IL SAMPDORIANO - Sesti con 30 punti: applausi. Adesso crediamoci tutti fino in fondo

Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
02.01.2018 11:04 di Diego Anelli   Vedi letture
IL SAMPDORIANO - Sesti con 30 punti: applausi. Adesso crediamoci tutti fino in fondo

Era appena scoccato il 90' contro la Spal ed eravamo ancora 0-0 al termine dell'ennesima gara di questo ultimo periodo giocata sotto ritmo, con poche occasioni da goal create, ben lontani dalla qualità e concretezza offerta nei mesi precedenti. Fiorentina e Milan avevano pareggiato all'orario di pranzo, a sorpresa il Cagliari sbancava Bergamo e il Torino non riusciva a prevalere sul Genoa. Insomma, a parte la new entry Udinese, ancora una volta i risultati delle inseguitrici ci sorridevano.

Nel recupero le cose ci sono girate a favore, almeno stavolta, del resto dopo quanto accaduto con Lazio e Sassuolo in campionato e Fiorentina in Coppa Italia, probabilmente il destino si è ricordato di noi. Gastòn è stato lesto a procurarsi un rigore sulla quale la Spal ha contestato a lungo, con autentica freddezza Fabio ha gonfiato la rete, portandoci in vantaggio e ripetendosi due giri d'orologio più tardi, chiudendo definitivamente una gara che lasciava ancora aperta la possibilità di complicarci la vita fino all'ultimo respiro, vedi il tiro di Floccari a lato subito dopo il vantaggio.

Sono 3 punti dal gigantesco peso specifico. Ci consentono di riassaporare il gusto del successo dopo 1 pareggio ottenuto in 5 turni di campionato e l'eliminazione in Tim Cup, chiudere il 2017 a quota 30 (all'inizio del campionato tutti quanti ci avrebbero messo la firma senza nemmeno pensare se fosse mai stato possibile...) con la sfida casalinga con la Roma da recuperare pochi giorni prima della trasferta nella capitale sempre contro i giallorossi, casi del destino. Complessivamente parlando la Sampdoria ha disputato quasi un intero girone d'andata e si è rivelata una delle più liete sorprese del torneo.

Possiamo dirlo senza timore di essere contraddetti, o presi per matti. La qualità del gioco è stata sublime, alcuni acquisti in primis Duvan Zapata e progressivamente Gastòn Ramirez si sono contraddistinti come autentici trascinatori, veterani del livello di Fabio Quagliarella stanno vivendo una seconda giovinezza. In estate sono partiti Skriniar e Schick, gli altri giovani talenti sono rimasti in rosa e non sono mancati ulteriori progressi nei rispettivi processi di crescita. Lucas Torreira, confermando un alto rendimento in termini di continuità, caratura tecnica, dinamismo e verticalizzazione, ha trovato più volte la via del goal grazie a vere e proprie prodezze. Karol Linetty si è messo in mostra come uno dei tasselli più preziosi negli equilibri di Giampaolo, convincendo con maggiore continuità rispetto alla passata stagione, personalità da vendere e la capacità di inserirsi negli spazi che l'ha portato a gonfiare la rete con costanza

Ad un certo punto della stagione un calo era fisiologico, normale e facilmente prevedibile, del resto se avessimo mantenuto quel ritmo ci saremmo aggiunti nella lotta per un piazzamento Champions e non era sicuramente la nostra attuale dimensione. Siamo andati talmente veloci in precedenza che non siamo riusciti per sfortuna, incapacità nell'accontentarsi, o scarsa maturità a gestire al meglio quel periodo complicato che tutti quanti erano ben consapevoli che sarebbe prima o poi arrivato. Quel pizzico di buona sorte che ci aveva consentito ad esempio di chiudere in vantaggio i soffertissimi primi tempi con Atalanta e Chievo ci è venuto a chiedere il conto e il destino ci ha voltato le spalle in alcune delle ultime gare, punendoci oltre il dovuto nei minuti finali e ad ogni minimo errore difensivo, quando anche qualche pareggio sarebbe stato utilissimo a muovere la classifica e a tenere botta in attesa di tempi migliori.

