IL SAMPDORIANO: 8 punti frutto di qualità, lotta e coraggio. E' il periodo chiave

Diego Anelli Giornalista Pubblicista. Direttore e ideatore di Sampdorianews.net, fondato 12 novembre 2008. Collabora con Alfredopedulla.com, Mondosportivo.it.
05.02.2018 17:44 di Diego Anelli  articolo letto 1268 volte
IL SAMPDORIANO: 8 punti frutto di qualità, lotta e coraggio. E' il periodo chiave

Contro il Torino si sarebbe voluto vincere per accelerare su una delle principali concorrenti ad un piazzamento in Europa League, avremmo voluto riuscirci. In campo abbiamo creato le nostre occasioni, al tempo stesso abbiamo corso numerosi rischi anche una volta passati in superiorità numerica, rischi forse eccessivi che hanno messo in evidenza le caratteristiche di un avversario di qualità, arcigno e sempre ostico da affrontare, in particolare quando in panchina siede Walter Mazzarri.

Se dopo il successo tra mille perplessità con la Spal e la debacle infausta di Benevento qualcuno mi avesse detto che avremmo ottenuto 8 punti nelle 4 sfide successive, con Fiorentina, Roma in casa e in trasferta e Torino, avrei firmato con il sangue. La Sampdoria è ritornata, ha avuto urgentemente bisogno della pausa per ricaricare le pile, recuperare energie fisiche e mentali, ritornare un po' con i piedi per terra e ritrovare quella benzina che aveva contribuito non poco a farci spiccare il volo nei primi mesi di campionato.

Con i viola non c'è stata partita, con la Roma abbiamo giocato a viso aperto in entrambe le gare ottenendo con merito 4 punti dall'enorme peso specifico sfiorandone perfino 6 e ritrovando un Viviano al top della condizione all'Olimpico. Con i granata avremmo anche potuto uscire dal campo con un pugno di mosche, fino a poche settimane fa partite simili ci avrebbero visti sconfitti non riuscendo a gestire in maniera adeguata i momenti di maggiore difficoltà e venendo puniti dal singolo episodio. 

Chi ha seguito con attenzione la sfida contro i granata si è sicuramente reso conto che questa Sampdoria, forse anche un po' stanca per i quattro impegni in due settimane, ha lottato colpo su colpo contro un temibile Torino in una sfida che tatticamente si è spesso presentata come una partita a scacchi a prescindere dall'elevato agonismo. Ben messa in campo, coraggiosa e grintosa, brava Sampdoria. Se le vincessimo tutte allora anche Napoli e Juventus sarebbero al nostro inseguimento...

Domenica avremo una gara da non sbagliare, l'Hellas Verona si ritrova in una posizione assai critica, rincorre senza agganciare il treno salvezza e deve gestire una situazione interna e ambientale non delle migliori. Dovremo dimostrare la maturità acquisita nel corso dell'annata, perchè i gialloblu hanno dimostrato di tirare fuori l'orgoglio e mettere i bastoni tra le ruote alle formazioni più quotate, basta chiedere a Milan e Fiorentina, entrambe uscite con le ossa rotte. 

Dovremo fare a meno di Ramirez (meglio perderlo domenica che a San Siro con il Milan, auguriamoci che Torreira riesca a gestire al meglio lo status di diffidato), potrebbe essere impiegato Ricky Alvarez, ma, anche in considerazione delle spente prestazioni offerte recentemente dall'argentino, non è detto che la scelta non ricada su Caprari, per un modulo sulla carta più offensivo, ma nella sostanza magari più coperto grazie al dinamismo dell'ex Pescara.

Con l'obiettivo di capitalizzare al massimo le gare interne contro Hellas Verona e Udinese, una bella fetta della torta europea sarà in palio nelle ostiche trasferte con Milan e Atalanta. La scorsa settimana all'Olimpico abbiamo ritrovato quella vittoria lontana dal Ferraris che mancava addirittura dalla prima trasferta stagionale a Firenze, contro le big o dirette concorrenti riusciamo spesso e volentieri a mettere in campo il nostro meglio. Dovremo fare altrettanto in quelle due occasioni dove la posta in palio sarà raddoppiata. I rossoneri non hanno superato tutti i problemi ma sono in crescita anche grazie a qualche episodio arbitrale rivelatosi decisivo. Finora i bergamaschi non hanno fisicamente risentito del triplo impegno e hanno le capacità per mettere in difficoltà l'avversario di turno seguendo la via del gioco. Idem la Sampdoria, spettacolo assicurato.

Concludo con un piccolo accenno alla finestra di mercato appena conclusa seguita come da tradizione con news ed esclusive da Sampdorianews.net. La società è stata di parola, nessun pezzo pregiato è partito e si è fatta resistenza anche dinanzi ad offerte di primissimo piano per elementi importanti dell'organico ma non titolari sulla carta come Gianluca Caprari. A prescindere dalla partenza di Puggioni sostituito da Belec, non si sono registrati movimenti in entrata, mentre in uscita è stata trovata collocazione soltanto a Djuricic e Ivan. Senza dover effettuare investimenti di primissimo livello, né pensare a presunti fenomeni non arrivati, non nascondo che l'idea Giaccherini, reduce dalla gestione Sarri assai simile a quella Giampaolo, mi stuzzicava e non poco, in quanto si tratta di un elemento tecnicamente dotato, predisposto al sacrificio e tatticamente assai duttile, in grado di giocare sia da mezzala, che da alternativa offensiva. 

A quelle condizioni avrebbe potuto rivelarsi un titolare aggiunto sicuramente prezioso nel prosieguo della stagione. Si è deciso di puntare sui giocatori già in rosa, con torto o ragione. A questo punto bisogna augurarsi che, in particolare durante lo stop di Praet, Edgar Barreto riesca a mantenere il trend di rendimento degli ultimi tempi e qualcuno dei giovani centrocampisti, almeno uno tra Verre e Capezzi, riesca a compiere l'ulteriore step di crescita. Da qui a fino al termine della stagione l'esito degli scontri diretti e le alternative ai titolari potrebbero risultare determinanti.