IL SAMPDORIANO - Non lasciare nulla di intentato. Il bicchiere mezzo pieno e gli obiettivi

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
02.05.2018 08:33 di Diego Anelli  articolo letto 1198 volte
IL SAMPDORIANO - Non lasciare nulla di intentato. Il bicchiere mezzo pieno e gli obiettivi

Non abbiamo recuperato nessun punto su Atalanta e Milan, il successo dei bergamaschi era facilmente preventivabile, un pochino messo quello dei rossoneri reduci da una lunga striscia senza riuscire ad ottenere i 3 punti. Non abbiamo staccato la Fiorentina, riuscita nell'inaspettata impresa di battere il Napoli come non mai protagonista nel duello scudetto.

Eppure il bicchiere deve essere mezzo pieno, perchè questa Sampdoria, nonostante le pesanti debacle spesso subite in trasferta e un fisiologico calo nel girone di ritorno non potendo mantenere lo straordinario rendimento dei primi mesi, sta mettendo in campo tutto quello che ha, a livello di impegno, carattere, dedizione. L'obiettivo europeo resta difficile da raggiungere, ma pur sempre a poca distanza e in campo stiamo dimostrando di crederci fino in fondo, condividendo in pieno il pensiero della tifoseria. Non lasciare nulla di intentato, cercare di ottenere il massimo pur dovendo fare i conti con le riserve di energie rimaste dopo un torneo disputato quasi sempre con i medesimi 11.

Nel frattempo un altro obiettivo è stato raggiunto, evitare un altro finale di campionato senza alcun stimolo, caratterizzato da prestazioni lontanissime dai nostri standard e alcune figure facilmente evitabili. Il blitz di Bergamo aveva riaperto completamente i giochi, nel derby non siamo andati oltre il pareggio non riuscendo a concretizzare le poche occasioni create e finendo per restare imbottigliati nelle strettissime maglie rossoblu. In trasferta con Juventus e Lazio sono arrivate sconfitte più o meno pesanti ma che avevamo pur messo in conto nella tabella verso il rush finale.

L'aspetto fondamentale era non fallire l'appuntamento con i 3 punti nel doppio turno casalingo con Bologna e Cagliari.  Nonostante il pizzico di fortuna del goal di Zapata nell'ultima azione agli sgoccioli del recupero contro i felsinei, si tratta di 6 punti ampiamente meritati, come dimostrato nei primi 45' contro gli uomini di Donadoni e nelle chance avute nella seconda parte di gara. Contro i sardi non c'è mai stata partita e, anche se il Cagliari è apparso lontano anni luce dal modesto ma coriaceo Crotone arrivato un anno fa al Ferraris, siamo rimasti perfettamente sul pezzo, dimostrando di crederci davvero con i fatti e conquistando l'intera posta in palio.

Con la speranza di recuperare qualche attaccante in vista degli ultimi impegni, sono diverse le note positive. A partire dal rendimento di Andersen, convincente nel debutto di Bergamo, tra i pochi a salvarsi all'Olimpico con la Lazio, nuovamente sugli scudi tre giorni fa. Inoltre Giampaolo lo ha schierato dal 1' per la prima volta al fianco di Silvestre, lasciando in panchina un Ferrari ben lontano dagli standard richiesti per un pacchetto difensivo concentrato e allineato, sia in fase d'impostazione che di marcatura. Sicuramente un prospetto da tenerci stretto, ha ulteriori e grossi margini di crescita, esistono aspetti da limare come naturale che sia, avrà tutto il tempo davanti. 

Ennesima prestazione di altissimo livello per Dennis Praet, finalmente a segno in questa stagione. Un goal di pregevole fattura per tecnica, senso della posizione, fantasia e tempismo. Partito nel suo ruolo preferito da trequartista, si è adattato al meglio in qualsiasi posizione. Rientrato dall'infortunio  si è ripresentato in una condizione psicofisica semplicemente sublime, ho particolarmente apprezzato la voglia, la carica agonistica, la duttilità tattica, la fame di arrivare sia singolarmente che in termini di collettivo. Un giocatore letteralmente trasformato rispetto a quello visto nella prima stagione di ambientamento in Italia. Le ultime giornate ce lo hanno (purtroppo egoisticamente parlando) confermato; ci troviamo dinanzi ad un elemento pronto per il grande salto a livello europeo che potrebbe arrivare già in estate. Complimenti alla società ad averci puntato due anni fa, sostenendo un grosso investimento da 10 milioni pur di bruciare la concorrenza pronta a prelevarlo a breve in scadenza contrattuale.

Lucas Torreira positivo contro il Cagliari a prescindere da un calo fisico piuttosto naturale dopo una stagione vissuta sempre in campo in assenza di alternative ritenute al suo livello, da sottolineare anche il ritorno da protagonista di Karol Linetty, il quale, contrariamente all'ex Anderlecht, ha impiegato più tempo a recuperare la migliore forma fisica. Domenica è stato devastante per capacità nell'aggredire gli spazi, recuperare palloni in mediana, creare pericoli alla difesa avversaria indossando sia le vesti di assist-man che di finalizzatore. Una delle principali forze blucerchiate è rappresentata dal centrocampo, da due stagioni a questa parte il fulcro di ogni iniziativa, la bussola, la diga. In estate si dovranno seguire le dinamiche di mercato con la speranza di non stravolgere un reparto da top club, del resto ci aspettiamo parecchie variazioni già nelle retrovie, considerando la partenza di Strinic verso Milano, l'elevata cifra per riscattare Ferrari destinato probabilmente a ritornare in pianta stabile al Sassuolo, l'annata non esaltante di Murru, Sala e Regini, senza scordare che Matias Silvestre avrà un anno in più sulle spalle e Bartosz Bereszynski potrebbe ricevere numerosi corteggiamenti.

Ancora tre giornate da disputare al massimo prima di pensare al mercato. Ragioniamo sull'attualità, sui 54 punti messi in cassaforte rispetto ai 48 con i quali si era chiuso lo scorso campionato, la crescita di numerosi talenti (attenzione anche ad un Kownacki pronto a ritagliarsi a breve un ruolo da protagonista). Meglio accantonare per un momento le rovinose cadute di Benevento e Crotone che rischiano di impedirci di coronare il sogno e qualche mancato innesto a gennaio che sicuramente avrebbe potuto risultare utile in determinati ruoli, proprio per non lasciare nulla di intentato, anche in considerazione di un sesto posto occupato per mesi.

Accantonare senza voler dimenticare, dall'esperienza e dagli eventuali errori si può soltanto che migliorare, tenendo sempre in prima fila l'ottimo lavoro svolto dallo scouting blucerchiato e da mister Giampaolo, ritenuto troppo rigoroso tatticamente da qualche presunto esperto calcistico ma senza il quale probabilmente non ci saremo divertiti e soprattutto ottenuto meno da una rosa con talenti di classe cristallina, caratterizzata però da importanti lacune non ancora colmate a livello d'organico.

Forza Sampdoria, crediamoci tutti insieme e al triplice fischio finale di Ferrara vedremo dove saremo arrivati, non scordando che per i nostri colori il sogno chiamato Europa dovrà trasformarsi prossimamente in un obiettivo.