I 3 punti conquistati contro la Spal dovrebbero avere l'effetto di farci trascorrere con maggiore serenità le ultime festività, recuperare un po' di energie psicofisiche in attesa degli impegni di gennaio. Il programma di inizio 2018 prevede Benevento in trasferta, Fiorentina in casa dopo la sosta e il doppio impegno con la Roma nel giro di quattro giorni. Abbiamo la possibilità di dire la nostra e proseguire il nostro cammino al meglio, le difficoltà non mancheranno, ma se torniamo, o almeno ci avviciniamo alla Sampdoria ammirata fino ad un mesetto fa, possiamo dare filo da torcere a chiunque.

Sicuramente questo ultimo periodo, a prescindere da un momentaneo calo fisiologico fatta eccezione per le trasferte di Udine e Bologna perse malamente anche a causa di una pancia troppo piena e di conseguenza una superiorità mentale destinata a non portare mai da alcuna parte, ha messo però in evidenza alcune lacune, alcuni aspetti deboli sui quali allenatore e società potranno provare a mettere una pezza. Non si può affrontare una stagione con 11 titolari e un paio di alternative all'altezza, appena manca qualche punto fermo in più ecco che le altre presunte seconde linee chiamate in cause non sono riuscite a non far rimpiangere gli assenti. Complessivamente la rosa sarebbe anche abbastanza ampia, purtroppo in alcuni ruoli le alternative sono anche risicate (vedi i difensori centrali), in altri casi non hanno finora dato ragione agli investimenti effettuati sul mercato estivo, nel quale in determinati ruoli ci siamo mossi con notevole ritardo.

Quando la squadra non riesce ad esprimersi per ragioni fisiche, la palla non gira in maniera fluida, giochiamo sotto ritmo, è scarso il movimento senza palla, la manovra diventa prevedibile, abbiamo palesato l'assenza di un'alternativa in termini di gioco. La filosofia dell'attuale guida tecnica è invidiabile e con i fatti ha conquistato tutti, nel frattempo anche gli avversari hanno cominciato a studiarla e a correre ai ripari, tentativo più facile da compiere se il top della nostra condizione psicofisica è ben lontano. 

Quando siamo al meglio siamo in grado di battere qualunque avversario, l'abbiamo già dimostrato sul campo, anche la Juventus ne sa qualcosa, quando siamo lontani parenti di noi stessi fatichiamo dannatamente a superare qualunque avversario, vedi Spal, la quale non ha fatto nulla di incredibile, ma con una buona organizzazione di base del collettivo e un normale dinamismo comunque superiore al nostro attuale stato in riserva ha rischiato di portarsi via un punto che avrebbe potuto anche essere meritato.

Augurandoci con tutto il cuore che il campionato possa terminare con la Sampdoria in Europa, bisogna comprendere che sia per conquistarla, sia per disputare la competizione con un minimo di ambizione risulti necessario avere una panchina maggiormente all'altezza della situazione senza spese fuori portata come insegna l'Atalanta. Risulta inoltre fondamentale trovare qualche piano b che consideri anche l'utilizzo delle corsie esterne, senza scordare un turnover più frequente ma non radicale, con alternative di valore più vicino ai titolari che possa consentire di gestire al meglio le risorse psicofisiche nel corso di un'annata, a prescindere dal numero di fronti nei quali si è impegnati. 

Con il gioco e la mentalità di Giampaolo, esaltata con ragione anche al San Paolo, andremo lontani. È sufficiente curare i dettagli, sistemare le cose che ancora non funzionano per il meglio e seguire la strada dell'umile ambizione, in modo tale che complimenti e applausi si tramutino in obiettivi raggiunti, alzando l'agognata asticella. Siamo la Sampdoria, possiamo farcela, dobbiamo farcela, ce lo meritiamo.