse squadre, ma nessuna big sembrava particolarmente interessata a lui, invece ancora una volta Mantovani, Borea e Boskov ci videro molto bene, perchè presero un giocatore velocissimo e con fiuto del gol. Nel campionato del suo esordio ci mise un po' di tempo ad imporsi. Boskov inizialmente gli preferiva Victor Munoz sulla fascia, ma una volta che prese il posto non ce ne fu più per nessuno. Boskov di lui diceva che portava il fuoco in campo,  arava la sua fascia destra.

In quel campionato verso Natale, Vialli si infortunò e fu costretto a rimanere ai box per alcuni mesi, stop che gli impedì tra l'altro di recitare un ruolo da protagonista nei Mondiali del '90. In un turno infrasettimanale di quella stagione, anche Mancini non potè giocare causa squalifica, quindi Boskov fu "costretto" a schierare Lombardo di punta venendo ripagato con due gol. Uno tra l'altro ricordo sotto la nord in girata con una grande naturalezza, mise la palla nell'angolo. L'anno dopo fu uno dei grandi protagonisti dello scudetto finendo anche in Nazionale. Arrivò all'Azzurro non come i vari Mancini, Vialli, Mannini, Pellegrini che passarono tutta la trafila delle giovanili, per lui non fu così, in quanto arrivò nella massima serie già come fuori età per l'Under 21.

Fu decisivo anche per la conquista della storica Coppa delle Coppe del 1990 in finale contro l'Anderlecht di Aad De Mos, storico rivale di Boskov, col Malines prima e coi bianco malva poi, anche nella Coppa Campioni del '91-'92 uscendone sempre con le ossa rotte. Un aneddoto che non dimenticherò mai, fu durante la partita contro l'Atalanta in casa alla vigilia del derby. Lui per la troppa esuberanza finì contro un tabellone pubblicitario procurandosi una grossa ferita alla gamba facendo preoccupare molto sia Boskov sia i tifosi in ottica derby appunto. Se dovessi ricordare il gol forse più bello e importante di Lombardo, mi viene in mente quello in uno degli ultimi derby da lui disputati, quello del 1994-95. Jugovic portò palla sulla linea mediana, vide l'accorrere di Lombardo e lo servì in velocita e tagliando la difesa in due, saltò abilmente sia Torrente che Tacconi, mettendolo a sedere e depositando in rete sotto la nord. In campionato segnò in media 6-7 gol a stagione, dando il suo contributo anche in termini di reti. Tornò poi alla Samp in serie B a fine carriera nella stagione 2001-2002, dopo il periodo Juventus-Crystal Palace-Lazio. Poi intraprese la carriera da allenatore iniziando proprio dalle giovanili blucerchiate. Successivamente iniziò poi a girare, approdando nuovamente anche in Inghilterra al Manchester City".