ESCLUSIVA SN - Bosotin: "La bandiera è l'unica per cui lottare. La grandezza di Nicolini tatuata sulla mia pelle. Genoa è una squadra britannica"

 di Redazione Sampdoria News  articolo letto 3238 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
ESCLUSIVA SN - Bosotin: "La bandiera è l'unica per cui lottare. La grandezza di Nicolini tatuata sulla mia pelle. Genoa è una squadra britannica"

L'attesa stracittadina è ormai alle porte. Sampdorianews.net ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva uno degli storici volti della tifoseria blucerchiata che non ha assolutamente bisogno di presentazioni, Claudio Bosotin:

Claudio, nel tuo caso è assai particolare l'avvicinamento alle stracittadine: "Vi spiego perché quello di sabato non è un derby. Il derby, noi Sampdoriani lo disputeremmo contro Spezia, Entella, Savona, o Sanremese, qualora fossero in A. Il Genoa è in realtà una squadra britannica che non mi spiego come possa partecipare al campionato italiano. Inglese il nome, britannico l’inno, d’oltremanica anche i fondatori. Al limite potrebbero essere considerati spagnoli, in virtù del loro settore giovanile, che si chiama Cantera.

Anche i loro tifosi, a sentir loro, sono stranieri. Frank Sinatra, Marylin Monroe, Elvis Presley. E vogliamo lasciar perdere i Beatles. Almeno Paul McCartney e Ringo Star, vuoi che non siano genoani? Da un momento all’altro mi aspetto che mi dicano che è genoano anche Barack Obama. Forse lo stesso Trump quando si sveglia al mattino, la prima cosa che domanda è: “Cosa ha fatto il Genoa?”. Di certo Trump e Obama saprebbero cantare l’inno meglio di chi sta in Gradinata. Se non altro perché sono di madre-lingua. Ma forse è giusto così. Anche perché inizio a pensare che Nostro Signore sia blucerchiato e abbia voluto consentire che nascesse a Genova una squadra inglese per farci divertire.

Detto questo, non posso che considerare concettualmente quella di sabato quasi alla stregua di un’amichevole, il cui risultato non mi tocca neppure più di tanto. Inoltre a sentire chi tifa Genoa, loro sono i più forti. E soprattutto sono quelli che ricevono dalla squadra grandi soddisfazioni. Specialmente in quella che poco tempo fa era chiamata serie C1".

Nei giorni scorsi Enrico Nicolini si è reso protagonista di una scelta simbolo di passione e attaccamento alla maglia, una decisione tipica del calcio d'altri tempi, di un calcio che non c'è più. Ora il volto di Enrico ti accompagnerà ovunque... "La Sampdoria deve concentrarsi sulla propria Storia. Quella che ci ha consentito di “vivere” vittorie importanti, e non, come sono obbligati a fare altri, essere costretti a leggerle su ammuffiti libri. La nostra Storia e le nostre bandiere. Come Enrico Nicolini. Ho la fortuna di essergli amico e ho capito che col suo rifiuto al Genoa ha voluto dimostrarci cosa significhi il termine “dignità”.

Nessuna frase banale e incoerente, come ad esempio dire: “Sono un professionista”. Dovremmo riflettere sul messaggio che Nicolini ha inviato a tutti noi. Specialmente quando i vari gruppi cantano ognuno per suo conto. La bandiera è una sola. L’unica per cui lottare. La sola da onorare e rispettare. Tutto il resto non conta. E l’unico modo che avevo per riconoscere la grandezza di Enrico era quello di tatuarmelo sulla pelle. Forza Sampdoria, sempre!".

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