IL SAMPDORIANO - Qualcuno scopre Damsgaard. Quagliarella non sorprende. Fenomeni contro Ranieri

08.01.2021 09:23 di  Diego Anelli   vedi letture
IL SAMPDORIANO - Qualcuno scopre Damsgaard. Quagliarella non sorprende. Fenomeni contro Ranieri
TUTTOmercatoWEB.com

Prima dell'inizio del campionato erano numerosi i sostenitori del pensiero "In attesa di Candreva e Keita non abbiamo comprato nessuno", fatte rare eccezioni per qualche "a parte un ragazzino (Mikkel Damsgaard) dalla Danimarca che andrà in Primavera". 

Probabilmente prima di sparare sentenze fuori luogo sarebbe doveroso informarsi prima di farla fuori dal vaso. A prescindere dalle opinioni personali su questioni extra campo bisognerebbe analizzare ogni operazione in modo razionale e obiettivo, a prescindere da chi le faccia e sotto le dipendenze di chi. Quando nell'inverno precedente si chiude in largo anticipo un'operazione da 6,5 milioni di euro per un classe 2000, sono cifre importanti per i mercati scandinavi e l'intelligenza avrebbe dovuto portare a ragionamenti ben diversi. 

Nessuno è Nostradamus per immaginare i tempi di ambientamento in una nuova realtà calcistica, il valore assoluto di un talento simile era però indiscutibile e qualche eventuale e fisiologica giornata meno brillante non cambia di una virgola lo scenario generale. L'azione personale che consente di saltare come birilli un paio di interisti con eleganza, personalità, tecnica e velocità, è uno spot per il calcio. A testimonianza che talvolta, quando ci sono ancora cifre discrete da poter investire, lo scouting non si è dimenticato il proprio mestiere, il fiuto per gli affari c'era e resta, il buon tempismo fa il resto. A giugno sarà uno o IL pezzo pregiato in vetrina, plusvalenza dietro l'angolo, per fortuna o purtroppo per un club del nostro livello.

Contro l'Inter, reduce da otto successi consecutivi, abbiamo compiuto un'impresa. Per la prima volta Adrien Silva mi ha convinto per l'intero suo minutaggio. Il portoghese ha impostato e cambiato il gioco a testa alta e con grande precisione, ha recuperato un elevato numero di palloni sia nel cuore del centrocampo che al limite dell'area, rappresentando un faro, un punto di riferimento. Qualche vecchio allenatore sosteneva "l'attaccante fa giocare bene la squadra" e aveva ragione. Il recupero di Keita si è rivelato fondamentale, mettendo in seria difficoltà la retroguardia neroazzurra con la capacità di aggredire la profondità e non fornire punti di riferimento. 

Toccandoci i gioielli di famiglia, se la sfortuna lo lasciasse finalmente in pace sul fronte infortuni, avremmo un rinforzo vero e di qualità. Soprattutto nei momenti di maggiore sofferenza abbiamo bisogno come dell'acqua nel deserto di qualche elemento in grado di far salire la squadra e alzare il baricentro con strappi e ripartenze, l'ex laziale ha quelle caratteristiche. In attesa di Manolo Gabbiadini, a mio avviso il più costante e determinante nell'ultima salvezza, e avendo archiviato ogni discorso sul futuro di Fabio Quagliarella, almeno a gennaio. 

Le belle parole di Fabio scritte su Instagram mi hanno fatto ovviamente piacere, non mi hanno sinceramente sorpreso, trattandosi di Fabio Quagliarella. Amore, rispetto, attaccamento alla maglia e riconoscenza sono sempre stati valori del Quagliarella Uomo e del Quagliarella Calciatore, in qualunque piazza abbia avuto l'onore di conoscerlo. Piuttosto sorprende la fortuna di leggere ancora messaggi simili nel 2021, cose più uniche che rare nel calcio moderno. Fabio fa però parte del calcio che ci ha fatto innamorare e appassionare, uno sport lontano parente di quello attuale, la sua è una concezione della professione con valori in via di estinzione, l'attualità e il futuro a breve termine sono lontani anni luce da casi come il suo. Il prossimo step atteso sarà il rinnovo.

Non mi sento un tifoso di una squadra di fenomeni ma nemmeno gli ultimi del mondo, il nostro unico obiettivo realisticamente raggiungibile, per dinamiche interne ed esterne al campo, non può andare oltre una tranquilla salvezza, senza i patemi, le sofferenze e le imprecazioni dello scorso campionato. Fatta la doverosa premessa, è giusto essere consapevoli di aver compiuto un'impresa e aver vinto con merito, seguendo il cammino fatto di compattezza, sacrificio, spirito di gruppo, corsa e qualità. 

Già anche qualità, giusto ricordarlo, perchè se la difesa è numericamente contata, non vanta alternative di ruolo come terzini, il livello sarebbe facilmente migliorabile (con un Emil Audero invece letteralmente trasformato rispetto alla scorsa stagione), il resto della squadra potrebbe andare ben oltre una normale salvezza. Domenica in campo Jankto, Adrien Silva, Thorsby, Candreva, Damsgaard, Keita. In panchina Quagliarella, Ramirez e Verre, squalificato Ekdal, infortunato Gabbiadini, non male direi. 

Una qualità che ha il sopravvento su avversari di livello pari o inferiore soltanto se giochiamo con il sangue agli occhi, con la bava alla bocca. Con quello spirito dovremo affrontare le tre partite prima della fine del girone di andata: Spezia, Udinese e Parma. Possiamo e dobbiamo ben staccare quota 20 punti per capire chi siamo, dove possiamo arrivare se giochiamo tranquilli senza i recenti fantasmi, e non vanificare il successo contro l'Inter. A Spezia bisogna andare come dei cani rabbiosi, con la determinazione di continuare a muovere la classifica, consci di affrontare un'altra battaglia che ci vede pienamente in gioco non dimenticando la nostra anima. Dai Doria.

Ps: non mi sono scordato dei fenomeni che davano del rimbambito ad un allenatore del calibro di Claudio Ranieri. La carriera e i risultati ottenuti ovunque, in contesti spesso opposti, avrebbero dovuto parlare da soli, ma evidentemente non è così. Per fortuna il campo ha ancora il potere di zittire i fenomeni, pronti ad uscire dal letargo come gufi e destabilizzatori. Godiamo anche per voi.